Tutor online qualificati

Il blog del gruppo Tutor Online Qualificati

Il tutor rientra nel gruppo

Posted by Luca su 5 novembre 2013

Buona sera a tutti,

vi ricordate il testo della famosa canzone di Britti in cui si cantava che Jack Frusciante era uscito dal gruppo.

Oggi invece Luca Iaconisi rientra a scrivere nel gruppo dei tutor, chi è ancora presente e legge?

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Giornata Mondiale della Lentezza 2012

Posted by romaguido su 26 marzo 2012

Una giornata per ricordare il piacere ed i vantaggi del vivere slow:

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Carta dei diritti dei bambini

Posted by romaguido su 20 novembre 2011

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Musei in musica 2011

Posted by romaguido su 4 novembre 2011

Clicca sull’immagine per saperne di più.

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Ciao, Steve!

Posted by romaguido su 6 ottobre 2011

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Per non dimenticare

Posted by romaguido su 11 settembre 2011

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Dalla società delle comunicazioni di massa alla società di reti sociali

Posted by romaguido su 26 agosto 2011

Nel suo articolo preferragostano su mrxKnowledge, Mario Rotta spiega le mille sfaccettature del nuovo modo di comunicare rappresentando/costruendo la realtà attraverso messaggi di reti che s’intersecano, tessendo una trama che va letta in profondità, non più superficialmente come si ostinano a fare i più, che usano trarre grandi verità da semplici icone, assolutamente inadatte, da sole, a spiegare un fatto, un fenomeno, una storia più o meno complessa:

[…] “Ma ormai non viviamo più in una società delle comunicazioni di massa. Che ci piaccia o no, viviamo in una società di reti sociali, ovvero di legami fluidi tra gruppi e comunità di persone che non possono più essere classificati nè come emittenti nè come destinatari di messaggi, per la semplice ragione che sono (tutti e allo stesso tempo) entrambe le cose. Una società di conversazioni: talora continue, talora interrotte, talora saltuarie, ricorsive, ricorrenti. Una società che vive in ambienti attraverso cui non solo si condividono conoscenze, ma dove spesso ciò che altrimenti rimarrebbe tacito diventa esplicito e ciò che abitualmente avremmo considerato scontatamente privato diventa discretamente pubblico.   […]

Per capire (davvero) i fenomeni, quindi, dovremmo raccogliere e confrontare insiemi dinamici di fonti eterogenee utilizzando come meta-descrittori gli input che filtrano grazie alla reputazione sociale dei nostri interlocutori e come strumento di analisi la consapevolezza che deriva dal potenziamento della nostra capacità di cercare, trovare, elaborare, selezionare, organizzare, comparare e valutare risorse diffuse e documentazione distribuita. In sostanza, andare oltre la superficialità della rappresentazione della realtà che caratterizza i media tradizionali per penetrare nella profondità e nello spessore della decodifica delle informazioni sulla realtà che soltanto l’interagire in rete e con la rete può garantire. Ma quasi nessuno lo fa: è faticoso, meglio continuare a pensare che si possa affidare il compito di esprimere un significato a qualche frammento iconico o audiovisivo che chissà perché dovrebbe spiegare tutto nel momento stesso in cui lo semplifica e lo generalizza, regalando magari all’autore o al soggetto 15 secondi di celebrità. Perfino a Warhol verrebbe da sorridere…”

P.S. A parte il contenuto di tutto rispetto, come c’era da aspettarsi da cotanto autore, avete notato com’è bello, ricco e articolato l’uso dei vocaboli? E si, ogni tanto è bello disintossicarsi dalla valanga di “k”, essì, eccerto, sapevatelo, con cui ogni giorno invadiamo la rete e, talvolta, perfino la carta stampata!

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Il web raccontato ad un neofita (2): Le aberrazioni

Posted by romaguido su 19 agosto 2011

Una parodia della più famosa canzone di Steve Wonder per rappresentare situazioni in cui non è difficile imbattersi, in ogni ambiente, in ogni ora della giornata :cry:

(Grazie a Tony Siino ;))

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Da quale pulpito!

Posted by romaguido su 19 agosto 2011

Senza parole

Clicca sulla foto per ingrandire ;)

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Il web raccontato ad un neofita (1)

Posted by romaguido su 10 agosto 2011

E poi non è del tutto vero che qui circolino solo parole e canzoni; vi circolano idee, sentimenti, vi s’incontrano persone che la pensano come noi, che interagisono tra loro con i mezzi che la rete mette a disposizione. E’ bello, interessante, affascinante, relativamente nuovo.
Poi, piano piano, ti accorgi che, tolta la patina dorata dell’entusiamo o la polvere scura della diffidenza, ti trovi di fronte a persone con i loro problemi, i loro caratteri, le loro vite, niente di più o di meno di quello che c’è nel mondo reale. Alcuni social network usano la parola “amici”, altri parlano di cerchie, in cui puoi inserire i parenti, gli amici, i coìnoscenti, i colleghi, e così via.
Ma alla fine si tratta sempre e solo di “contatti”, di persone che, con nomi e avatar più o meno fantasiosi, raccontano le loro idee, i loro pensieri, i loro progetti, stando dietro il monitor di un pc o il display di un telefonino. Sono persone anche lontanissime tra loro che tuttavia riescono a comunicare in tempo reale.
E’ un “gioco” bellissimo, che aiuta ad imparare tante cose, a crecere, che educa alla condivisione, alla collaborazione, alla partecipazione.
Ma è ancora un mondo tutto da scoprire, un work in progress, come dici tu.
Ed avviene spesso che esperti del settore si chiedano: “Ma che stiamo facendo? Dove stiamo andando? A che cosa servono i diversi social network? Ne perderemo qualcuno? Ne nasceranno altri? Siamo noi che li usiamo o non sono piuttosto loro ad usare noi?”
Anche in questo caso si sprecano parole, idee, supposizioni, ma nessuno sa trovare una risposta certa, che sia sempre valida.
Io, catapultata quasi per caso nel web, ne sono rimasta subito affascinata. Mi sono buttata quasi immediatamente a parlare, collaborare, condividere, ascoltare, cercando di capire chi ci fosse dietro quelle parole, quelle idee, quegli atteggiamenti, che intenzioni reali avesse, dove volesse arrivare. Tutto questo non è sempre un’impresa facile; col tempo ho imparato che esistono i  e (acquisizione odierna per me) i cracker: sono sfruttatori, impostori, truffatlurker, i fake, i flamer, gli hacker e (acquisizione odierna per me) i cracker: sono sfruttatori, impostori, truffatori, sobillatori, e chi più ne ha, più ne metta.
Allora si capisce che non è tutto oro quello che luccica, ma non fa niente, i sentimenti, i pensieri, le parole, le emozioni rimangono comunque, sebbene vadano presi cum grano salis.
Il resto alla prossima puntata ;)

Romaguido

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