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Giovani e sesso: dati allarmanti. Educazione sessuale e condom le soluzioni suggerite.

Posted by romaguido su 31 luglio 2009

I dati allarmanti (v. qui, qui, qui e qui) sulla vita sessuale dei giovani riportano alla ribalta il secolare problema della educazione sessuale (il primo tentativo italiano di una proposta di legge in tal senso risale addirittura al 1910).

Ricordo ancora con tenerezza la trasmissione RAI che, nata probabilmente con le migliori intenzioni,  fallì miseramente nel suo intento perchè approssimata, improvvisata, a mio avviso ingenua.

Seguiropo poi gli interventi portati avanti nelle scuole in attuazione  del D.P.R.  309/90; la maggior parte di questi, di mera informazione, erano destinati ad un pubblico molto vasto (intere classi o addirittura intere scolaresche), mentre quelli individuali, riservati ai casi più spinosi (leggi: gravidanze indesiderate di minorenni), consistevano, in genere,  come primo intervento da parte degli psicologi preposti,  nella prenotazione di ecografie propedeutiche all’aborto (sic!).

Parlo, in questa sede, in un certo senso, da addetta ai lavori, dal momento che, in quanto referente per l’Educazione alla Salute della mia scuola,  fui chiamata, in quegli anni, a coordinare le diverse iniziative ed a tenere i rapporti con le figure professionali messe a disposizione dalla ASL locale.

All’epoca fu divertente scoprire che, ventilandosi un fantomatico aumento di qualifica per i referenti, qualche collega si dichiarava più esperta e meglio deputata della sottoscritta, ritenuta troppo giovane, per età ed esperienze didattiche pregresse, ma sopratutto “rea” di essere nubile e senza figli (“una madre di famiglia sarebbe senz’altro più adatta a presentare l’argomento ai ragazzi!” (come dire che non si può essere medici, senza aver prima sperimentato su di sé gli effetti delle varie patologie😆 ).

Finalmente si scoprì (lampo di geno!) che la sessualità non era che un aspetto della vita affettiva; il nome della “materia” divenne “educazione all’affettività” e si stabilì che, facendo parte integrante della vita di ogni soggetto, non si poteva pensare di inquadrarla in questa o quell’altra disciplina, nè di insegnarla come si trattasse di un qualcosa di avulso dalla quotidianità: ogni docente, relativamente alle proprie competenze ed alla propria sensibilità, doveva essere pronto a dare risposte esaurienti, laddove l’argomento venisse proposto, più o meno spontaneamente, da parte dei ragazzi.

Ora, a distanza di quasi vent’anni dalla legge Iervolino (il già citato D.P.R. 309/90, approvato con l’intento di prevenire le tossicodipendenze),  siamo ancora qui a chiederci che cosa si debba fare, ritorna l’espressione “educazione sessuale“, si chiamano a raccolta sessuologi e psicologi per impostare direttive che, si spera, non siano un ennesio fallimento.

Interessante, a tal proposito,  l’articolo “Sesso: ginecologi Sigo, si’ a condom gratis e lezioni a scuola“, che ci sembra proporre soluzioni ben più sensate di quelle adottate dal governo britannico.

A questo punto,  sarebbe sicuramente molto interessante conoscere il parere di ragazzi, adulti, genitori, docenti, personale sanitario su questo argomento così importante per la salute fisica e psichica di ogni soggetto. 

12 Risposte to “Giovani e sesso: dati allarmanti. Educazione sessuale e condom le soluzioni suggerite.”

  1. alanford50 said

    Io appartengo a quella generazione che quando sarebbe servito, di sesso aveva sentito unicamente parlarne dagli amici, non dico le fantasie e le cose fantasiose se saltavano fuori, ma erano i meravigliosi anni 60 e di sesso non se ne parlava proprio ne in casa ne fuori, appunyo solo gli amici e quelli più sbruffoncelli si sentivano in grado di dare delle dritte in materia.
    Poi tutto è cambiato il sistema dell’imformazione è cambiato e siamo passati dal parlarne mai al parlarne troppo e male, il cinema lo ha reso facile ed alla portata di tutti, qiutando a fare cadere i pochi tabù che ci si portati dietro, allora ci siamo scoperti tutti maestri, e caduto l’alibi della scarsa informazione ci si aspettava che tutto filasse più liscio, che le nuove generazioni nascessero quasi imparate, d’altra parte in Tv, sui giornali, al cinema, le pubblicità tutto trasuda sesso, tutto sembra essere basato sul sesso, sembra essere lì alla portata di tutti, sembra ormai essere rilegata alle esperienze comuni, di quelle che non necessitano di nessuna spiegazione.
    Poi ti fermi a riflettere e a prestare più attenzione a come si stanno evolvendo le cose e scopri che tutto è assolutamente semplficato e banalizzato, ma in compenso tutti continuano a non saperne quasi nulla, proprio come molti lustri fa accadeva alla mia generazione, ma allora a cosa sono serviti tutti gli eccessi di informazioni, di immagini che hanno reso tutto apparentemente così facile, ora cado dal pero nello scoprire che nonostante tutto questo parlarne in effetti i giovanissimi non ne sanno assolutamente nulla, ma a differenza della mia generazione quest’ultime il sesso lo praticano eccome, non come per noi che era quasi sempre più teorico che pratico, oggi il livello di età di inizio approcci sessuali si è abbassata notevolmente intorno ai 12-13 anni e per giunta è stata totalmente banalizzata, privata di tutti i legami con quello che è il sentimento, un insieme di gesti ripetitivi, fatti più per appartenenza al gruppo che per cognizione di quello che si sta facendo.

    Ho saputo di casi abominevoli, di ragazze 12/16enni che il lunedì marinano la scuola per andare a fare la fila al pronto soccorso per farsi dare la pillola del giorno dopo, si parla di sesso speso nei gabinetti (perchè chiamarli bagni sarebbe troppo) delle discoteche, rapporti multipli senza protezione, alla faccia dell’AIDS di cui non se ne parla più ma è in continuo aumento, così come le malattie a trasmissione sessuale, alcune erano quasi sparite da decenni ed eccole riaffiorare, per un uso del sesso troppo promiscuo ed incontrollato, ho visto una trasmissione in TV dove un ginecologo di turno in un pronto soccorso parlava con una 17enne che si era presentata per richedere il 4° aborto, ho letto in alcune rubriche domande fatte da giovani che richiedevano se da un rapportoanale si poteva restare incinta, ma nemmeno il proprio corpo conoscono questi qua, altro che educazione sessuale, chissa che uso si rischia di veder fare con la nuova pillola abortiva, quella di cui è stata nuovamente accettata la sperimentazione, speriamo che nn venga usata come un metodo anticoncezionale, perchè anche se è meno invasivo di un intervento chirurgico si tratta sempre di una medicina molto potente che lascia degli strascichi e che hanno delle controindicazioni non da poco, chissà se prevarrà la ragione o la comodità d’uso, per fortuna che la sua somministrazione potrà avvenire unicamente in ambiente ospedaliero sotto rigido controllo medico…

    Ceto che se l’educazione sessuale l’insegnassero comunque a scuola, male non potrebbe fare e magari qualcuno più attento potrebbe trarne insegnamento e giovamento.

    Ciaooo neh!

  2. alanford50 said

    Io appartengo a quella generazione che quando sarebbe servito, di sesso aveva sentito unicamente parlarne dagli amici, non dico le fantasie e le cose fantasiose che saltavano fuori, ma erano i meravigliosi anni 60 e di sesso non se ne parlava proprio ne in casa ne fuori, appunto solo gli amici e quelli più sbruffoncelli si sentivano in grado di dare delle dritte in materia.
    Poi tutto è cambiato il sistema dell’informazione è cambiato e siamo passati dal parlarne mai al parlarne troppo e male, il cinema lo ha reso facile ed alla portata di tutti, aiutando a fare cadere i pochi tabù che ci si era portati dietro, allora ci siamo scoperti tutti maestri, e caduto l’alibi della scarsa informazione ci si aspettava che tutto filasse più liscio, che le nuove generazioni nascessero quasi imparate, d’altra parte in Tv, sui giornali, al cinema, le pubblicità tutto trasuda sesso, tutto sembra essere basato sul sesso, sembra essere lì alla portata di tutti, sembra ormai essere rilegata alle esperienze comuni, di quelle che non necessitano di nessuna spiegazione.
    Poi ti fermi a riflettere e a prestare più attenzione a come si stanno evolvendo le cose e scopri che tutto è assolutamente semplificato e banalizzato, ma in compenso tutti continuano a non saperne quasi nulla, proprio come molti lustri fa accadeva alla mia generazione, ma allora a cosa sono serviti tutti gli eccessi di informazioni, di immagini che hanno reso tutto apparentemente così facile, ora cado dal pero nello scoprire che nonostante tutto questo parlarne in effetti i giovanissimi non ne sanno assolutamente quasi nulla, ma a differenza della mia generazione quest’ultime il sesso lo praticano eccome, non come per noi che era quasi sempre più teorico che pratico, oggi il livello di età di inizio approcci sessuali si è abbassata notevolmente intorno ai 12-13 anni e per giunta è stata totalmente banalizzata, privata di tutti i legami con quello che è il sentimento, un insieme di gesti ripetitivi, fatti più per appartenenza al gruppo che per cognizione di quello che si sta facendo.
    Ho saputo di casi abominevoli, di ragazze 12/16enni che il lunedì marinano la scuola per andare a fare la fila al pronto soccorso per farsi dare la pillola del giorno dopo, altro che condom, si parla di sesso speso nei gabinetti (perché chiamarli bagni sarebbe troppo) delle discoteche, rapporti multipli senza protezione, alla faccia dell’AIDS di cui non se ne parla più ma è in continuo aumento, così come le malattie a trasmissione sessuale, alcune erano quasi sparite da decenni ed eccole riaffiorare, per un uso del sesso troppo promiscuo ed incontrollato, ho visto una trasmissione in TV dove un ginecologo di turno in un pronto soccorso parlava con una 17enne (dal volto ovviamente coperto) che si era presentata per richiedere il 4° aborto, ho letto in alcune rubriche di giornali domande fatte da giovani che chiedevano se da un rapporto anale si poteva restare incinta, ma nemmeno il proprio corpo conoscono questi qua, altro che educazione sessuale, chissà che uso si rischia di veder fare della nuova pillola abortiva, quella di cui è stata nuovamente accettata la sperimentazione qui in Italia, speriamo che non venga usata come un metodo anticoncezionale, perché anche se è meno invasivo di un intervento chirurgico si tratta sempre di una medicina molto potente che lascia degli strascichi e che hanno delle controindicazioni non da poco, chissà se prevarrà la ragione o la comodità d’uso, per fortuna che la sua somministrazione potrà avvenire unicamente in ambiente ospedaliero sotto rigido controllo medico…
    Ceto che se l’educazione sessuale l’insegnassero comunque a scuola, male non potrebbe fare e magari qualcuno più attento potrebbe trarne insegnamento e giovamento.

    Ciaooo neh!

  3. Alanford50 said

    A chiusa di quanto scritto nel mio precedente post, vorrei esprimere la mia speranza che non si veda l’educazione sessuale e condom come le uniche soluzioni suggeribili, voglio sperare che ci si ponga delle domande sul tipo di rapporto che esiste tra questi giovani e le loro famiglie di appartenenza, unico vero posto dove tutto può e dovrebbe assumere il giusto senso, il disgregamento della famiglia fa sì che questi giovani per colmare i loro sensi di vuoto esistenziali sfoghino le loro rabbie negandosi possibilità dovute, lasciandosi vivere e trasportare dagli eventi e dalle circostanze che li risucchiano nel vortice del vivere da soli il quotidiano.

  4. romaguido said

    Dici bene, Alanford, il problema (se così si puà chiamare) di questa nostra società e che si è abbandonato il modello tradizionale di famiglia, ma non si è ancora assestamento capace di dare autorevolezza alle nuove “famigliastre”, le famiglie più o meno ufficialmente allargate, i cui si assiste ad un ribaltamento di ruoli, che la società è ancora impreparata a gestire adeguatamente. Così, sempre più spesso, i giovani sono chiamati a responsabilità più grandi di loro da genitori talvolta latitanti o immaturi, a causa di anacronistici rigurgiti di adolescenza, di un egoismo che li porta a rivendicare diritti, presunti o reali, dimenticando talvolta doveri sacrosanti nei confronti di bambini e ragazzi.
    La tua osservazione è perciò azzeccatissima; non a caso nell’articolo si legge:

    Ma fra gli attori chiave del processo educativo non va dimenticata la famiglia: “Servono corsi sulla sessualità anche per mamma e papà – spiega la Graziottin – […]
    Per riuscire ad abbattere le resistenze è “utile – dice la ginecologa – incontrare le famiglie prima di intervenire nelle classi e condividere con loro quello che verrà spiegato agli studenti il giorno successivo. Così raggiungiamo il duplice obiettivo di riaggiornare i genitori per far fronte comune, con una maggiore autorevolezza e consapevolezza del messaggio educativo, contro i comportamenti a rischio”

    Grazie di essere intervenuto.

  5. alanford50 said

    Giovani e sesso: dati allarmanti. Educazione sessuale e condom le soluzioni suggerite.

    Rileggendo nuovamente questo titolo mi è venuta in mente una domanda che ciclicamente mi rimbomba in testa, come mai questa domande ce la poniamo in continuazione nel corso degli ultimi decenni e ci ritroviamo sempre e comunque nella necessità di porcela nuovamente e in continuazione, la risposta è lapalissiana, perché nulla è stato risolto, anzi tutto sta inesorabilmente degenerando, quindi sarebbe forse ora o di smettere di farci sempre la stessa domanda o di dare una soluzione una volta per tutte a questo problema che in fondo almeno all’apparenza è banale e facile. è una cosa che facciamo tutti, più o meno nella stessa maniera, possibile mai che siamo capaci di rendere tutto così estremamente difficile?

    Ciaooo neh!

  6. romaguido said

    Sei saggio, alanford, quando dici che si tratta di una cosa banale almeno in “apparenza”.
    E’ una delle cose più naturali, così come mangiare, bere, dormire; se ci pensi, persino gli animali sanno bene quando e cosa mangiare (tanto che, se lasciati nel loro ambiente naturale, non diventano mai obesi), hanno i loro periodi per la procreazione, accudiscono la prole (le cosiddette cure parentali) suddividendosi i compiti secondo leggi ben precise.
    Per l’uomo le cose sono nettamente diverse; la “superiorità” umana fa si che certi bisogni vengano ad essere soddisfatti in maniera del tutto personale, che risente notevolmente della cultura e della educazione ricevuta.
    Così oggi l’allarme obesità riguarda persino i paesi meno ricchi, qualche genitore arriva ad uccidere il proprio bambino (non voglio qui addentrarmi nelle cause che portano a tanto) e, sempre più spesso (é una notizia dell’odierno TG1), si sente parlare di minorenni che vanno in coma etilico, per non parlare, e qui torniamo all’argomento della nostra discussione, della gestione più che disinvolta della propria sessualità. Quest’ultima, abbracciando una sfera ancora più delicata, quella dell’affettività e dei rapporti con l’altro sesso (ma qualcuno oggi direbbe “con gli altri sessi”), richiederebbe un’attenzione particolare. L’affettività, infatti, comincia ancor prima della nascita; per questo motivo, sarebbe molto importante che l’educazione familiare ne tenesse debito conto. Purtroppo non è così: i costumi, i media, il branco e, talvolta, la latitanza delle famiglie hanno portato ad una situazione nettamente diversa da quella di qualche decennio fa. Ora le parole non bastano più: bisogna agire al più presto e nel migliore dei modi, responsabilizzando, come diceva nell’articolo la dottoressa Graziottin, i genitori e coinvolgendo le scuole.
    Ricordo tuttavia che l’informazione non basta: è indispensabile infatti una vera e propria formazione, che porti, sin dai primi anni d’età, all’acquisizione di quel rispetto per se stessi e per gli altri, che dovrebbe essere alla base di ogni azione umana.
    Ti ringrazio per essere intervenuto ancora una volta, suggerendo, come sempre, interessanti spunti di riflessione e ti saluto con la tua tipica formula: ciaoooo, neh!

    • alanford50 said

      Condivido in toto quanto da te espresso, ma purtroppo assisto sempre al ritorno della metafora del famoso cane che si morde la coda, come giustamente dici “è indispensabile infatti una vera e propria formazione, che porti, sin dai primi anni d’età, all’acquisizione di quel rispetto per se stessi e per gli altri, che dovrebbe essere alla base di ogni azione umana” il guaio è che tutto questo necessita di un punto di inizio e della consapevolezza che tutto andrà ad incidere unicamente sulle generazioni future (cosa che di per sé è già più che accettabile). Ma, ma, ma, ma, se la scuola è in crisi, la famiglia è in crisi, lo stato, e le istituzioni sono in crisi, l’etica è in crisi, la moralità è in crisi, io mi chiedo chi è veramente in grado di iniziare questo rinnovamento? Se moltissimi bevono, se moltissimi tirano su qualsiasi sostanza, se le famiglie per bene che vada sono allargate e molto confuse, io mi chiedo chi è in grado di prendere le redini in mano per questo auspicabile cambiamento? Onestamente, e non per fare il solito pessimista, non vedo nessuna istituzione che sia così forte e preparata per un così garvoso compito, quindi purtroppo vedo per ora il veloce disfacimento di tutte le certezze che avevamo e che ci davano ancora un minimo di speranza. Uuuuhhhhmmmm siamo molto mal messi, e le nuove generazioni saranno sempre più abbandonate a loro stesse.

      Ciaooo neh!

  7. romaguido said

    Ma no, alan, non bisogna scoraggiarsi!
    Intanto io conosco ragazzi con la testa sulle spalle, con dei valori piuttosto saldi e famiglie (non tante, a dir la verità) che si preoccupano di dare ai figli una buona educazione.
    Forse, se si imparerà ad unire le forze, se le varie agenzie educative (la famiglia, la scuola, ma anche la parrocchia e le diverse associazioni) impareranno a collaborare nell’obiettivo comune di creare una società più giusta e sana, tra qualche decina d’anni potremo avere buoni frutti. Io me lo auguro, anzi ci spero proprio.
    Ciao, neh!🙂

  8. alanford50 said

    Mi piacerebbe veramente tanto poter condividere il tuo ottimismo, sarà il peso dei miei 999 anni, ma non me lo cancedono porprio più, per certi versi sono molto scoraggiato, so che per fortuna esistono persone e associazioni che come tante piccole isole felici riescono ancora a tenere vivi certe valori, guai se così non fosse, ma è la legge dei grandi numeri a spaventarmi e a dirmi che la maggior parte della gente, la famigerata massa, che è quella che fa opinione,abitudine e tandi danni, questa massa informe di menti perse nel loro misero vivere a spaventarmi perchè fanno tanti proseliti, il disimpegno piace, il vuoto lo sballo il senso di dover arraffare la vita a morsi fa molta presa su moltissimi giovani,per loro vale solo il carpe diem, disincantati disillusi o semplicemente stufi e senza voglia di fare ne di mettersi in gioco, non credo che bastino i movimenti di gruppi e persone positive a poter far cambiare queste abitudini all’apparenza ammalianti.

    Speriamo che noi ce la caviamo….ciaooo neh!

  9. romaguido said

    No, Alan, la massa non è “informe”, ma multiforme; ne facciamo parte anche noi, tu che vedi il bicchiere mezzo vuoto, io che mi ostino a volerlo mezzo pieno, qualcuno con tanta voglia di fare, altri che comunque ci provano, seguendo la politica dei piccoli passi, quella che ti permette di godere di ogni traguardo raggiunto, di ogni sorriso strappato alla noia, al malcontento, all’amarezza, alla sconfitta.
    Si, sono certa che ce la caveremo!

  10. alanford50 said

    Ciao Romaguido, sono molto felice di constatare la tua sicurezza, il tuo vedere il bicchiere sempre mezzo pieno, quindi cercherò di non insistere troppo con la mia visione disincantata e cruda della vita, quello che io vedo è che la massa è tanta, un numero mostruoso di persone ed in questo numero le persone positive si perdono nel mare del nulla di chi rema contro ed anche di chi come me non aiuta perchè è ormai rassegnato, come vedi mi prendo le mie colpe, però vedere che uno tira su un muro mattone dopo mattone e 1000 persone per i motivi più disparati cercano di buttarglielo giù non è molto edificante ne incoraggiante, per me è la cruda realtà, e ne sono rassegnato, da qui il mio vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto.

    Ribadisco però che so gioire quando vedo persone che la pensano come te e che ne sono convinte, diciamo che tenete accesa quel minimo di speranza che non deve mai morire, in una piccolissima misura vi invidio…

    Ciaooo neh! alla prox

  11. romaguido said

    Vedi, Alan, chi si occupa di formazione non può, non deve gettare mai la spugna, ha il dovere di cercare mezzi che gli permettano di raggiungere l’obiettivo prefssato (guai se così non fosse!). Io, quanto più il gioco si fa duro, tanto più mi sforzo di ottenere un risultato soddisfacente e, in genere, mi sorprendo nel vedere che gli allievi, ragazzi e adulti, normo-dotati e diversabili, “devianti” (una volta si diceva così) e non, rispondono con slancio.
    Certo, non mi aspetto miracoli, non sarebbe possibile portare tutti al livello di Einstein, né farli diventare compiti come educande svizzere, ma alla fine riesco a recuperarne più d’uno tra quelli che dagli altri erano dati per spacciati. E’ faticoso, e tu riesci a rendere bene l’idea di quello che succede a chiunque abbia voglia di fare, ma, credimi, alla fine i risultati non mancano e si viene ampiamente ripagati degli sforzi fatti.
    Nel web ho incontrato molti docenti e tutor che la pensano come me, leggo i loro blog e gli interventi dei loro allievi, che mostrano di apprezzare il loro operato e partecipano alle loro iniziative anche laddove non obbligati.
    Tu dici che si tratta di gocce in mezzo all’oceano, ma si tratta di gocce contagiose che spingono all’azione, alla emulazione, alla speranza e che sembrano darmi ragione.
    Grazie. E’ sempre un piacere averti qui.

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