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Posts Tagged ‘educazione’

I fini dell’educazione.

Posted by Luca su 10 agosto 2009

Un ministro dell’Istruzione per attuare una riforma della scuola dovrebbe aver chiari quali sono i fini dell’istruzione/educazione. In Italia di riforme ne sono state fatte tante, ogni ministro eletto ne propone una propria. Sono per lo più riforme di facciata che intaccano poco o niente il sistema vigente e questo perchè non sono chiari i fini dell’educazione/istruzione. Quale è la funzione oggi della scuola? Quella di essere un enorme contenitore di ragazzi che altrimenti sarebbero in giro impegnati in movida anche diurna? o  quella di  enorme buco nero dove inserire/imbucare persone come insegnanti e addetti ai servizi scolastici?. A cosa serve quindi l’educazione? Il più delle cose apprese sui banchi di scuola, ma anche all’Università, sono completamente inutili e non trovano alcuna applicazione nel mondo del lavoro reale italiano, appiattito come è verso il basso e la burocratizzazione delle mansioni. La grande maggioranza dei lavoratori svolge un impiego, e quindi è un impiegato, anzichè attuare una professione, essere competente di una disciplina e quindi essere un professionista.

Quindi a cosa serve l’educazione?

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Convegno Anitel

Posted by Luca su 14 giugno 2009

Vi giro una segnalazione arrivatami da Anitel.

Segnalo alla lista il V Convegno di Forumlive (www.forumlive. net ), ormai
arrivato alla quinta edizione. L’evento si svolgerà il 23
luglio presso la sede dell’Ansas (ex-Indire) a Firenze e con la
partecipazione di un suo rappresentante.
La partecipazione al convegno, che sarà occasione di confronto e di
arricchimento professionale,
ma anche di momenti sereni da condividere alla scoperta delle bellezze della
Toscana (è infatti previsto nei giorni successivi anche un itinerario
turistico!), è libera.
Troverete ulteriori informazioni nelle brochures scaricabili in
http://www.forumliv e.net/FIRENZE/ FL2009est. pdf e in
http://www.forumliv e.net/FIRENZE/ FL2009int. pdf .
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A Modena due eventi interessanti

Posted by romaguido su 7 aprile 2009

nativi1

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Quale disciplina?

Posted by romaguido su 2 aprile 2009

Sempre più spesso, negli ultimi anni, docenti, genitori, adulti più o meno coinvolti nel processo educativo vanno chiedendosi che cosa abbia portato alla indisciplina dei giovani d’oggi, ben diversa dalla ribellione  sessantottina o  dalla  contestazione del 1985.

In un suo articolo, che a mio avviso ogni educatore dovrebbe tenere sul comodino e leggere di frequente a mo’ di vademecum,  Pier Cesare Rivoltella, dopo aver  spiegato il significato del termine disciplina, tanto dal punto di vista pedagogico che da quello sociologico e psicologico,  passa ad analizzare il mutamento  che ha portato alla situazione attuale e ad indicare la via perchè tutto rientri in una norma tale che i giovani possano crescere secondo norme non rigide, anzi nate dalla libertà del singolo che, grazie alla testimonianza dell’adulto, riesce a raggiungere quella <“disciplina soggettiva” che cresce proprio nella relazione educativa e che non è resa nulla dall’autorità, anzi ne costituisce uno dei fini.>

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Il mito della life long learning

Posted by Luca su 21 febbraio 2009

Anche se non credo più tanto al mito della formazione permanente e della formazione come via per conseguire lavori sempre più qualificanti e professionali vi consiglio di leggere il presente articolo:

Le conoscenze vengono superate con grande facilità. Ciò accade in qualsiasi settore lavorativo. E’ quindi necessario l’aggiornamento professionale in tutto il corso della vita. E’ stato calcolato che metà delle conoscenze scolastiche invecchiano nel giro di 20 anni, quelle universitarie nel giro di dieci, le conoscenze specialistiche e professionali nel giro di cinque, mentre quelle tecnologiche e informatiche addirittura nel giro di uno o due anni. Secondo Unioncamere a causa dei continui mutamenti che interessano il mondo del lavoro assume crescente importanza la formazione permanente. In futuro la vita lavorativa sarà ripetutamente interrotta da fasi di perfezionamento e di riaddestramento, dicono gli esperti. Anche perchè il lavoro all’interno delle aziende viene sempre più spesso organizzato per progetti. Perciò l’abitudine al lavoro di gruppo, la flessibilità, la capacità di lavorare in team e lo spirito di iniziativa dei collaboratori risultano caratteristiche oltremodo importanti. Inoltre i dipendenti avvertono sempre più forte l’esigenza di orari e modelli di lavoro flessibili, per poter conciliare al meglio le esigenze familiari con gli obblighi professionali. Il numero dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato è in flessione, mentre aumentano quelli atipici. Il lavoro a tempo parziale, ma anche il lavoro interinale ed il lavoro a domicilio, trovano sempre maggiore diffusione. Accanto al lavoro subordinato, vi è anche la possibilità di affrontare il mercato del lavoro mettendosi in proprio. Un indubbio vantaggio è quello di essere indipendenti e di poter realizzare le proprie idee. D’altra parte non va trascurato il fatto che ci vuole coraggio per assumersi dei rischi e che, almeno temporaneamente, bisogna essere in grado di sopporate notevoli carichi di lavoro. Ci vuole una valutazione particolarmente accurata per stabilire se si hanno i numeri per diventare imprenditore.

Dal momento che in futuro si rimarrà nel mondo del lavoro più a lungo e che le conoscenze sono destinate a diventare presto obsolete, si presenterà l’esigenza della formazione permanente. L’agenda di Lisbona, in base alla quale l’Europa dovrà divenire l’area economica e di ricerca più dinamica al mondo, prevede di portare al 12,5% i partecipanti ad attività di formazione entro il 2010. Attualmente la quota di adulti (25-64 anni) che nell’Unione Europea si avvale di provvedimenti formativi tocca a malappena il 10%. E’ facile supporre che in futuro le persone si troveranno a cambiare frequentemente professione nel corso della loro vita. Ogni cambiamento, ma anche l’esercizio di una stessa professione, richiede a tutti i lavoratori un apprendimento continuo in una prospettiva di formazione che guarda all’arco di tutta la vita. Cio non comporta solo un costante aggiornamento per meglio rispondere alle aspettative aziendali del momento, ma accresce anche la competitività dell’azienda. Quali sono gli impieghi o i settori che offrono prospettive? Nella situazione di attuale congiuntura è difficile dirlo. Però si può far riferimento alle professioni più richieste nelle offerte di impiegoe ai posti vacanti all’ufficio di collocamento. Le aziende stesse non se la sentono di elaborare i profili professionali del futuro. Un aspetto positivo viene dal fatto che la società sta vivendo un’altra trasformazione, quella verso il lavoro creativo. Per creative work si intende una cultura del lavoro contrassegnata da responsabilità propria, adattabilità e creatività.  Il khowledge worker sa che nell’arco della propria vita lavorerà per varie aziende e cerca pertanto di rimanere sempre concorrenziale. Attribuisce grande importanza alla formazione e al perfezionamento per essere pronto a lavorare in altre aziende e settori affini. Il lavoratore creativo lavora in forma autonoma, come dipendente o a progetto. Il centro dell’attenzione è rappresentanto dalla propria persona- con coinvolgimento dell’intera sua rete di rapporti sociali. E’ spinto dal piacere nel lavoro, dall’autorealizzazione e dal senso del suo operato. Per lui il lavoro è sinonimo di crescita individuale e rappresenta la strada verso l’ulteriore sviluppo. Quanto ai servizi si registra un sorprendente aumento degli operatori impegnati nelle attività di consulenza in ambito aziendale, fiscale, patrimoniale, sanitario, familiare  e ambientale. L’aumento di questi servizi di consulenza dipende in parte anche dal mondo dell’economia che, per la sua crescente complessità, spinge le aziende a rivolgersi sempre più frequentemente a consulenti”.

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Il Papa e internet

Posted by romaguido su 23 gennaio 2009

Foto dell'archivio vaticano

Foto dell'archivio vaticano

Una autorevole risposta al quesito del nostro ultimo post viene addirittura dal Santo Padre,  che,  in occasione della “Giornata Mondiale delle Communicazioni Sociali”, ha diramato un messaggio perfettamente in linea con quanto stiamo sostenendo  a proposito delle nuove tecnologie.

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Innovadidattica

Posted by Giorgia C su 10 gennaio 2009

L’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo dell’Autonomia Scolastica ex-Indire, nel quadro delle misure nazionali previste nelle Linee Guida diffuse dal Ministro della Pubblica Istruzione, realizza un programma di interventi finalizzati a promuovere e attuare progetti di innovazione organizzativa e didattica, gestiti dalle scuole nella loro autonomia.
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“Quale democrazia?” Democrazia e democratizzazione da Dewey al terzo millennio.

Posted by romaguido su 12 dicembre 2008

Globalizzazione, criminalità, istruzione.

Pubblicato da romaguido su 7 Dicembre 2008

L’accenno di Giacomo Marramao (+ Blog 2008) alla attuale globalizzazione ed il quesito postomi tempo fa da Barbara sul rapporto tra immigrazione e criminalità in Italia mi suggeriscono di proporvi una mia ricerca di qualche tempo fa che, richiamandosi a questi temi, potrebbe costituire uno spunto di riflessione sul problema dell’integrazione, a scuola e in società, di quanti continuano ad approdare numerosi sul suolo italiano.

Trattandosi di un articolo piuttosto lungo, lo suddividerò in più parti, che potranno trovare posto nella nostra pagina delle riflessioni o, volendo, in una pagina nuova: “Scuola, società, tempi moderni”.

“Quale democrazia?”Democrazia e democratizzazione

da Dewey al terzo millennio.

di Rosamaria Guido

  1. Parte I: La democrazia
  2. Parte II: Democrazia e globalizzazione – Si può esportare la democrazia?

  3. Parte III: Quale democrazia?
  4. Parte IV: Le «idee» per il terzo millennio.

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Protetto: “Quale democrazia?” Democrazia e democratizzazione da Dewey al terzo millennio. …………………………… Parte IV: Le «idee» per il terzo millennio.

Posted by romaguido su 12 dicembre 2008

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Protetto: “Quale democrazia?” Democrazia e democratizzazione da Dewey al terzo millennio. …………………………………. Parte III: Quale democrazia?

Posted by romaguido su 11 dicembre 2008

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