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“Chi non e’ contento di quello che ha, non sarebbe contento di quello che vorrebbe avere…”

Posted by romaguido su 4 agosto 2011

Il titolo è una frase di buongiorno presa da fb. La trovo molto veritiera; infatti la cosa mi venne confermata tanto tempo fa da un’amica, che confessava di non trovare pace fino a quando non riuscisse ad avere il gioiello, l’abito, le cose che desiderava, che bramava.

All’epoca le dissi che in fondo si accontentava di poco, che, se le sue aspirazioni erano materiali ed a portata di mano, lei era avvantaggiata, perché avrebbe potuto appagarle ed esser felice.

Lei mi disse che mi sbagliavo, che, non appena soddisfatto un desiderio, ecco sorgerne un altro e poi un altro ancora, e così, fino all’infinito.

Per quello che non è facile comprare poi, c’è bisogno di un maggior impegno, di un intermediario, alla maniera della letterina a Babbo Natale di quando eravamo bambini.

Ora questo compito è svolto dalla rete, che, docile, accoglie e registra tutti nostri desideri, le nostre aspirazioni.

Così tutti a sospirare, chiedere, supplicare.

Per questo non è raro leggere di maturi cinquantenni, genitori, nonni, single, ancora desiderosi di romanticismo, di sentimenti, di carezze, lamentarsi più o meno velatamente dei compagni abituali e indirizzare messaggi, cuori, fiori, vignette a più o meno maturi interlocutori in vena di conquiste.

A sentir loro, sono incompresi, trascurati, l’altro/a non li capisce, è cambiato/a, mentre loro sono ancora vivi, piacenti (e qui le foto in costume da bagno si sprecano).

Si, il web oggi funge da surrogato, da fabbrica di sogni, che non si sa quando e come saranno soddisfatti.

Ma è davvero un mondo così etereo, così distante da noi, così innocuo?

Gli esperti dicono che ormai non si può più parlare di dualismo tra la vita reale e quella virtuale, che il web siamo noi in carne ed ossa e che non ci sono più attenuanti o aggravanti di sorta.

Ma allora è tutto vero? Allora il web è davvero lo scenario dove si consumano, materialmente o virtualmente, la maggior parte degli adulteri che la gente sogna, progetta, mette in atto?

Pare proprio di si. E se una volta Claudia Mori affidava alla musica la rappresentazione del tradimento,

oggi è il web che testimonia le infedeltà, più o meno immaginarie, degli italiani:

Io sono in rete da qualche anno, ma solo ora sto registrando il fenomeno come preoccupante.

Sarà la stagione estiva, le mogli in vacanza,

sarà la crisi galoppante che spinge a maggiori distrazioni, ma sembra che questo sia il topic principale.

Ed è per questo che comincio a non poterne più.

Qui finora si è scherzato, un po’ come ai miei tempi, quando, per celia, si diceva: “Tizio mi piace da morire, lo sposerei domani!” e, all’osservazione che il tizio era impegnato, si rispondeva: “Tanto io non sono gelosa!”.

Allora era lapalissianamente una battuta esilarante, ora non lo sarebbe più, dal momento che non è raro sentire in rete giovani signore, con tanto di prole e marito al seguito, dare addosso pesantemente, con i più fantasiosi e irriverenti epiteti o con le più arbitrarie delle illazioni,  alle del tutto ignare legittime titolari di unioni consolidate civilmente, socialmente e chissà quanto affettivamente. Lo stesso dicasi per i signori “impegnati” che mostrano di non disdegnare (im)probabili avventure con sconosciute internaute appena incontrate nel web.

Basta!!! L’argomento non mi diverte più. Il comico, per spingere alla ilarità, dev’esser paradossale, mentre qui pare che invece la cosa sia entrata nel costume quotidiano dei più.

A questo punto credo che il fenomeno debba essere preso in seria considerazione, analizzato  per bene e che si abbia il dovere di cercare soluzioni meno disordinate, più umane, più leali.

Per questo, da oggi, credo che sia il caso che si cambi argomento, che si torni a parlare d’altro, di cose serie o facete, ma non più di questo. 😉

3 Risposte to ““Chi non e’ contento di quello che ha, non sarebbe contento di quello che vorrebbe avere…””

  1. Molto puntuale e interessante questa tua riflessione. Bellissimo questo tuo “corredare” video per sottolineare i pensieri appena espressi! Anch’io ho avuto modi di constatare questo fenomeno, che, proprio perchè concordo con l’idea che non esiste più il dualismo reale/virtuale, non deve meravigliare più di tanto. Si ripercorrono le stesse dinamiche umane che da sempre conosciamo. Come si fantasticava sull’amico che neppure ti si filava o che era semplicemente carino con te, ora lo si fa via web, e così succede per altre dinamiche simili. Ho letto di persone adulte che mi hanno raccontato di passioni folli per giorni e giorni , di frasi e stati (fb), di post ecc scandagliate parola per parola per interpretare e vedere sentimenti che non esistevano…anche nei rapporti non in rete ne ho incontrate molte di queste persone (non mi piace usare i termini virtuale e reale), ma forse, un’altra domanda che ci possiamo porre è:”Via web si fantastica meglio o le occasioni sono semplicemente più a portata di mano?” Ciao!

  2. romaguido said

    Grazie, Leila, di essere passata e di darmi l’occasione per chiarire il mio pensiero sull’argomento.
    Tu parli di manifestazioni che sono espressione di certi sentimenti, così come lo sono, del resto, certi link, certe immagini, con “cuori, fiori e amori”.
    Ecco, anche laddove si tratti di oggetti “da diabete”, come li chiama qualcuno, a me stanno benissimo.
    La rete, come accennavi tu, è l’espressione della società ed è giusto che contenga tutte le manifestazioni di cui sono capaci gli internauti nella loro vita.
    Quello che invece mi meraviglia è l’atteggiamento sfrontato di alcune/i, che si comportano come bimbetti e adolescenti alle prese con le prime beghe amorose, allorchè queste ultime vedano contemporaneamente e pubblicamente coinvolti più soggetti.
    Ma siamo seri!
    Io, in genere, non mi meraviglio di niente e parlo volentieri con tutti, anche per comprendere meglio certe dinamiche. Ecco, quello che mi lascia perplessa è che, mentre una volta (e mi pare che al di fuori del web questo capiti anche oggi con più frequenza che in rete) certe cose si facevano con una certa cautela, con un certo savoir faire, tutto sommato, non solo improntato all’ipocrisia ma piuttosto, spesso e volentieri, alla prudenza ed al rispetto per se stessi e per l’altro, oggi tutto questo sembra un lontano ricordo.
    Quando leggo di mature signore che litigano tra loro per lo stesso uomo (tra l’altro spesso felicemente impegnato) o di “signori” che propongono l’incontro non appena si manifesti la sola attenzione di un “mi piace”, comincio a pensare che il caldo stia facendo danni e che comunque si stia completamente perdendo l’uso dei freni inibitori.
    Sbaglio, forse?

    • romaguido said

      Ma tu chiedi, Leila: ”Via web si fantastica meglio o le occasioni sono semplicemente più a portata di mano?”
      La rete presenta tutte le forme di espressione personale di una volta, dal diario più intimo alle lettere al direttore, ma le offre in forma interattiva, con possibilità di risposta in tempo reale da parte di “amici” (che abbiamo la possibilità di selezionare con cura) e non. Probabilmente è per questo che affascina, che tende a tenere collegati gli internauti h 24.
      Inoltre, pur in questa interconnessione, ossia anche tra “amici” che abbiano o abbiano avuto la possibilità di conoscersi, dà l’impressione che si possa dire di più, che si possa osare. Tuttavia, est modus in rebus. Eccheddiamine!

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