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“COME TU M’INSEGNI”

Posted by romaguido su 19 aprile 2009

“la scuola va avanti solo grazie al lavoro appassionato e sottopagato di alcuni, perché l’organizzazione certo non aiuta”.

Per chi non avesse voglia di erudirsi sulla PEC, segnaliamo Report, il programma curato su Rai 3 da Milena Gabanelli,  che stasera farà i conti in tasca alla scuola italiana.

Stefania Rimini,  autrice dell’inchiesta COME TU M’INSEGNI, martedì prossimo, 21 aprile, risponderà alle domande dei telespettatori   dalle 18.00 alle 19.00.Per intervenire nel forum cliccare sul link

Per seguire il programma in diretta (link)

Testo integrale della trasmissione

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13 Risposte to ““COME TU M’INSEGNI””

  1. Luca said

    Brava Rosamaria,
    la Gabanelli è una grande, forse l’unica giornalista d’inchiesta che abbiamo in Italia.

  2. romaguido said

    Beh, Luca, la Gabanelli mi piace molto, ma mi auguro davvero che non sia l’unica in Italia. Per esempio mi piace Fazio ed ammiro altri coraggiosi “d’assalto”, che però non hanno il suo garbo ed il suo à plomb.

  3. Luca said

    Beh…………ora Fazio nooooo. La Gabanelli è diretta e con gli attributi. Dell’altro non dico niente.

  4. romaguido said

    Senza nulla togliere alla Gabanelli, io ammiro chi riesce ad esprimersi e a denunciare, pur usando maniere soft. Non credi che a volte sia più faticoso trovare parole che, pur dicendo ciò che devono, non urtino più di tanto la cpmune suscettibilità?
    La diplomazia è un’arte sottile, che racchiude tante piccole virtù, come la capacità di nascondere la passionalità e il disappunto sotto azzeccati eufemismi, attraverso cui, tuttavia, chiunque abbia un minimo di attenzione riesce a comprendere a fondo la realtà delle cose. Ti sei mai chiesto come mai Fazio per alcuni anni sia stato allontanato dalla RAI?
    Comunque ritengo Report una bella e coraggiosa trasmissione di denuncia e, come dicevo, stimo anch’io la Gabanelli. Solo mi auguro che non sia una voce nel deserto e, per fortuna, non mi sembra che lo sia, almeno per ora (Irish docet).

  5. Luca said

    Mah, ho avuto sempre dubbi su chi misura le parole, su chi dice e non dice, sulle atmosfere ovattate. Allora se devo dirla preferisco Lucia Annunziata, anche se non è proprio del mio orientamento. Comunque è vero chi è ovattato galleggia sempre. Ecco ora mi è venuta un’associazione con film It, se sei ovatattato galleggi sempre ma non prendi mai posizione,se sei orientato puoi affondare. Ecco qua il dilemma galleggiare per galleggiare o rischiare di affondare?

  6. romaguido said

    No, Luca, non si tratta di ovattare, ma solo di cercare “azzeccati eufemismi, attraverso cui chiunque abbia un minimo di attenzione riesce a comprendere a fondo la realtà delle cose“.
    Ricorda, è molto più pungente una sottile ironia che una sfacciata passionalità, un fiume di parole con cui certe persone aggrediscono attaccando impunemente, denigrando gratuitamente, alludendo all’inesistente, per poi, accortisi di aver preso, coi loro toni melodrammatici, un clamoroso granchio, arrampicarsi sugli specchi cambiando le carte in tavola, dicendo il contrario di quanto avevano affermato all’inizio, fino a concludere, nell’intento di avere comunque l’ultima parola, cambiando completamente discorso (poveri ingenui,così pensano di averla data a bere1).
    Riconosco che Lucia Annunziata è davvero una persona diretta, che sa il fatto suo, che è una, per usare una tua espressione, con gli attributi, ma, tanto perchè ti renda conto di quello che intendo per garbo tagliente, ti consiglierei di rivedere qualche discorso di Giorgio Almirante: ci troverati un trattato di diplomazia vincente, capace di dare smacco all’interlocutore, senza tuttavia indulgere in alcuna ipocrisia, senza concedere alcuno sconto, eppure senza usare alcuna parola fuori posto, alcuna offesa gratuita, che, ricordalo, lascia sempre il tempo che trova, qualificando irrimediabilmente chi la pronuncia.

  7. Luca said

    Ciao Rosamaria,
    se vedi sul Venerdì della Repubblica della scorsa settimana c’è un illuminante ritratto di Giorgio Almirante da parte di Bocca mi sembra. Il movimento sociale italiano viene descritto come partito taxi sempre pronto a accogliere l’eventuale ospite pagante e come taxi e supporto della Democrazia Cristiana.Un partito che esemplifica la volontà borghese del potere per il potere. Io preferisco sempre le cose chiare e trasparenti, le diplomazie e le cose di rimando non mi piacciono e infatti ne pago regolarmente il conto.

  8. sono in sintonia con le parole di Luca
    una bravissima giornalista, diretta e
    😀 con gli attributi che servono
    buongiorno anche a te
    buon pranzo.

  9. Luca said

    Ciao Irish,
    si eccoci al pranzo o quasi. Comunque vedo che siamo quasi sempre d’accordo. Buon pranzo e a presto.

  10. romaguido said

    Ciao Luca,
    infatti Bocca è un famoso politologo della destra più oltranzista! 😆
    Ti ricordo che il MSI di Almirante, nel suo piccolo, ha sempre fatto una feroce, canonica opposizione, altro che potere! Quando mai lo ha avuto?
    Se Bocca si riferisce all’attuale partito (che ormai partito non è più), non posso che dargli ragione a 360°.

  11. romaguido said

    Ciao, Luca,
    pensando di fare una battuta, mi sono, invece, trovata inconsapevolemente a dire il vero; solo ora leggo infatti che Bocca è stato fascista (come quasi tutti, del resto, in quel periodo); non solo, pare addirittura che sia stato uno dei firmatari del “Manifesto della razza”, il che è probabile, se nel 1942 scriveva su “La Provincia Granda”- Foglio d’ Ordini settimanale della Federazione dei Fasci di Combattimento dell’ Agosto 1942 – in un articolo dal titolo “I Protocolli dei Savi anziani di Sion”: “Sarà chiaro a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra intesa come una ribellione dell’ Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù”.
    Confesso che non sapevo niente di tutto questo e addirittura disconoscevo la polemica sulla proposta di intestare una via ad Almirante (la cronaca è quasi tutta occupata dal terremoto, da qualche tempo a questa parte); ma come fa Bocca a criticare chi, in passato, ha agito più o meno come lui ha agito? E qui mi fermo: non ho intenzione di fare paragoni perchè, onestamente, si tratta di argomenti che non conosco e che non credo di condividere neppure in minima parte.
    Chiudo dicendo che stimo la Gabanelli, la La Rosa, che condivido talvolta alcune affermazioni delo stesso Bocca, ma ricordo altresì che Fazio fu l’unico ad ospitare Biagi durante il suo “esilio” dalla TV di stato, questo mi sembra un bell’esempio di come a volte le azioni riescano a dire molto più di tante parole altisonanti.

  12. facciamo notare anche che la Gabanelli per quel servizio è stata deferita da Tremonti, come se quest’ultimo ne avesse il potere.

    non mi dilungo sulle vostre disquisizioni (personalmente Fazio mi piaceva, ora no nel modo più assoluto anche se sego la trasmissione che, rara, invita gente interessante) ma vorrei porvi un quiz: http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it

    Travaglio, Corrias, Gomez: provate a dire di che partito sono. Se ci riuscite.

    Vorrei ricordare anche, tra giornalisti ottimi: Maltese, Stella, Rizzo. La maggior parte di questi ha lavorato per Berlusconi a IlGiornale (non proprio di sinistra) prima della sua “discesa in campo”, poi se ne sono andati tutti.

    • romaguido said

      Alberto, mi sembra che le tue affermazioni confermino la tesi secondo cui l’obiettività e il senso critico non hanno colore politico. In effetti, qui non stiamo giudicando l’appartenenza a questo o quel partito, ma la correttezza dell’informazione.
      Quanti lavoratori hanno la possibilità di scegliere il proprio datore di lavoro e di farsi guidare, in questo, dai propri ideali politici? Io credo che la cosa importante sia, invece, la coerenza, la linearità di condotta, la lealtà, nella fattispecie, nei confronti dei propri lettori.
      Qualcuno dice che ogni ideale partitico, limitatamente alle sue linee teoriche, risulta essere “buono”; le cose cambiano allorchè si passa dalla teoria alla pratica. Per questo, non userei un criterio di giudizio fondato esclusivamente sull’appartenza a questo o quel partito. Ma forse questo è proprio quello che volevi evidenziare tu col tuo intervento.

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