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Voto di condotta: le novità

Posted by romaguido su 26 gennaio 2009

Col Decreto ministeriale n. 5 del 16 gennaio 2009, si stabiliscono le norme che daranno luogo ad valutazione del comportamento degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado.

Ve ne riportiamo qui gli articoli relativi:

Articolo 1
Finalità della valutazione del comportamento degli studenti

1. La valutazione del comportamento degli studenti di cui all’art. 2 del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, risponde alle seguenti prioritarie finalità:

-accertare i livelli di apprendimento e di consapevolezza raggiunti, con specifico riferimento alla cultura e ai valori della cittadinanza e della convivenza civile;

-verificare la capacità di rispettare il complesso delle disposizioni che disciplinano la vita di ciascuna istituzione scolastica;

-diffondere la consapevolezza dei diritti e dei doveri degli studenti all’interno della comunità scolastica, promuovendo comportamenti coerenti con il corretto esercizio dei propri diritti e al tempo stesso con il rispetto dei propri doveri, che corrispondono sempre al riconoscimento dei diritti e delle libertà degli altri;

-dare significato e valenza educativa anche al voto inferiore a 6/10.

2. La valutazione del comportamento non può mai essere utilizzata come strumento per condizionare o reprimere la libera espressione di opinioni, correttamente manifestata e non lesiva dell’altrui personalità, da parte degli studenti.

Articolo 2
Caratteristiche ed effetti della valutazione del comportamento

1. La valutazione del comportamento degli studenti nella scuola secondaria di primo grado e nella scuola secondaria di secondo grado è espressa in decimi.

2. La valutazione, espressa in sede di scrutinio intermedio e finale, si riferisce a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprende anche gli interventi e le attività di carattere educativo posti in essere al di fuori di essa. La valutazione in questione viene espressa collegialmente dal Consiglio di classe ai sensi della normativa vigente e, a partire dall’anno scolastico 2008-2009, concorre, unitamente alla valutazione degli apprendimenti, alla valutazione complessiva dello studente.

3. In attuazione di quanto disposto dall’art. 2 comma 3 del decreto legge 1 settembre 2008, n. 137, convertito dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169, la valutazione del comportamento inferiore alla sufficienza, ovvero a 6/10, riportata dallo studente in sede di scrutinio finale, comporta la non ammissione automatica dello stesso al successivo anno di corso o all’esame conclusivo del ciclo di studi.

4. La votazione insufficiente di cui al comma 3 del presente articolo può essere attribuita dal Consiglio di classe soltanto in presenza di comportamenti di particolare ed oggettiva gravità, secondo i criteri e le indicazioni di cui al successivo articolo 4.

Articolo 3
Criteri e modalità applicative della valutazione del comportamento

1. Ai fini della valutazione del comportamento dello studente, il Consiglio di classe tiene conto dell’insieme dei comportamenti posti in essere dallo stesso durante il corso dell’anno.

2. La valutazione espressa in sede di scrutinio intermedio o finale non può riferirsi ad un singolo episodio, ma deve scaturire da un giudizio complessivo di maturazione e di crescita civile e culturale dello studente in ordine all’intero anno scolastico. In particolare, tenuto conto della valenza formativa ed educativa cui deve rispondere l’attribuzione del voto sul comportamento, il Consiglio di classe tiene in debita evidenza e considerazione i progressi e i miglioramenti realizzati dallo studente nel corso dell’anno, in relazione alle finalità di cui all’articolo 1 del presente decreto.

Articolo 4
Criteri ed indicazioni per l’attribuzione di una votazione insufficiente

1. Premessa la scrupolosa osservanza di quanto previsto dall’articolo 3, la valutazione insufficiente del comportamento, soprattutto in sede di scrutinio finale, deve scaturire da un attento e meditato giudizio del Consiglio di classe, esclusivamente in presenza di comportamenti di particolare gravità riconducibili alle fattispecie per le quali lo Statuto delle studentesse e degli studenti – D.P.R. 249/1998, come modificato dal D.P.R. 235/2007 e chiarito dalla nota prot. 3602/PO del 31 luglio 2008 – nonché i regolamenti di istituto prevedano l’irrogazione di sanzioni disciplinari che comportino l’allontanamento temporaneo dello studente dalla comunità scolastica per periodi superiori a quindici giorni (art. 4, commi 9, 9 bis e 9 ter dello Statuto).

2. L’attribuzione di una votazione insufficiente, vale a dire al di sotto di 6/10, in sede di scrutinio finale, ferma restando l’autonomia della funzione docente anche in materia di valutazione del comportamento, presuppone che il Consiglio di classe abbia accertato che lo studente:

  1. nel corso dell’anno sia stato destinatario di almeno una delle sanzioni disciplinari di cui al comma precedente;
  2. successivamente alla irrogazione delle sanzioni di natura educativa e riparatoria previste dal sistema disciplinare, non abbia dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel suo percorso di crescita e di maturazione in ordine alle finalità educative di cui all’articolo 1 del presente Decreto.

3. Il particolare rilievo che una valutazione di insufficienza del comportamento assume nella carriera scolastica dell’allievo richiede che la valutazione stessa sia sempre adeguatamente motivata e verbalizzata in sede di effettuazione dei Consigli di classe sia ordinari che straordinari e soprattutto in sede di scrutinio intermedio e finale.

4. In considerazione del rilevante valore formativo di ogni valutazione scolastica e pertanto anche di quella relativa al comportamento, le scuole sono tenute a curare con particolare attenzione sia l’elaborazione del Patto educativo di corresponsabilità, sia l’informazione tempestiva e il coinvolgimento attivo delle famiglie in merito alla condotta dei propri figli.

Articolo 5
Autonomia scolastica

1. Ciascuna istituzione scolastica autonoma, nel rispetto dei principi e dei criteri di carattere generale previsti dal presente Decreto e dalla normativa vigente, può determinare, in sede di redazione del Piano dell’Offerta formativa, ulteriori criteri e iniziative finalizzate alla prevenzione, tenendo conto di quanto previsto dal Regolamento di istituto, dal Patto educativo di corresponsabilità e dalle specifiche esigenze della comunità scolastica e del territorio.

IL MINISTRO
Mariastella Gelmini

Le preoccupazioni dei giovani riguardo ad una eventuale bocciatura a causa di una condotta non del tutto irreprensibile risultano quindi infondate. Infatti, per avere una valutazione insufficiente, è necessario che lo studente sia responsabile di almeno un episodio di una gravità tale da richiedere la sospensione dalle attività didattiche per più di quindici giorni e che nel corso dell’anno scolastico non risponda col necessario ravvedimento ai richiami del Consiglio di Classe e della propria famiglia, che dev’essere tempestivamente e ufficialmente avvisata di ogni intemperanza di cui lo studente si renda responsabile. Nessuna preoccupazione, quindi, per gli alunni il cui  comportamento, sia pure un po’ vivace, non richieda sanzioni di particolare severità.

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19 Risposte to “Voto di condotta: le novità”

  1. romaguido said

    E’ di oggi la notizia che i genitori, laddove lo richiedano, potranno essere informati tramite sms delle assenze dei figli.

    Quanto al registro elettronico, grazie al quale le famiglie, opportunamente dotate di password, potranno seguire on line l’andamento scolastico dei figli, non si tratta di una novità; già in passato alcune scuole, pubbliche e private, hanno offerto questo servizio che, sebbene molto utile, non dovrà in alcun modo sostituire (lo ha ricordato la stessa Gelmini) gli incontri “in presenza” scuola-famiglia.

  2. oltre al fatto che il voto in condotta farà media… assurdo. E’ un altro tipo di valutazione è come dire che un giocatore di calcio viene valutato oltre ai goal, agli assist e alle presenze anche in base al fair-play. Se così fosse Maradona non sarebbe mai esistito e invece…

    I registri elettronici? Gli sms? Qui siamo al delirio. Ma se i genitori non vanno alle assemblee, non vanno ai colloqui e i figli riescono a falsificare per anni le giustificazioni e/o note che cavolo se ne fanno dell’sms? Poi lo puniscono con un messaggino? “La prof mi ha detto che hai preso 4. Fila in camera tua a studiare! Stasera non esci! E ricordati che lo faccio per te, perchè tvtb! :-/”…

    Vogliamo volare e non siamo in grado di camminare…

  3. romaguido said

    No, Alberto, su questo non posso darti ragione. Non è raro che i genitori, scoprendo in ritardo le reiterate assenze dei figli, chiedano di essere avvisati telefonicamente. Mi è capitato più di una volta di ricevere queste richieste, sopratutto da madri che non riescono a seguire figli troppo vivaci. La mia scuola, in verità, prevede l’avviso telefonico alle famiglie in caso di assenze reiterate, ma bisogna rilevare che servizi del genere, oltre che onerosi, risultano tuttavia talvolta inefficaci. Informatizzare il tutto, con messaggi che permettano ai genitori di intervenire con una certa tempestività, mi sembra un ottimo metodo per prevenire, o almeno bloccare sul nascere, certe situazioni che potrebbero, col tempo, diventare incresciose.

  4. Posso capire il tuo punto di vista, anche condividerlo volendo, ma non hai risposto alla mia obiezione quanto piuttosto hai dato voce ad un altro aspetto: quello del genitore che, una tantum, si trova di fronte ad una situazione simile. Ai genitori attenti non credo possa sfuggire una situazione incresciosa che quindi si crea dopo un comportamento al limite (assenza reiterata, eccessiva vivacità). Capisco che se per una “ragazzata” si possa bigiare scuola per una settimana, la scuola avvisa i genitori e da li parte un controllo. E’ anche vero che fatta una volta una cosa simile il genitore deve imporsi facendo in modo che non accada, che periodicamente vada agli incontri con gli insegnanti ecc…
    La mia obiezione stava appunto nel dire: se una fetta considerevole dei genitori non sa nemmeno che materie studia il figlio, cosa li avvisiamo a fare?

  5. romaguido said

    Se i genitori non s’interessano adeguatamente alla vita dei propri figli ciò non toglie che vadano comunque informati e rewsponsabilizzati. Dicevamo nell’altra discussione che i ragazzi sono cambiati; ebbene, ho avuto modo di constatare che purtroppo anche i genitori sono cambiati e, se continua ad esserci chi s’impone (sbagliando) sulla volontà dei figli, tanti, per contro, ne sono soggiogati al punto da difenderli a spada tratta anche quando il loro comportamento lascia davvero a desiderare. Io penso che la scuola non possa addossarsi l’onere di educare, insieme ai figli, anche i genitori, ma ritengo che utilizzare tutti i mezzi a disposizione per una collaborazione più fattiva con le famiglie sia un primo passo verso un’intesa più proficua e costruttiva.

  6. A costo di ripetermi, mi pare un cerotto su una diga crepata…

  7. cinzia donisotti said

    Sarà anche un cerotto ma meglio che niente..chiedo scusa se mi inserisco nella vostra conversazione!Solo con una proficua collaborazione scuola -famiglia forse riusciremo ad uscire da una situazione veramente da delirio..noi siamo sull’orlo di un collasso “nervoso” e le famiglie chiedono aiuto..i tempi sono cambiati e ahimè non in meglio..cerchiamo di lasciar fuori vecchie diatribe e di collaborare per un unico scopo: riportare la scuola ad un ruolo che le è ormai sfuggito. ..quello educativo e di sostegno di una società!

  8. intendiamoci: non vorrei che pensaste il contrario dal mio intervento. Credo che la scuola abbia un ruolo non centrale ma centralissimo nell’educazione. Studio tutt’ora per passione e, passati 20 anni, ricordo il nome della maestra Nadia (unica) della prima elementare e di tutti i prof a cui sono molto legato e a cui devo tutto. Ma se mi consentite oggi siamo un po’ al delirio…Ho due sorelle alle superiori nel centro di VErona (e non quindi in aree sperdute) e li la scuola fa schifo come strutture, come insegnanti e come genitori. CErto, in tutte le categorie ci sono le perle rare, ma oramai sono la minoranza. Gli stessi dirigenti scolastici latitano. E questo problema l’ho sentito riportato da molte famiglie che conosciamo e da molte scuole che bbiamo frequentato. Mia madre lavora per il comune di Verona e, della nostra circoscrizione, che piccola direi prprio non è, sa tutto di tutti (causa appunto il suo lavoro a cui pervengono lamentele ecc.) e giornalmente mi dice che è uno sfascio.
    Concordo sul riportare la scuola al ruolo che le è sfuggito, ma se il detto “aiutati che il ciel t’aiuta” è minimamente vero c’è poco da stare allegri.
    Non è perchè su questo blog ci sono docenti capaci e responsabili tutti lo sono, come ha detto giustamente qualcuno prima, ma è anche vero che sono quasi impossibilitati a battere i pugni.

    Piccolo esempio. Liceo Artistico di Verona. Da sempre rinomato, l’aula di Moda ha il pavimento in legno. Usano solventi infiammabili, le finestr hanno le sbarre e l’unica va di fuga è uno scalone di marmo interno alla scuola. Centinaia di ragazzi passano giornalemnte in quella classe. Li i professori dovrebbero battere i pugni: cosa facciamo, chiamiamo Striscia (oddiooddio) ogni volta per far muovere le cose? Sebra che sia l’unica “istituzione” che mette paura.

  9. romaguido said

    Ti ringrazio, Cinzia, del tuo intervento, ma io non sarei così pessimista. Il fatto che si stia cercando di trovare soluzioni atte ad arginare il bullismo e la devianza fa ben sperare, sebbene, come spesso avviene da qualche tempo a questa parte, si proceda per tentativi non sempre efficaci ed edificanti.
    I mezzi d’informazione annunciano che per il voto in condotta ci saranno delle modifiche, almeno da parte dei singoli istituti, che, in nome dell’autonomia scolastica, potranno dare un peso maggiore anche ai voti di condotta sufficienti ma non adeguatamente alti. Un mio dubbio, che qui non avevo ancora espresso, era proprio questo: in genere in questo ambito il sette è già abbastanza negativo e, nella mia esperienza, il sei è stato assegnato solo in casi di eccezionale gravità; dare quindi al voto di condotta lo stesso peso che nei comuni insegnamenti potrebbe corrispondere ad un esagerato garantismo. Mi auguro che ogni istituto riesca a regolamentare la materia in modo da esercitare una efficace azione educativa (talvolta, avallando le tue preoccupazioni, io parlo di azione “rieducativa”) e che la scuola recuperi il ruolo centrale che dovrebbe avere in ogni società civile.
    Io continuo a sperare e, come dicevo, il fatto che certi problemi, sia pure in maniera talvolta un po’ maldestra, vengano presi in considerazione è sintomo di un desiderio di cambiamento che sicuramente, prima o poi, darà i suoi risultati.
    Torna a trovarci: ci farà sempre piacere conoscere il tuo parere su questo e sui tanti temi della formazione in Italia.

  10. romaguido said

    Tu, Alberto, hai sollevato lo spinoso problema dell’edilizia scolastica, su cui non possiamo non concordare. Putroppo in Italia si tirano in ballo problemi noti da sempre solo in caso di disgrazie, si promettono interventi risolutivi, ma tutto si blocca nelle pastoie burocratiche e nel lavoro di commissioni interminabili incapaci di risolvere i problemi (le recenti frane in Calabria, a dieci anni dalla tragedia di Soverato, ne sono un chiaaro esempio).
    Tu parli di “Striscia”. Ebbene, la trasmissione non fa altro che esercitare il diritto proprio di ogni cittadino di pretendere chiarimenti, risposte, soluzioni e, se ottiene dei risultati, è solo per la caparbietà degli autori, che non demordono nel loro impegno.
    A questo punto sorge spontanea una considerazione: non ci sarebbe alcun bisogno di “Striscia” se ogni cittadino fosse consapevole del proprio potere e cercasse di esercitarlo attraverso un’azione collettiva, civile ma decisa. Purtroppo non è così, visto che i più preferiscono lamentarsi sterilmente. “Piove, governo ladro!”.

  11. Luca said

    Sul voto di condotta sono d’accordissimo nel metterlo a fare media. Anzi non basta: ragazzi non educati che pensano di poter fare a scuola ciò che vogliono, che possono permettersi di prendere in giro dei poveri docenti (e se leggete i miei interventi io non sono pro classe docenti) possono benissimo non stare a scuola. Ecco sono d’accordo sulla bocciatura per voto in condotta; se non si ha rispetto delle regole si può anche stare fuori dalla scuola.

  12. Secondo me che faccia media è aberrante. E’ un altro tipo di valutazione, non sulle conoscenze ma sul comportamento. Che si bocci per la condotta sono d’accordo. Puoi essere bravo quanto vuoi ma se non sai comportarti non “maturi”. Che faccia media no però: un ragazzo vivace o che viene beccato a saltare la scuola si prende un 8 in condotta, per esempio, ma ha una buona pagella non capisco come possa essere penalizzato (ricordiamo che il voto di maturità serve per essere ammessi in alcune università e che serve per la riduzione delle tasse, cosa al giorno d’oggi gradita).
    In più un errore commesso, che so, in terza superiore che venga pagato anche sulla media si ripercuote sui crediti che danno a fine anno (ci sono ancora i 20 crediti alla fine del triennio? mah) e quindi si paga un errore comesso in terza anche all’esame di maturità.
    Un’altra casistica è quella riguardante il classico somaro che si piglia 6 tirato per i capelli, con qualche debito magari, e un bel 10 in condotta: è giusto che la media si alzi?
    ad esempio:

    ita: 6 condotta:10
    mate:6
    storia:6 media voti: 6
    disegno:6 media con condotta: 6,4
    informatica:6
    inglese:6
    ed.fisica:6
    scienze:6
    elettronica:6

  13. ita: 6
    mate:6
    storia:6
    disegno:6
    informatica:6
    inglese:6
    ed.fisica:6
    scienze:6
    elettronica:6

    condotta:10

    media voti: 6
    media con condotta: 6,4

  14. romaguido said

    Alberto sappi che ogni scuola ha parametri diversi, così, mentre da voi l’8 in condotta ha un valore negativo, per noi è costituisce la valutazione per un comportamento corretto (buono, appunto).
    A volte abbiamo preso in considerazione il nove (per ragazzi particolermente rispettosi delle regole), ma lo abbiamo scartato ritenendolo addirittura discriminante.
    La tua osservazione, perciò, risulta molto nteressante ai fini di una valutazione che risulti la più obiettiva possibile, al di là delle interpretazioni, per così dire, geografiche.
    Comunque il tuo esempio, un po’ al limite, non sembra porre alcun problema; in genere per le borse di studio si prendono in considerazione le medie uguali o superiori ai 7/10, per cui il tuo ipotetico soggetto non dovrebbe trarre alcun vantaggio dalla sua condotta esemplare.

  15. infatti il mio era un discorso generale: siccome la norma è nazionale, forse è il caso di pensarci prima a ste cose ma non sarei io a doverci pensare e a tirare fuori qualche casistica che sballa il tutto.
    PS: il tuo esempio sul 7 in media non calza. funziona lo stesso se al posto dei 6 che ho messo prima ci metti dei 7… invece che la media del 7 ti viene del 7,3 e li rientri…

  16. PPS: e comunque non risponde alla mia obiezione iniziale che riporto:
    “E’ un altro tipo di valutazione è come dire che un giocatore di calcio viene valutato oltre ai goal, agli assist e alle presenze anche in base al fair-play. Se così fosse Maradona non sarebbe mai esistito e invece…”

  17. romaguido said

    Maradona forse avrebbe avuto un 6 in condotta ampiamente compensato dai 10 nelle altre discipline. Scusa, ma di calcio non capisco assolutamente niente, quindi non so se la mia valutazone sia del tutto azzeccata; la tua osservazione sul campione argentino riguardava il fair play in campo o nella vita? Se è la seconda, non mi pare che possa essere considerata ai fini di una valutazioned del tutto professionale. Forse sbaglio?
    <Ribadendo la necessità di una unificazione dei metodi di valutazione, mi sembra che la tua preoccupazione cozzi un po’ con quanto affermavi a proposito della inefficienza della famiglia sulla crescita dei ragazzi e sulla esigenza di una formazione più matura e consapevole. Ho l’impressione che, come avviene spesso nella scuola, stiamo ancora sperimentando; tuttavia il fatto che finalmente ci si ponga il problema mi sembra sognificativo ai fini di una volontà di cambiamento che cerchi soluzioni nuove e più efficaci.

  18. Luca said

    Ok Alberto, ora sono d’accordo con te. Posso anche non mettere la condotta in media con i voti scolastici, ma allora penso si possa bocciare al 5 e anche al 6 in condotta.
    Studentello ti piace fare il ganzetto e il maleducato a scuola? e allora ti boccio un anno, l’anno dopo continui e ti riboccio. vedi un pò tu.
    Anche se non vedo molti docenti motivati e anzi vedo una perdita generale di autorevolezza da parte dei docenti, la mancanza di rispetto non va tollerata.

  19. Luca, condivido appieno il tuo ultimo commento.

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