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Brunetta: TIC per i pazienti oncologici

Posted by romaguido su 7 giugno 2009

la foto non vi tragga in inganno: spesso certe terapie rendono calvi, glabri e tolgono la voglia di sorridere

La foto non vi tragga in inganno: spesso certe terapie rendono calvi, glabri e tolgono la voglia di sorridere.

Che le tecnologie d’informazione e comunicazione siano un grosso vantaggio per la società e che possano costituire una risorsa preziosa, talvolta addirittura terapeutica, per chi sia costretto all’immobilità o veda ridotte le proprie capacità di deambulazione a causa di patologie più o meno gravi è un dato di fatto; quello che meraviglia è invece che, nel suo zelante impeto di miglioramento dell’efficienza della funzione pubblica, il Ministro Brunetta abbia potuto pensare al part-time ed al telelavoro per lo sfruttamento delle capacità residue di malati defedati in quanto sottoposti a terapie invalidanti, come per esempio la chemioterapia.

Si legge infatti nella circolare 1/2009 sull’art.71 della legge 133/2008, ossia sull’articolo che ha per oggetto “Fasce orarie di reperibilità – Malati oncologici”:

“è interesse precipuo del legislatore e della pubblica amministrazione quello […] di ridurre al minimo la necessità di rimanere fuori dal ciclo produttivo durante il periodo di cura della patologia.

Pertanto […] si ritiene opportuno richiamare l’attenzione delle Amministrazioni su istituti quali il tempo parziale ed il telelavoro che possono consentire al dipendente di prestare la propria attività lavorativa anche nel corso dei periodi di cura, in particolare in presenza di patologie gravi che richiedano terapie salvavita anche di lunga durata”.

Potrei dilungarmi, per di più con qualche cognizione di causa,  sulle difficoltà che un paziente oncologico sottoposto a terapia invalidante incontra nella sua vita di relazione anche extralavorativa o potrei dire a Brunetta: “Provare per credere!”. Non lo farò, perché certe cose non le auguro neanche a lui e perché mi sembra che certe iniziative, certe prese di posizione non abbiano bisogno di alcun commento.

Tuttavia, come lavoratrice della formazione innamorata delle TIC, non posso non ricordare alla Gelmini che, a questo punto, la famosa “i” che sta per Informatica diventa una esigenza assolutamente prioritaria, imprescindibile, se non vogliamo che i nostri giovani, laddove nell’arco della loro vita incappino malauguratamente in una patologia tuttora seria, possano subire una ulteriore, grave, pesante, assolutamente incivile, discriminazione.

P.S. Solo qualche giorno fa, pensando di essere ironica, alludevo a Sparta. Strana la vita, davvero non pensavo che quella realtà fosse già la nostra!

4 Risposte to “Brunetta: TIC per i pazienti oncologici”

  1. interessante…

  2. romaguido said

    @ Infinitylive
    Come vedi, le possibilità di lavoro per i precari continuano a ridursi sempre più. Altro che 1.000.000 di posti di lvoro per i disoccupati!

  3. marica said

    finalmente qualcuno si è accorto che sotto una apparente intenzione di aiuto ai malati di cancro si cela invece un tentativo di gettarli “dalla rupe”, come a sparta: visto che sei malato e mi costi (che fortuna che hai!!!!!!!!!!!) allora perchè non chiedi il part-time per fare quelle “simapatiche e divertenti cure” al di fuori dell’orario di lavoro…….almeno mi costi un pò meno………..ministro si vergogni!!!!!!!!

  4. romaguido said

    Una storia che mi colpì molto, anni fa, fu quella di una madre di famiglia che, malata terminale di cancro, per evitare di perdere lavoro e stipendio, si vide costretta a riprendere servizio. Erano i tempi della sperimentazione Di Bella, e quella cura rappresentava l’ultima spiaggia per lei che, purtroppo, essendo “ormai guarita”, non poté mai godere di quel protocollo terapeutico.😦
    In seguito, preso atto dello scempio che si andava consumando sulla pelle di persone innocenti e bisognose d’aiuto, il legislatore pensò bene di emanare una legge ad hoc.
    Ecco, in nome dell’efficienza e del risparmio, oggi si rischia di vanificare ogni tentativo di rendere più umano e civile lo scenario di questo nostro ormai povero paese.

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