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Le dipendenze e le videodipendenze

Posted by Luca su 14 febbraio 2009

Da qualche anno, quando vado nei bar mi accorgo e guardo con stupore a un fenomeno strano, per me incomprensibile e anche avvilente: quello dei giocatori dei videopocker e delle macchinetta mangia soldi. Non ho mai capito la logica del giocatore di queste macchinette, mi chiedo pensa veramente di guadagnare soldi nello stare a smenettare come un ossesso su questi aggeggi?. Tutti dovrebbero sapere che sono tarati per far vincere il produttore/gestore della macchinetta e non il beota giocatore.  Mah così non è, il buon senso infatti non esiste .

Così quando sulla Reppubblica trovo un articolo sulla figura e sulla psicologia del giocatore in oggetto ho pensato di scrivere un intervento sul nostro blog, anche perchè a volte la Rete crea dipendenze simili: non pochi per esempio sono i dipendenti dai social network, dalle chat o dalle e-mail.

Certo dipendenze meno costose e forse utili e produttive.

L’ articolo sulla Repubblica è di Marco Lodoli; ne riporto alcuni stralci.

L’autore descrive due avventori di un bar di Roma sulla Tuscolana alle sette meno dieci del mattino alle prese con le infernali macchinette mangia soldi e rovina famiglie.

Uno dei due è un sessantenne che dopo aver comprato un mezzo litro di latte chiede alla cassiera di cambiargli dieci euro che ” stamattina sento gira giusta, sento il suono dei soldi che scendono, dindindin”.

Poi segue la descrizione del pensionato alle prese con la macchinetta: ” è incredibile come questo signore simile a una tartaruga, grinzoso e piccoletto, sia un fulmine di guerra nel decidere le carte da cambiare: le mani giallastre zompettano sui pulsanti, e sullo schermo ruotano le possibilità e i punti”.

La  stessa descrizione viene fornita della donna che gioca al fianco del pensionato: “entrambi parlano con il videopoker, li blandiscono, li insultano”.

Segue poi la verità sul rapporto tra giocate e vincite: “Roma è piena di gente così, che spera di svoltare la giornata scaricando la macchinetta nemica, gente che neppure sa che quegli stomaci voraci sono programmati per incassare cento e ridare venti, una vera pacchia per chi li gestisce, una rovina per chi li corteggia”.

Segue poi la soluzione che il giornalista propone “i videopoker vanno proibiti dall’amministrazione comunale. Sono una minaccia subdola e crudele, un aspirasoldi che rischia di gettare ancora più nella miseria tanti disgraziati”.

A questo si sono ridotti i giocatori, all’avere bisogno di un tutore pubblico.

Io comunque non sono d’accordo con la soluzione invocata.

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