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Facebook e l’editoria.

Posted by Luca su 7 febbraio 2009

Sempre più editori e scrittori stanno utilizzando Facebook come canale pubblicitario per far conoscere al pubblico le proprie produzioni letterarie. Con Facebook viene meno lo schema autore-editore- pubblico, il libro prima finisce in Rete e così si crea il pubblico cui venderlo dopo.

Lorenzo Pezzato (giornalista trevigiano e esperto di social network) parla di “Metaeditoria”: “un autore comincia a divulgare il suo libro con un gruppo su Facebook, poi aspetta che si crei il pubblico intorno. Il pubblico partecipa, fornisce idee, è interessato. A questo punto l’editore arriva di conseguenza, a sfamre quello stesso pubblico già pronto. Rischi per l’editoria? Nessuno. La magia della carta non sarà mai soppiantata da quella dell’on-line”.

La teoria di Pezzato trova conferma nell’esperienza del gruppo Wu Ming, un gruppo di scrittori che pubblica libri su internet, alcuni dei quali vengono poi pubblicati in maniera tradizionale anche da grandi case editrici.

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4 Risposte to “Facebook e l’editoria.”

  1. “Metaeditoria” ecco come si chiama!
    Mi capita spesso di vedere in Facebook gruppi dediti alla scrittura collaborativa, scrittura che parte dal basso.
    Ci sono anche scrittori che chiedono opinioni e feedback al pubblico.
    Ma non si tratta anche qui di “mente alveare” alla quale si chiede consiglio e ispirazione?
    Mente alveare nel senso di network di persone al quale dare fiducia attraverso un flusso dialogico che utilizza tecnologie collaborative?

  2. Luca said

    Ciao Giuliana,
    lo sai che leggo sempre i tuoi post. Allora nel caso di gruppo di scrittura colletiva penso che sia adattissima la tua immagine della mente alveare. Anche nella scrittura collettiva in wiki si verifica qualcosa di simile, o meglio si dovrebbe verificare se le persone operano leggendo gli scritti dei propri colleghi anzichè lavorare solo sui propri.
    Nel caso di uno scrittore che fonda un gruppo per sondare una idea di romanzo, penso che vada bene l’immagine della mente alveare, mentre nel caso di uno scrittore che ha terminato la propria produzione e ha già stampato il libro, il gruppo di Facebook è uno strumento promozionale e di marketing. Diverso sarebbe il caso in cui lo scrittore rivedesse la propria opera sulla base di quanto scaturito dalla discussione nel gruppo.

  3. Luca said

    Ciao Giuliana,
    comunque stavo pensando che nel telefilm cult Star Treck c’è un esempio di mente collettiva o di società alveare:è quella della società dei Borg dominata della regina Borg. Li le persone vengono assimilate alla collettività e una volta assimilate tutti agiscono all’unisono. Beh in questa accezione non mi piace la mente alveare, non mi piace essere assimilato.

  4. Sì, Luca. L’altra faccia della medaglia: la mente collettiva in cui tutti agiscono all’unisono. Una volta, avevo letto di qualcosa come il maoismo digitale. Le mie riflessioni le avevo messe qui.
    Io, però vorrei un alveare con tante voci differenti, diverse dalla mia, dalla tua. Ognuna con la sua individualità che ne so un’ orchestra con tanti strumenti diversi.

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