Tutor online qualificati

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“Teaching Skills for 21st Century Educators”

Posted by romaguido su 9 ottobre 2009

Segnalato su facebook da Agostino Quadrino e condiviso da Mario Rotta, un articolo che traccia il ritratto del docente del ideale del ventunesimo secolo (clicca sulla figura per leggere l’articolo):

teacher rotta quadrino

da Robin Good

Per me, nel leggere l’articolo, è stato giocoforza ripensare ai miei primi anni d’insegnamento. Essere l’ultima arrivata sembrava autorizzare colleghi e dirigente a spedirmi qua e là per corsi di aggiornamento impegnativi e mal remunerati (in genere ci si chiedeva di anticipare addirittura le spese di vitto e alloggio, che ci venivano sistematicamente rimborsate, spesso parzialmente per leggi e leggine scoperte solo in corso d’opera, dopo qualche mese).

Si trattava, però, di corsi ben organizzati, che vedevano  tra i relatori i maggiori esperti nazionali dell’universo giovanile e delle tecniche pedagogiche più efficaci, ed è per questo che, nonostante la full immersion, che non di rado ci faceva sacrificare giorni di vacanza, io rispondevo sempre con slancio alla chiamata.

Avevo l’impressione, allora, di dover recuperare il tempo perduto, di dovermi preparare con cognizione di causa al mio nuovo lavoro. Per questo dissi un giorno, ad un validissimo organizzatore di quei corsi, gentile ma fermo, quasi teutonico nella programmazione delle diverse attività, nella gestione di tempi e metodi (avrebbe preteso, dopo le otto ore piene giornaliere di farci fare lo straordinario con un cineforum da riservare al dopo-cena :-D), che ero ben felice di avere l’opportunità di poter apprendere da chi mi avrebbe “insegnato ad insegnare”.

Il compito funzionario si era affrettato ad avvisarmi che mai nessuno mi avrebbe “insegnato ad insegnare”, ma che certamente quei corsi sarebbero serviti a sensibilizzare i miei colleghi e me verso problematiche indubbiamente utili per il nostro lavoro.

Da allora, non ho più smesso di ascoltare, curiosare, ricercare, sperimentare, insomma essere l’”apprendista (possibilmente) esperta”😉, che questa società della conoscenza impone d’essere, nell’ottica del long life learning.

Ed è, tutto sommato, proprio questo il bello del nostro lavoro: continuare a provare e riprovare fino ad imboccare la via che sembra portare alla soluzione, meravigliarsi per ogni successo ottenuto (anche il più piccolo), non demordere di fronte al fallimento (le verifiche più realistiche sono quelle a lungo termine), avere voglia di verificare e condividere sul campo ogni nostra nuova acquisizione, pretendere, e fare in modo, che i nostri ragazzi assumano l’habitus del novizio intelligente. Ma per far questo dobbiamo essere i primi a credere nelle loro infinite possibilità, a stimolarli, rifiutandoci di fornire loro un prodotto pre-confezionato, ma aiutandoli a costruire essi stessi il modello più idoneo al raggiungimento dell’obiettivo.

E voi che cosa ne pensate? Quali sono, secondo voi, le azioni da favorire e da intraprendere per un insegnamento davvero efficace?

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