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Riordino dell’istruzione tecnica e professionale: ridimensionamento degli indirizzi e del monte ore settimanale

Posted by romaguido su 30 maggio 2009

Attualmente l’istruzione professionale in Italia è suddivisa in 27 indirizzi che, a partire dal 2010, saranno ridotti a 6, così ripartiti nei due settori “Servizi” e “Industria e artigianato”:

Settore dei Servizi

  • servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale
  • servizi per la manutenzione e l’assistenza tecnica
  • servizi socio-sanitari
  • servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera
  • servizi commerciali

Settore industria e artigianato

  • Produzioni artigianali e industriali

Per gli istituti tecnici, gli indirizzi passano invece ,dagli attuali 39, a 11, suddivisi in due settori: Economico e Tecnologico:

Settore Tecnologico:

1. meccanica, meccatronica ed energia;
2. trasporti e logistica;
3. elettronica ed elettrotecnica;
4. informatica e telecomunicazioni;
5. grafica e comunicazione;
6. chimica, materiali e biotecnologie;
7. sistema moda;
8. agraria e agroindustria;
9. costruzioni, ambiente e territorio.

Settore Economico


    1. amministrativo, finanza e marketing;
    2. turismo.

      Col riordino dell’istruzione le ore settimanali di lezione vengono fissate a 32 per entrambi i tipi di scuole.

      Attualmente il monte ore può arrivare a 36 negli istituti tecnici ed a 40 nei professionali; questo comporterà una sensibile riduzione delle cattedre.

      12 Risposte to “Riordino dell’istruzione tecnica e professionale: ridimensionamento degli indirizzi e del monte ore settimanale”

      1. cosa comporterà il raggruppamento, ad esempio, di elettronica ed elettrotecnica? Da studente sono due cose completamente diverse… ma a livello burocratico?

        PS: occhio che hai invertito nella tabella “economico” e “tecnologico”

      2. romaguido said

        Non ho idea di quello che succederà, Alberto; questo modo di fare le riforme mi lascia molto perplessa. Una volta si diceva “fatta la legge, scoperto l’inganno”, qui mi pare che le magagne saranno preparate, con comodo, man mano che i nodi verranno al pettine. Hai mai sentito parlare di verbali con parti lasciate in bianco per accomodarle man mano che la situazione va delineandosi? Ecco, mi pare che da noi si stia adottando la stessa tecnica per leggi e riforme.

        P.S. Sei stato bravo a scoprire il lapsus: viene dal copia/incolla che ho fatto dell’articolo di Repubblica. Ti ringrazio della collaborazione che, come si può ben osservare, non ha paragoni da queste parti.

      3. noiglob said

        @ Alberto
        Elettronica+Elettrotecnica = Elettronica industriale (l’elettronica di potenza, per intenderci).
        Si tratta di un vecchio indirizzo di studi che non esiste più da qualche anno(Io sono stato uno degli ultimi a frequentarlo, concludendo 13 anni or sono l’ultimo anno disponibile).
        Trattasi quindi di un ritorno di fiamma.
        A livello burocratico non ti posso dire cosa comporterà tutto ciò, perché non conosco la risposta.
        Un caro saluto a tutti
        Cristian🙂

      4. marco said

        qualcuno mi sa dire agli effetti dell’autonomia scolastica (500 studenti almeno’) se ora una scuola unita da due succursali, nel 2010 un indirizzo passa dal professionale al tecnico? cambierà il preside in quanto verrà aggregata ad un altra?

      5. @Noiglob

        Appunto, vecchio. Non siamo più nella rivoluzione industriale…in teoria.
        Come “materiali e biotecnologie”, cose dell’altro mondo. Vogliono specializzare, ma generalizzano. Perchè non “Materiali e costruzioni”? suonava decisamente meglio.
        NOn è riducend il numero di indirizzi che si fa meglio, bisognava riorganizzare sul territorio.
        Architettura o Geometra dove son finite, in quale raggruppamento? COstruzioni, ambiente, materiali o grafica? SOn tutte materie che entrambi studiano… ma son 4 indirizzi diversi.

        Ritorno di fiamma = salto indietro di 13 anni… Mah, perplessità…

        @Marco

        purtroppo no, non credo che qualcuno nel breve periodo potrà darti una risposta, anche perchè è una di quelle cose che si vedranno poi a lato pratico (ovvero: non ci avranno ancora pensato, infatti si può leggere “Tutti gli attuali corsi di ordinamento e le relative sperimentazioni degli istituti professionali confluiranno gradualmente nel nuovo ordinamento.”). Tutto ciò che possiamo sapere sta qui e nulla più, per quanto mi riguarda.

        PS: c’è ancora un errore nella tabella, la suddivisione è questa:

        Nel settore economico sono stati inseriti 2 indirizzi:

        1. amministrativo, finanza e marketing;
        2. turismo.

        Nel settore tecnologico sono stati definiti 9 indirizzi:

        1. meccanica, meccatronica ed energia;
        2. trasporti e logistica;
        3. elettronica ed elettrotecnica;
        4. informatica e telecomunicazioni;
        5. grafica e comunicazione;
        6. chimica, materiali e biotecnologie;
        7. sistema moda;
        8. agraria e agroindustria;
        9. costruzioni, ambiente e territorio.

      6. romaguido said

        Grazie, Alberto, ho effettuato le correzioni.

      7. (prova messaggio)

      8. oipaz said

        premetto che non sono certo un’esperta di cose scolastiche, ma ho grosse perplessità su questa riforma, che mi sembra dettata principalmente da ragioni di bilancio.
        l’operazione 36 ore virtuali –> 32 ore effettive mi sembra un capolavoro di comunicazione.

        e poi, dopo essersi sciacquati la bocca per mesi con i risultati deludenti dell’italia in ocse pisa e altre valutazioni internazionali, dove si vanno a tagliare? proprio nell’educazione scientifica, che è quella nella quale i nostri allievi sono più carenti.
        leggo nel comunicato stampa del ministero “E’ previsto l’insegnamento di scienze integrate, al quale concorrono, nella loro autonomia, le discipline di “Scienze della terra e biologia”, di “Fisica” e di “Chimica”, con l’obiettivo di potenziare la cultura scientifica secondo una visione sistemica.”
        anche qui mi sembra un modo molto markettaro di tagliare le ore di chimica/fisica/scienze senza dirlo esplicitamente.
        che vuol dire “nella loro autonomia”? ho il forte sospetto che alla fin fine non ci sarà niente di integrato, e rimarranno semplicemente i tre insegnamenti separati, ciascuno con meno ore.
        oppure ci sarà un accorpamento delle classi di concorso, con buona pace del potenziamento delle competenze scientifiche degli allievi. che titolo ho io, con una laurea in fisica, di insegnare scienze alle superiori?

      9. romaguido said

        Lo stesso titolo dei laureati in matematica che insegnano Osservazioni Scientifiche (la disciplina si chiama ancora così?) alle medie.
        Persino Giorgio Israel, Coordinatore del Gruppo di lavoro per la Formazione degli Insegnanti, nel difendere la sospensione della riforma delle superiori da parte della Gelmini, diceva:
        “Un altro aspetto critico riguarda i licei tecnici ed è rappresentato dal progetto di unificare quasi tutte le materie scientifiche in un’unica materia detta “scienze integrate”. Questa ipotesi ha suscitato un’ondata di preoccupazioni tra gli insegnanti: chi è laureato in chimica non se la sente giustamente di insegnare biologia e viceversa. Una delle cause principali della crisi delle scuole medie inferiori è che un buon numero di insegnanti di matematica non possiede una solida formazione in questa materia.”
        Ed aggiungeva: “L’introduzione nella scuola di questa farraginosa e discutibile (e forse inapplicabile) macchina in congiunzione con l’esigenza di un contenimento delle spese e di una riduzione del numero esorbitante di curricula creati nei processi di sperimentazione, comporta un’operazione di una complessità enorme che rischia di produrre sconvolgimenti difficili persino a prevedersi. Pertanto la scelta del ministro Gelmini di aprire una fase di riflessione che permetta di ripensare in modo approfondito le iniziative da prendere nei confronti delle scuole superiori lungi dall’essere un passo indietro è un atto responsabile che costituisce la premessa indispensabile per progettare una ristrutturazione seria e meditata dell’offerta formativa.
        (Libero, 14 dicembre 2008)”.
        Sarà bastato il breve lasso di tempo intercorso da dicembre a maggio ad assicurarci “una ristrutturazione seria e meditata dell’offerta formativa”?
        Se questo è il risultato, sembrerebbe proprio di no.😥

        P.S. Oipaz, nel tuo blog dici cose molto sensate, in uno stile di cui ho apprezzato la fluidità e la chiarezza; quanto all’esperienza, ricorda, anche nella scuola, la prima impressione è quella che conta; non vorrei impressionarti, ma sono quasi certa che tra vent’anni la penserai alla stessa identica maniera.😉

      10. romaguido said

        Inoltre, nel COMUNICATO CONGIUNTO DI SIF, SCI, CNC, AIF ED AIC SULL’INSEGNAMENTO DELLE DISCIPLINE SCIENTIFICHE NEI FUTURI LICEI ED ISTITUTI TECNICI E PROFESSIONALI, si legge:

        “La SIF – Società Italiana di Fisica, la SCI – Società Chimica Italiana, il CNC – Consiglio Nazionale dei Chimici, la AIF – Associazione per l’Insegnamento della Fisica, la AIC – Associazione Insegnanti Chimici
        RITENGONO
        inadeguato il ruolo assegnato alle discipline scientifiche sperimentali dai regolamenti in approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, valutando che questa scelta neghi di fatto all’insegnamento scientifico la possibilità di svolgere un compito significativo nella formazione culturale degli studenti e impedisca alla scuola di dare ai cittadini gli strumenti idonei per assumere decisioni consapevoli in una società fortemente tecnologica quale la nostra;
        CHIEDONO
        che nei nuovi quadri orario di Licei ed Istituti Tecnici e Professionali le diverse discipline scientifiche Fisica, Chimica, Scienze della Terra siano presenti come discipline a sé stanti e siano affidate a docenti specificamente preparati sul piano disciplinare (oltre che didattico/pedagogico) per il loro insegnamento; che esse siano inserite nel curricolo tenendo conto delle propedeuticità e attribuendo ad ogni materia un congruo numero di ore settimanali, anche in laboratorio – non facendone
        oggetto di taglio, ma di incremento e senza limitare lo studio di questo settore del sapere al solo biennio iniziale;
        DICHIARANO
        la propria disponibilità a collaborare, anche nell’ambito degli esistenti protocolli d’intesa con il MIUR, per la stesura di proposte mirate e articolate, rivolte a caratterizzare l’insegnamento scientifico nella scuola come contributo significativo alla cultura dei cittadini,
        La Presidente della Società Italiana di Fisica – Prof. Luisa Cifarelli
        Il Presidente della Società Chimica Italiana – Prof. Luigi Campanella
        Il Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici – Prof. Armando Zingales
        Il Presidente dell’Associazione per l’Insegnamento della Fisica – Prof. Silvano Sgrignoli
        Il Presidente dell’Associazione Insegnanti Chimici – Prof. Giorgio Cucciardi”.

        A questo punto mi chiedo: “Se non si presta ascolto alle associazioni che rappresentano la base, né alla commissione di esperti, nominati secondo criteri che (lo si suppone), oltre alla stima e alla fiducia, hanno preso in considerazione anche le idee politiche, a che serve incaricare dei cattedratici, quando poi si prendono decisioni talmente prive di logica, che finanche una mamma di famiglia, incolta e attenta al bilancio familiare, si guarderebbe bene dal prendere?”.

      11. piuscuola said

        Vorrei commentare con il mio articolo di cui riporto il riassunto, ciao

        Laboratori prima e dopo il Riordino della Gelmini di Gianfranco Alario 25 gennaio 2010
        http://giala.altervista.org/?p=828

        Quattro tabelle che illustrano le ore che verranno a mancare dopo il riordino della Gelmini. I “tagli” operati nei licei riguardano il 100% delle ore di laboratorio attuali, nei tecnici il 29,54 % (riduzione media tra gli indirizzi), nei professionali 38,84 %. Le ore settimanali, annuali previste sono calcolate in base alla 2a bozza Gelmini del 28/05/2009 per il riordino dell’istruzione secondaria superiore disponibile sul sito ufficiale miur-indire alla data di pubblicazione di questo articolo. Gianfranco Alario insegnante tecnico pratico nella scuola statale

      12. romaguido said

        Grazie, Gianfranco,
        molto ninteressannti tanto il commento, quanto l’articolo.
        Se questo significa migliorare la qualità del servizio scolastico..😦

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