Tutor online qualificati

Il blog del gruppo Tutor Online Qualificati

Archive for the ‘Progetti’ Category

Expolearning 2010

Posted by Luca su 10 agosto 2009

A Madrid la prossima edizione di expolearning.

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“Modelli di interazione didattica con bambini e adulti”

Posted by romaguido su 31 maggio 2009

Riprendendo la nostra discussione su TIC e Didattica, vi propongo la interessantissima  relazione di Alessandro  Rabbone al convegno Wiidea del 27 maggio 09  :

1. Grosse novità in vista

Viviamo indubbiamente, a dispetto della crisi, o forse proprio in conseguenza di questa, un momento in cui sono possibili forti innovazioni tecnologiche nel mondo della scuola. Non si erano verificati momenti simili dai tempi del PSTD. Da ormai più di dieci anni!.
Mi riferisco a due progetti nazionali. Quello della distribuzione “massiccia” delle LIM nelle scuole secondarie di I grado, progetto molto “visibile” e conosciuto, e quello dell’introduzione dei notebook “ultraportatili” per ogni bambino della scuola primaria: la sperimentazione dei JumPc in alcune scuole di Piemonte, Lazio e Sicilia, che riprende l’esempio dell’iniziativa di Negroponte (OLPC = One Laptop Per Child) per i bambini dei paesi in via di sviluppo. Leggi il seguito di questo post »

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“Navig@reNavigando”: raccontare il mare attraverso la multimedialità.

Posted by romaguido su 27 maggio 2009

immagini dal vlantino dell'iniziativa - elab. grafica r.guido

immagini dalla locandina dell'iniziativa - elab. grafica r.guido

La dislessia è un disturbo  dell’apprendimento che vede nella multimedialità una risorsa preziosissima. Proprio in virtù di questa consapevolezza,   oggi vanno aumentando  le associazioni che si adoperano a favore di un sempre maggiore uso delle TIC nelle classi con bambini dislessici e che s’impegnano attivamente nella promozione di inziative extrascolastiche che associno alla componente ludica momenti di formazione basati sulle nuove tecnologie. Leggi il seguito di questo post »

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“Analogici o Digitali?”

Posted by romaguido su 24 maggio 2009

nativi1

Cliccando sull’immagine gli “atti (impuri)”  😆  del convegno.

da Mario Agati

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La LIM “fatta in casa”

Posted by romaguido su 17 maggio 2009

Grazie ad Eva Pigliapoco, vengo a conoscenza di una notizia davvero sensazionale:  la LIM “fai da te”.

Qui di seguito lo schema dell’apparecchiatura:

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Il blog come comunità di apprendimento

Posted by romaguido su 3 maggio 2009

L’obiettivo iniziale del nostro blog era quello di agire come una comunità di pratica/apprendimento capace di portare avanti un’attività di auto/etero-formazione/informazione sull’e-learning,  il web 2.0,  la formazione. Leggi il seguito di questo post »

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Cuba Libre: un blog sociale.

Posted by Luca su 13 aprile 2009

Yoani Sanchez rappresenta in pieno la mia idea di blog sociale e quindi di blogger inpegnato in azione sociale di cui ho parlato in alcuni interventi. Yoani Sanchez è una blogger cubana famosa per la sua attività e inserita per questa dal Time nella Top 100 delle persone più influenti del mondo.

Il suo blog desdecuba rappresenta e descrive la vita a Cuba per come è realmente. Per questa sua attività di reporter interna Yoani non risulta “simpatica” al governo cubano che non le permette di uscire da Cuba se non con i post del suo blog.

Di recente l’attività di blogger di Yoani ha dato via alla pubblicazione di un libro “Cuba Libre” edito da Rizzoli che dal 15 aprile sarà presente nelle librerie italiane. Un libro da leggere per capire la vera Cuba e l’essenza del popolo cubano. Cuba non è infatti il villaggio turistico dove vanno gli Occidentali, esiste ancora la possibilità di muoversi come viaggiatori anzichè come branchi di turisti.

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Doctor Web 2.0

Posted by Luca su 13 aprile 2009

E’ uscito di recente, edito da Il Pensiero scientifico un libro che tratta il tema del rapporto del Web 2.0 con la medicina, tematica a cui avevo dedicato un intervento tempo fà. Come è già stato messo in evidenza in precedenti interventi il fenomeno delle web communities si sta diffondendo sempre più in tutto il mondo, Italia compresa. Si mette in evidenza che “questo modo di comunicare e relazionare con altri non poteva non avere ricadute sui pazienti e in genere in ambito sanitario. Una ricerca statunitense ha evidenziato che i social media (blog, social network, Wikipedia) risultano essere, tra gli strumenti di internet, quelli più usati dai cittadini per reperire informazioni sanitarie; al tempo stesso nascono associazioni di auto-mutuo-aiuto di pazienti e di familiari che si dotano di questi mezzi per comunicare e anche le aziende farmaceutiche hanno capito che non possono tralasciare questo settore di mercato.

Quali sono i vantaggi e quali i pericoli di questa comunicazione on line inerente la salute?

Un vantaggio è rappresentato dalla capacità del Web 2.0 di mettere in contatto/relazione pazienti lontani geograficamente ma che vivono la stessa situazione di malattia, permettendo loro di scambiarsi opinioni, raccontare la propria storia e in genere confrontarsi su atteggiamenti e percorsi terapeutici. Dei blog  DiabetesMine e CarePages consentono a pazienti diabetici/ oncologici e a quelli che soffrono di malattie croniche di andare oltre l’aspetto del ricovero ospedaliero. Un altro vantaggio si ha per quei pazienti che soffrono di malattie rare o sconosciute e per le quali esistono poche possibilità terapeutiche. Un esempio ne è il social network Patient-sLikeMe che negli Stati Uniti ospita diverse comunità di pazienti che soffrono di malattie neurologiche particolarmente invalidanti. Le associazioni di pazienti hanno infine trovato nei social network un modello proficuo di collaborazione tra i propri iscritti; un esempio è Inspi-re.com.

Il servizio sanitario inglese ha creato un apposito portale attraverso il quale ogni cittadino britannico può esprimere giudizi sugli ospedali dove è stato curato, giudizi che poi sono resi accessibili a tutti.

Dopo aver visto i vantaggi, individuiamo ora i possibili pericoli del Doctor Web 2.0. Un pericolo è l’affidabilità dei contenuti trovati nella Rete e la riservatezza dei dati personali che non è sempre ben garantita.

In Italia infine ho trovato un interessante sito MyOpenCare che è pensato nel senso di venire incontro al crescente bisogno di partecipazione dei cittadini al tema della propria salute, in fondo il medico si pensa il depositario di un sapere scientifico e vede il paziente come un “beota” da guidare.

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INNOVASCUOLA

Posted by romaguido su 27 marzo 2009

Il video diramato dal MIUR

e le considerazioni di Andreas Formiconi

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Il mito della life long learning

Posted by Luca su 21 febbraio 2009

Anche se non credo più tanto al mito della formazione permanente e della formazione come via per conseguire lavori sempre più qualificanti e professionali vi consiglio di leggere il presente articolo:

Le conoscenze vengono superate con grande facilità. Ciò accade in qualsiasi settore lavorativo. E’ quindi necessario l’aggiornamento professionale in tutto il corso della vita. E’ stato calcolato che metà delle conoscenze scolastiche invecchiano nel giro di 20 anni, quelle universitarie nel giro di dieci, le conoscenze specialistiche e professionali nel giro di cinque, mentre quelle tecnologiche e informatiche addirittura nel giro di uno o due anni. Secondo Unioncamere a causa dei continui mutamenti che interessano il mondo del lavoro assume crescente importanza la formazione permanente. In futuro la vita lavorativa sarà ripetutamente interrotta da fasi di perfezionamento e di riaddestramento, dicono gli esperti. Anche perchè il lavoro all’interno delle aziende viene sempre più spesso organizzato per progetti. Perciò l’abitudine al lavoro di gruppo, la flessibilità, la capacità di lavorare in team e lo spirito di iniziativa dei collaboratori risultano caratteristiche oltremodo importanti. Inoltre i dipendenti avvertono sempre più forte l’esigenza di orari e modelli di lavoro flessibili, per poter conciliare al meglio le esigenze familiari con gli obblighi professionali. Il numero dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato è in flessione, mentre aumentano quelli atipici. Il lavoro a tempo parziale, ma anche il lavoro interinale ed il lavoro a domicilio, trovano sempre maggiore diffusione. Accanto al lavoro subordinato, vi è anche la possibilità di affrontare il mercato del lavoro mettendosi in proprio. Un indubbio vantaggio è quello di essere indipendenti e di poter realizzare le proprie idee. D’altra parte non va trascurato il fatto che ci vuole coraggio per assumersi dei rischi e che, almeno temporaneamente, bisogna essere in grado di sopporate notevoli carichi di lavoro. Ci vuole una valutazione particolarmente accurata per stabilire se si hanno i numeri per diventare imprenditore.

Dal momento che in futuro si rimarrà nel mondo del lavoro più a lungo e che le conoscenze sono destinate a diventare presto obsolete, si presenterà l’esigenza della formazione permanente. L’agenda di Lisbona, in base alla quale l’Europa dovrà divenire l’area economica e di ricerca più dinamica al mondo, prevede di portare al 12,5% i partecipanti ad attività di formazione entro il 2010. Attualmente la quota di adulti (25-64 anni) che nell’Unione Europea si avvale di provvedimenti formativi tocca a malappena il 10%. E’ facile supporre che in futuro le persone si troveranno a cambiare frequentemente professione nel corso della loro vita. Ogni cambiamento, ma anche l’esercizio di una stessa professione, richiede a tutti i lavoratori un apprendimento continuo in una prospettiva di formazione che guarda all’arco di tutta la vita. Cio non comporta solo un costante aggiornamento per meglio rispondere alle aspettative aziendali del momento, ma accresce anche la competitività dell’azienda. Quali sono gli impieghi o i settori che offrono prospettive? Nella situazione di attuale congiuntura è difficile dirlo. Però si può far riferimento alle professioni più richieste nelle offerte di impiegoe ai posti vacanti all’ufficio di collocamento. Le aziende stesse non se la sentono di elaborare i profili professionali del futuro. Un aspetto positivo viene dal fatto che la società sta vivendo un’altra trasformazione, quella verso il lavoro creativo. Per creative work si intende una cultura del lavoro contrassegnata da responsabilità propria, adattabilità e creatività.  Il khowledge worker sa che nell’arco della propria vita lavorerà per varie aziende e cerca pertanto di rimanere sempre concorrenziale. Attribuisce grande importanza alla formazione e al perfezionamento per essere pronto a lavorare in altre aziende e settori affini. Il lavoratore creativo lavora in forma autonoma, come dipendente o a progetto. Il centro dell’attenzione è rappresentanto dalla propria persona- con coinvolgimento dell’intera sua rete di rapporti sociali. E’ spinto dal piacere nel lavoro, dall’autorealizzazione e dal senso del suo operato. Per lui il lavoro è sinonimo di crescita individuale e rappresenta la strada verso l’ulteriore sviluppo. Quanto ai servizi si registra un sorprendente aumento degli operatori impegnati nelle attività di consulenza in ambito aziendale, fiscale, patrimoniale, sanitario, familiare  e ambientale. L’aumento di questi servizi di consulenza dipende in parte anche dal mondo dell’economia che, per la sua crescente complessità, spinge le aziende a rivolgersi sempre più frequentemente a consulenti”.

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