Da Andreas Formigoni un video che spiega come la scuola abbia il dovere di riconoscere e valorizzare le intelligenze multiple e la creatività.
E a questo punto, a costo di scatenare un vespaio, mi sento parzialmente in dovere di spezzare una lancia a favore di “Amici” e “X-Factor”.
In fondo ogni zione educativa, se portata avanti con adeguato spirito critico, può portare frutti a primo acchito insospettabili.
Quanto all’accademia di cui parla Sir Ken Robinson, mi sovviene il flop delle lezioni di Aldo Busi, su libri e letteratura, in programmazione su Canale 5 qualche anno fa. Riconosco, tuttavia, che si è trattato di un tentativo animato dalle più buone intenzioni.
P.S. Non pensate che sia il caso di sottoporre il video all’attenzione della Gelmini e di Israel?
“Le applicazioni pratiche del Web 3.0: dai motori di ricerca, alla pubblicità online, dall’analisi delle opinioni alla gestione dei fogli di calcolo con Excel”
Abbiamo consegnato le firme in formato cartaceo al Presidente Napolitano ma vogliamo raccoglierne tantissime altre. Pubblicizziamo sui …nostri profili la petizione, chiediamo ad amici e parenti di firmarla… rendiamoci disponibili nel farlo noi per chi non ha un pc (con il nostro account va bene lo stesso)!
Dobbiamo essere ancora di più!
Anna
Anna è un chiaro esempio di persona che sa fare, trainare, spendersi per gli altri e raggiungere obiettivi che sembravano impossibili.
A volte abbiamo bisogno che qualcuno ci motivi, che ci dia il buon esempio, che ci spinga con la sua energia e la fede nella bontà delle sue idee.
Ho visto nascere DISLESSIA-PASSODOPOPASSO), ne ho seguito le attività, gli eventi, le iniziative, i video in streaming.
Prima di conoscere Anna, cui su fb avevo addirittura negato l’amicizia, scambiandola per un fake , pensavo che la dislessia fosse lo storpiare qualche nome da piccoli, come faceva mia sorella che diceva “tevilisione”, e sapevo soltanto che il dislessico più illustre fu Einstein (perbacco che testimonial! ); oggi ne so sicuramente qualcosa di più.
GRAZIE ANNA!
Sono certa che se in Italia avessimo qualche migliaio di persone come te le cose andrebbero a gonfie vele!
Da TuttoscuolaNEWS qualche stralcio dell’articolo, a firma Michelle Obama, che uscirà sul numero di novembre di “U.S. News & World Report”. Vediamone i punti salienti:
1) Una nuova scuola per il rilancio economico del paese.
Per questo sarà necessario formare, reclutare, incentivare all’insegnamento validi professionisti, aumentando gli stipendi e garantendo buone opportunità di carriera.
2) Un docente che abbia le qualità di “un grande leader” e sia capace di potenziare il senso di autoefficacia degli allievi:
“energia illimitata e altrettanto sconfinata pazienza, capacità di visione e capacità di lavorare per obiettivi, creatività per aiutarci a vedere il mondo in modo diverso e dedizione al compito di aiutarci a scoprire e sviluppare il nostro potenziale”
“Ci ricordiamo tutti quale impressione profonda ci abbia lasciato un insegnante speciale, quello che non ci ha abbandonato alle nostre lacune, quello che ci ha incoraggiato e ha creduto in noi quando dubitavamo delle nostre capacità. Anche dopo decenni ricordiamo come ci faceva sentire e come ci ha cambiato la vita. E’ comprensibile quindi che gli studi dimostrino come il dato che influenza di più il rendimento degli studenti sia la capacità dei loro docenti
3) I genitori:
“che proseguano a casa l’operato dei professori e lo completino. Che sappiano porre limiti: all’occorrenza spegnere la tv e i videogiochi, vigilare sullo svolgimento dei compiti, rinforzando l’esempio e le lezioni della scuola”.
Non sarà arrivato il momento che l’Italia dalle gloriose tradizioniclassiche sieda tra i banchi di un Paese bambino, come l’America?
Naturalmente l’insegnante dev’essere preparato e gli alunni diligenti. Ma, dite la verità, non vi sembra che sarebbe stato più divertente anche per noi avere a disposizioe LIM, netbook e internet per un ripasso veloce della lezione?
Andate a visitare il sito www.kidcloud.it è un sito che porta i bambini a scuola di internet e alla scoperta del web grazie a una direcotory di 0ltre 2000 siti selezionati dalla redazione del network mypage.
Per i ragazzi più grandi c’è invece www.kidresearch.it uno specifico motore di ricerca per i bambini. Inoltre consiglio di visitare www.mypage.it sito web 2.0 proprio per i bambini. C’è poi www.bambini.info, un blog che racconta il mondo dei bambini a genitori e insegnanti. Infine www.bambini.eu che è un vero e proprio blog d’informazione per bambini.
Della funzione sociale di essere blogger e di scrivere in un blog ho già parlato in precedenza, ora ci torno sopra perchè ho riscontrato che questa riflessione non è solo un mio pensiero ma interessa molti altri blogger. In tal senso ho scovato un’interessante discussione sul blog di Paoloborrello dove si legge “Il numero dei blog in Italia è ormai diventato piuttosto elevato. Hanno caratteristiche diverse. In questo post intendo occuparmi di quei blog, o meglio dei loro autori, che trattano argomenti politico-sociali, anche perchè il sottoscritto porta avanti un blog che ha per appunto questa natura”.
L’autore del bl0g si chiede poi cosa ottiene un blogger che si occupa di temi politico-sociali. ” I blogger ottengono qualcosa? quindi servono a qualcosa? Oppure servono solo a se stessi, nel senso che non avendo altro di meglio da fare svolgono un’attività che li soddisfa personalmente, diversamente ad esempio dal lavoro che svolgono per vivere, oppure cercano di imitare i giornalisti, professione che molti volevano e vogliono fare ma che solo pochi riescono a praticare?”
Sulla natura del nostro blog molto abbiamo già riflettututo e scritto . Il nostro blog nasce dall’esperienza precedente di un gruppo yahoo e come tale dovrebbe avere una natura di blog collettivo e di comunità di pratica. In alcuni periodi lo è stato abbastanza in altri molto di meno.
Una risposta al quesito sulla funzione e utilità di essere blogger la si trova nel blog di sonogian che risponde alla domanda servono i blog in questo modo “alla domanda specifica, servono i blog la mia risposta è si, fosse anche per un semplice motivo, ti ho conosciuto! se poi la nostra opinione possa scuotere anche quella pubblica non credo, ma vale la pena provare”.