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“Non è malata, è una ballerina!” – Riconoscere e valorizzare la creatività.

Posted by romaguido su 6 novembre 2009

DSA o talento?

Da Andreas Formigoni un video che spiega come la scuola abbia il dovere di riconoscere e valorizzare le intelligenze multiple e la creatività.

E a questo punto,  a costo di scatenare un vespaio, mi sento parzialmente in dovere di spezzare una lancia a favore di “Amici” e “X-Factor”.

In fondo ogni zione educativa, se portata avanti con adeguato spirito critico,   può portare frutti a primo acchito insospettabili.

Quanto all’accademia di cui parla  Sir Ken Robinson, mi sovviene il flop delle lezioni di Aldo Busi, su libri e letteratura, in programmazione su Canale 5 qualche anno fa.  Riconosco, tuttavia, che si è trattato di un tentativo animato dalle più buone intenzioni.

P.S.  Non pensate che sia il caso di sottoporre il video all’attenzione della Gelmini e di Israel?   😉

“Riusciranno i nostri eroi…?” 🙂

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12 Risposte to ““Non è malata, è una ballerina!” – Riconoscere e valorizzare la creatività.”

  1. Agati said

    Grazie 1000 per la segnalazione. In quanto all’idea di sottoporlo alla Gelmini…

  2. romaguido said

    Grazie a te,Mario, è sempre un piacere averti qui 🙂

  3. iamarf said

    Sono contento che questo video giri, penso che possa fare bene a molti … 🙂

  4. romaguido said

    Proprio così, Andreas, i tuoi scritti e i tuoi suggerimenti sono una miniera inesauribile di preziosi insegnamenti. Grazie. 🙂

  5. alanford50 said

    Ciao Romaguido, perdonami se entro in discorsi che non mi appartengono e di cui probabilmente ne ho compreso pochissimo, ma l’affermazione “E a questo punto, a costo di scatenare un vespaio, mi sento parzialmente in dovere di spezzare una lancia a favore di “Amici” e “X-Factor””, mi sembra rasentare l’assurdo, in modo specifico mi riferisco più alla trasmissione di “Amici” che non a “XFACTOR” anche se è vero che un minimo di insegnamento avviene in entrambe le trasmissioni, come vedi fatico a parlare in termini di scuola, anche se specialmente quella di Mediaset ne ha impropriamente e lungamente abusato di questo termine.

    Per quel poco che ne so (in vita mia non ho amato molto studiare e di conseguenza la scuola) il termine scuola e sinonimo di studio e di scambio di conoscenze non solo didattiche ma anche e soprattutto di un’educazione civile quale tramite alla futura vita da cittadino e di adulto cosciente, nulla di tutto questo si è mai verificato nella trasmissione della De Filippi, tutte le regole sono state date e infrante spudoratamente nel nome dell’odiens e del proseguo della trasmissione televisiva, da questo ritengo che simili trasmissioni non possono assolutamente ergersi a modello di educazione e di insegnamento, ad Amici abbiamo assistito a tutto e al contrario di tutto, insegnanti (autoproclamatisi per il solo fatto di lavorare in una trasmissione che si dava gratuitamente il titolo di scuola) che si sono comportati indegnamente per il ruolo di cui si erano impunemente appropriati, andando contro ad ogni regola etica ed educativa.

    Sempre per motivi puramente televisivi sono state concesse libertà impensabili ai ragazzi, riuscendo persino a confonderli, al punto da non consentirgli di capire esattamente quale era il loro posto e compito, regole sempre disattese per motivi futili, al punto che era palese che l’intera attività ha sempre e solo avuto come unico scopo il raggiungimento dell’autocompiacimento televisivo, quindi nessuna velleità scolastica, al punto che chi aveva capacità non è mai migliorato molto di più e chi non le aveva è continuato ad essere il mediocre che era prima di entrare in trasmissione, quindi nessuno ha mai tratto insegnamento, se non delle tecniche e metodologie televisive.
    Per XFACTOR è decisamente diverso, non ho mai riscontrato velleità di insegnamento della materia, se non per rendere le performance accettabili dal punto di vista televisivo, quindi nulla da ridire.

    Perdonami qualora avessi travisato il senso del discorso.

    Ciaooo neh!

  6. romaguido said

    Non è affatto vero, Alan, che certi discorsi non ti appartengono; tu sei padre, quindi educatore, sei saggio, ti poni mille domende sulla vita, sulla società, esprimi giudizi preziosi. In questo caso, poi, io vorrò rileggere con attenzione la tua analisi sulle due trasmissioni citate; ti confesso che nutro nei confronti di entrambe sentimenti contrastanti: repulsione da una parte e grande curiosità dall’altra. In linea di massima ne apprezzo l’idea di fondo, che è quella di offrire a giovani talentuosi la possibilità di emergere, di crescere artisticamente, di maturare in qualche modo. Ho tuttavia qualche perplessità sulla reale meritocrazia e sulla deprecabile tendenza a privilegiare gli ascolti a discapito della qualità.
    Questo post, prendendo spunto dal video, voleva semplicemente ricordare che l’essere umano ha molteplici capacità di espressione: rilevarle e potenziarle è dovere di ogni educatore, di ogni agenzia formativa, di ogni società desiderosa di migliorare; poi le aberrazioni sono sempre dietro l’angolo, ma, da adulti in qualche modo responsabili della crescita dei nostri bambini e ragazzi, abbiamo il dovere di non lasciare niente di intentato.
    Non è così?

  7. alanford50 said

    Tu dici “In linea di massima ne apprezzo l’idea di fondo, che è quella di offrire a giovani talentuosi la possibilità di emergere, di crescere artisticamente, di maturare in qualche modo.”, perdonami, ma specialmente nel caso di AMICI sta proprio lì il punto dolente, è ovvio che per i ragazzi è una delle poche occasioni loro offerte, ma le motivazioni che sono dietro a cotanta generosità da parte della De Filippi & C. nulla a che fare con il futuro di quei ragazzi, ma unicamente con il loro eventuale sfruttamento e guadagno sulle loro spalle, è sotto gli occhi di tutti cha da un paio d’anni da Marco Carta, Alessandra Amoroso e Valerio Scanu in poi tutto è cambiato a livello aurorale, di fatto sono entrati a far parte della commissione e del cast di insegnanti elementi che con l’insegnamento nulla hanno a che fare, parlo di una decina di rappresentanti delle varie case discografiche, che per certi versi sembrano avvallare i veri e vari talenti emergenti, ma nella fattispecie è solo un modo di sfruttare l’unica categoria di persone che oggi come oggi comprano ancora la musica, mi riferisco ad un pubblico di teen agers dai 10 ai 17 anni che spendono tutta la loro paghetta per i CD e per televotare i loro beniamini, i media ben consci che quello è l’unico mercato possibile, si sono limitati ad attrezzarsi per il loro intensivo sfruttamento, dandogli quello che loro cercano, il personaggio da bruciare e da sostituire l’anno successivo, quindi quello che spinge Maria ed i suoi compagni di merende non è certo riferito ai ragazzi in modo così filantropico e gratuito, ma bensì una classica forma di sfruttamento commerciale dell’unico mercato possibile.

    A riprova del mio concetto per esempio basta ascoltare le affermazioni di Rapino uno degli insegnanti/discografici presente in questa edizione, uno che si definisce insegnante che afferma che non serve a nulla saper cantare e conoscere la musica, perché oggi la musica si deve quasi essenzialmente vedere più che ascoltare, portando in palmo di mano un suo allievo, Davide, pettinato magistralmente come un Tamakogi Giapponese che non sa cantare, è stonato ma sul quale lui (Rapino) ha posto molte speranze commerciali, arrivando a difendere l’indifendibile contro le altre insegnanti di musica (quelle vere).

    E’ ovvio che i ragazzi cerchino con tutte le loro forze di entrare a farne parte, come ho detto è una delle poche occasioni di cui loro dispongono, ma è giusto togliere qualsiasi alibi scolastico perché si tratta unicamente di Talent show sorretti unicamente da scopi di sfruttamento commerciale sulla pelle dei ragazzini.

    Ciaooo neh!

  8. romaguido said

    Complimenti, Alan, vedo che sei preparatissimo, un vero esperto, anzi. Non si può certo negare che il business sia la molla principale di certe operazioni, tuttavia, mi sembra che i vantaggi per i ragazzi siano comunque notevoli; quanto al prevalere del personaggio e del look sulle effettive capacità, ricordo che simili esigenze vennero chiamate in causa addirittura ai tempi, per forza di cose non sospetti, del Piper e di Patti Pravo.

    • alanford50 said

      Non concordo;

      Ritengo molto sbagliato prendere per buono il detto “il fine giustifica il mezzo” non è solo questione di businnes, ma il vero motivo è celato, nascosto, quindi subdolo, è un po’ come dire va beh se il fine ultimo è fare l’unica carriera messa a disposizione allora è giusto per una ragazza sottostare a certi sfruttamenti illeciti o non palesati, non vedo differenze sostanziali, in entrambe i casi si tratta di velato sfruttamento.

      Circa la questione del look al di sopra dell’effettiva capacità, nello specifico caso di quel ragazzino di AMICI, sicuramente è per lo meno diseducativo, oltre che una forma spudorata di sfruttamento di immagine che non tutela l’eventuale futuro del ragazzo, ma lo sfrutta unicamente per un certo periodo di tempo per poi abbandonarlo nel limbo degli stolti e degli ignavi.

      Ciaooo neh!

  9. romaguido said

    La sfruttamento non è mai una cosa bella, Alan, hai perfettamente ragione. Ma è pur vero che la vita è fatta di occasioni da prendere al volo, usandole come punto di partenza (non di arrivo)per una auspicabile crescita, cercando di sfruttarne tutte le opportunità senza lasciarsi prendere dal vortice del successo o sedersi suli allori; quanto al difendersi dagli avvoltoi, credo che i ragazzi abbiano già dietro le spalle degli agenti personali; speriamo che almeno loro riescano a proteggerli, per quanto possibile, da eventuali inganni.

    • alanford50 said

      Sono i principi che vengono disattesi,è il concetto che è sbagliato ed è malato, e non “dovrebbe” passare, perchè altrimenti si avvalla tutto ed il contrario di tutto, allora anche la studentessa che all’università accetta le avances del professore per farsi dare un 30 diventa nella sua opportunità in una ottica futura, un valido motivo.

      ” Ma è pur vero che la vita è fatta di occasioni da prendere al volo, usandole come punto di partenza (non di arrivo)per una auspicabile crescita, cercando di sfruttarne tutte le opportunità senza lasciarsi prendere dal vortice del successo o sedersi suli allori” su questa tua espressione non sono assolutamente daccordo.

      Ciaooo neh!

  10. romaguido said

    No, Alan, probabilmente non sono stata chiara. Io sono fermamente convinta che nella vita non si debba lasciar niente di intentato, almeno laddove si sia convinti della bontà di un progetto o di un’idea; tutto questo non significa che bisogna abbassare la guardia, scendere a compromessi, rinunciare a saldi principi morali.
    In poche parole: proviamo ad esprimere la creatività, riconosciamola e incentiviamola, laddove presente, aiutiamo i giovani ad affermarsi per quelli che sono i loro talenti e proteggiamoli da eventuali sciacalli ed avvoltoi; la situazione ideale sarebbe,tuttavia, far si che essi raggiungano un grado di giudizio proprio di chi sa farsi strada, procedendo con ogni aperti e piedi di piombo, in ogni ambiente. In poche parole: non buttiamo l’acqua sporca con tutto il bambino, ma salviamo il salvabile, senza tuttavia rinunciare a nessuno dei principi umani fondamentali.
    Ti sono grata per le tue osservazioni, che costituiscono sempre un prezioso spunto per approfondimenti chiarificatori. 🙂

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