Tutor online qualificati

Il blog del gruppo Tutor Online Qualificati

Il successo degli SMS

Posted by Luca su 1 gennaio 2009

Ho letto un interessante articolo di Gabriele Romagnoli sul successo degli sms come strettamente connesso alla solitudine che caraterizza l’uomo nella società post-moderna.

Premesso che tutte queste distinzioni tra società pre-moderna, moderna e post-moderna non mi hanno mai convinto, l’articolo di Romagnoli è invece interessante.

Secondo l’autore l’sms, più dell’e-mail, “ha cambiato il mondo,devastandolo e e salvandolo, svelandocelo e lasciando uguale a prima”.

L’autore fa poi un elenco “semiserio” delle sette principali conseguenze connesse all’uso degli sms:

“1. Ha creato e distrutto la maggior parte delle relazioni sentimentali (o qualcosa che loro assomiglia) attualmente esistenti. Senza la possibilità del ricorso all’sms molti corteggiamenti non sarebbero iniziati. Non ne sarebbero seguiti matrimoni o matrimoni spezzati. Un sms scappa anche al più timido, anestetizza la reazione, non espone al ridicolo. Mal che vada, va a finire bene. E qualcosa comincia. O finisce, perchè la maggioranza dei tradimenti viene scoperta leggendo un sms altrui. Non ci vorrebbe molto a cancellare tutti quelli che si ricevono, ma è noto che la maggior parte delle azioni si compiono per renderle note e l’sms è non solo la comunicazione più veloce, ma anche la scorciatoia per la fine, il modo per farlo dire a chi non ne è capace. In definitiva, tra unioni che procaccia e altre che disfa, la somma algebrica resta zero.

2. Ha distrutto l’informazione creandone la forma più sintetica, esplosiva e ferale: il twitter, il figlio scemo del blog che già di suo non sempre era un genio. Centosessanta caratteri che vanno online e diventano notizia in tempo reale sono l’ultima frontiera, quella al confine del precipizio, dove nessuno più controlla niente, nessuno elabora niente, tutti sono autori e fruitori e nessuno ha il tempo e lo spazio per fare decentemente l’una o l’altra cosa.

3. Ha sdoganato la via brevis dell’ortografia. Per scritto X. Ch scritto K. Auguri alle maestre, che ci provino a correggere un bambino di 7 anni che scrive anke. Mosterà un sms del padre avvocato “Xhè nn 6 qui?” Tutte le rivoluzioni finiscono così: dai muri di Kossiga, allo schermo di AlbaKiara. Ogni tragedia degenera nel ridicolo che già conteneva.

4. Consente alle coppie vip che un tempo si lasciavano con un fax di risparmiare carta, riducendo la quantità di materia da reciclare.

5. Fornisce materiale pregiato alle intercettazioni. Digitando molto di più che parlando, il gap tra persone comuni e presunte personalità straordinarie si abbassa. In attesa della morte la nuova livella sociale è l’sms.

6. Permette di stabilire chi è la persona più popolare su un aereo. All’atterraggio, non appena i cellulari si riattivano, è quello dalla cui tasca parte il numero più alto di bip, accolti con fasulla irritazione e malcelata soddisfazione.

7. E’ il placebo alla incurabile solitudine della razza umana. Da Tblisi a Maputo, da Pechino a Rejkyavick per un anno, dovunque mi trovassi ho scattato immagini di persone sole, sedute sui gradini di una chiesa, nella hall deserta di un aeroporto, in una nicchia della notte, la schiena a un muro, a un bagaglio o a una quinta oscurità. Avevano lo sguardo fisso davanti a sé, un riflesso di luce azzurrina ne illuminava i volti, cercavano con l’impegno di ingannare il fantasma della desolazione, di respingere l’idea che nessuno fosse al loro fianco, nessuno in ascolto. E lo facevano scorrendo quell’ultimo patrimonio che è la rubrica, trovando infine un nome a cui lanciare l’invocazione sotto forma di comunicazione e scrivendo, come se fosse un sos, un sms”.

Annunci

32 Risposte to “Il successo degli SMS”

  1. Sì, spiritoso, però… però se parliamo sul serio io dissento e mi dissocio, nonostante una formazione umanistica e un’insana passione per il classico e le belle lettere. Si dice che in tutte le cose non è tanto quello che si fa ad avere una valenza piuttosto che un’altra, ma come si fa e perché.

    Pare che i maniaci esistano da quando esiste internet (voi non lo sapete, ma Jack lo Squartatore proveniva dal futuro, come la saponificatrice… ), che la comunicazione sia morta a causa di sms e abbreviazioni varie (e insieme ad essa la lingua italiana), che la gente sia sola perché il modem ha distrutto i rapporti sociali… Balle!

    Internet è un mezzo, i cellulari sono un mezzo, modem e router strumenti che permettono ad alcuni mezzi di funzionare: poi, tutto dipende da chi c’è dietro, da chi questi strumenti li usa, come, perché. Io personalmente, amante della lingua italiana e attenta alla comunicazione verbale, paraverbale e non verbale, alla semantica e quant’altro, adoro internet, e adoro tutto quello che rende la comunicazione più veloce ed efficiente.

    Non hai modo di guardare una persona in faccia? Perché, quando l’hai guardata, che ti cambia? E poi, pare che a comunicare via internet siano solo sconosciuti!

    Mio fratello, a Londra, ha ridotto a zero la nostalgia e il senso di lontananza dalla famiglia grazie a internet, comunichiamo in tempo reale ed è sempre informato su quello che succede a casa, il che ha permesso ai nostri rapporti di non esaurirsi nel tempo e nello spazio.

    Gi sms vengono scritti in un linguaggio osceno? Osceno se si adotta in un contesto diverso, ma per gli sms è perfetto, ed è un bene imparare a comunicare in codice e con ogni altro mezzo alternativo; abbiamo la stenografia, il linguaggio morse, il braille: che problema c’è se io in un sms scrivo xké? Purché io sappia scrivere perché.

    Perché quello che ha ucciso la comunicazione è l’egoismo, la mancanza di valori, forse l’eccesso di benessere, il consumismo sfrenato che ci porta alla rottamazione persino delle persone che non rispondono più alle nostre esigenze: pare più facile cambiare partner che cercare di risolvere la situazione con l’attuale e trovare una soluzione ai problemi, e i figli si portano dallo psicologo, piuttosto che al parco giochi o piuttosto che sedersi accanto a loro a parlare (ed ascoltare… ).

    La comunicazione l’ha uccisa l’arroganza. L’hanno uccisa, e questo non certo adesso, mentalità e pregiudizi. La lingua italiana l’ha uccisa la scuola, che da tempo è venuta meno al suo ruolo e sforna asini a perpietà: perché se uno arriva all’esame di maturità classica e non sa distinguere “cui” da “qui” (e ciononostante si prende la sua bella licenza) la colpa non è di internet, non è degli sms, ma della scuola; che siano insegnanti superficiali o a loro volta ignoranti, o peggio ancora, minacciati dagli alunni in caso di mancata promozione e lasciati senza difesa, che siano i dirigenti scolastici, che per tornaconto economico devono attirare il maggior numero di alunni, e per far questo ricorrono al miraggio di una facile promozione, che sia lo stesso governo che vuol fra mostra di aver diffuso l’istruzione e aumentato il livello di cultura media dell’italiano…insomma, di tutti è la colpa, fuorché di internet, sms e affini.

    *** Ciò detto, buon anno… ***

  2. romaguido said

    …che siano o genitori che non hanno insegnato ai figli l’amore per la cultura, i libri, l’impegno, che siano i genitori che preferiscono mettere i figli davanti alla TV o dargli la play station, o regalargli l’ultimo i-phone, pur di non averli tra i piedi, dimenticando che bisogna imparare a conquistare la più piccola cosa per sapere poi raggiungere le grandi cose, che siano…
    Beh, continuate voi, vediamo chi arriva prima a “tutto il cucuzzaro”!

  3. Luca said

    Ciao Lady,
    lo vedo che ami la lingua italiana e scrivi bene, bello l’inizio dissento e mi dissocio, manca un’altra azione con d, boh non mi viene per fare una lista di 3.
    Cmq è strano il successo di un prodotto/servizio quale gli sms. Quando furono inventanti nel lontano 1992 si pensava a un servizio rivolto al pubblico dei non udenti, non si pensava avessero questo successo planetario. Ma attenzione gli sms sono pericolosi, cioè siamo noi che a volte li usiamo male: anche a me è successo di mandare di mandare un sms a una persona anzichè al legittimo destinatario, facendo diciamo anche “casino”.

  4. @romaguido: beh, non sono d’accordo. Io sono la prima a puntare il dito contro i genitori, sono la prima a prendersela con questo concetto moderno di famiglia “a termine”, che si sfascia lasciando i figli spesso abbandonati a se stessi perché entrambi i coniugi (o partners) hanno fretta di rifarsi una vita, senza considerare la responsabilità che si sono assunti mettendo al mondo un figlio e quanto il figlio abbia bisogno di loro: questo, però, è un altro discorso. Oggi una madre è spesso costretta a lavorare, vi assicuro che trovare una baby sitter valida e fidata (non dimentichiamo che alla baby sitter si affidano figli e chiavi di casa) non è la cosa più immediata del mondo, e qualunque sia la soluzione adottata il ricorso al telefonino per potergli stare in qualche modo vicino, o alla televisione mentre magari si lavano e si stirano carichi di panni, non sono un reato per cui mettere al muro una povera madre (considerate che il mio ricorso alla tv è zero, quindi non parlo per esperienza personale).

    Che c’entrano i genitori con il linguaggio degli sms? Che c’entrano con una scuola che li promuove abbenché analfabeti? Quanti li tolgono dalla scuola pubblica e li mettono alla scuola privata nel tentativo di garantire loro un’istruzione migliore, (e/ma non tutti se lo possono permettere)? Anche qui, io ho insistito con la scuola pubblica e quindi non ho fatto questa scelta, ma vi assicuro che per poco non ne sono uscita strascornata http://donnaemadre.wordpress.com/2008/02/08/hasta-la-victoria-siempre/ , pur avendo smosso mari e monti, e comunque hanno dato la licenza media anche a chi non sapeva neanche le tabelline e a chi sapeva scrivere (in modo sgrammaticato) solo in stampatello.

    Forse ci sono dei genitori che trasmettono ai figli valori sbagliati, questo è indubbio: avere anziché essere, non esporsi, barcamenarsi, tirare l’acqua al proprio mulino, non farsi mettere in mezzo, non immischiarsi per difendere gli altri, non testimoniare, non denunciare… sì, forse è di questo che stiamo pagando il conto.

    *** Tutta l’Italia sta pagando il conto ***

    @luca: dissento, dissocio, disapprovo, e declino ogni responsabilità derivante dall’improprio uso di sms! 😆

  5. romaguido said

    Lady, per intere settimane abbiamo tenuto su questo blog e su altri lunghe discussioni sulla scuola e su quello che si dovrebbe fare per riformarla a dovere. Non mi va, quindi, di ripetere quanto già detto a suo tempo.
    Certo è che la prima educazione viene dalla famiglia e che i docenti si trovano a dover fare i salti mortali per compensare quanto viene spesso a mancare ai giovani d’oggi tanto da parte della famiglia che dalla società in genere.
    E anche qui non si può generalizzare, ogni caso è un caso a sè.
    Certo è che gli sms hanno portato da una parte a comunicare di più, e questo è positivo, dall’altra ad un linguaggio smozzicato, privo di punteggiatura, a volte difficile da comprendere per chi non è avvezzo a questo tipo di comunicazione.

  6. arthur said

    Mannaggia, anch’io “ dissento, dissocio, disapprovo, e declino ogni responsabilità derivante dall’improprio uso di sms” però, come sono comodi!!!

    Condivido in pieno l’analisi fatta da Lady, tranne che nella parte che riguarda i genitori, perché in qualche modo li ritengo responsabili di aver “lasciato correre” sui valori, sul rispetto che non deve mai venire meno.

    Ecco che allora si fa uso di sms senza tener conto che certe cose debbono essere affrontate prendendosi le proprie responsabilità… e mi domando e dico, come si fa a troncare un rapporto affidando tutto ad un sms?

    Ma qui forse bisogna aprire un altro capitolo, l’uso, anzi, l’abuso che ognuno si sente in diritto di fare nei confronti dell’altro, dove rispetto, considerazione, sono soltanto parole e nulla più.

  7. Arthur, scusa, forse non mi sono espressa in maniera chiara: io i genitori che non trasmettono valori ai figli li condanno eccome, come condanno quelli che non appoggiano gli insegnanti nel loro compito e, dando ragione ai propri figli a prescindere (cosa che io non ho mai fatto, anzi… )li fanno crescere come selvaggi. Se ho fatto pensare una cosa del genere correggo il tiro.

  8. Torno a bomba: mi dispiace non aver seguito tutta la discussione avvenuta su questo blog sulla riforma della scuola, ma non penso che ciò avrebbe aggiunto a quanto espresso ovunque. Io appoggio gli insegnanti che tengono fede alla propria missione, e penso che mi farei trasferire mille volte, m farei bruciare la macchina e quant’altro, ma mai e poi mai promuoverei un asino e teppista. Non mi sono mai fatta intimidire da niente e da nessuno, non credo che comincerei a farlo se insegnassi nella scuola pubblica. Non mi piacciono gli insegnanti che hanno paura dei propri alunni, anche quando hanno ragione ad averla e vengono lasciati soli dalla società intera: l’insegnante è un educatore, non posso accettare che dia il cattivo esempio, quello di pecorone abbozzone perché “tiene famiglia” e perché “per poco più di mille euro al mese perché mai dovrebbe”.

    Questi insegnanti devono trasmettere ai nostri figli i valori della nostra storia, piena anche di atti eroici e generosi, pregni dell’opera di idealisti che ci hanno reso liberi, e ci hanno donato a costo della propria vita una democrazia che stiamo profanando. Non mi piace l’insegnante abbozzone, non mi piace: ci sono professioni, quale il medico, il prete, l’insegnante, l’assistente sociale e similari, dalle quali ci si aspetta di più, si pretende di più. Se sei un vile, non sporchi la memoria di Salvo d’Acquisto pretendendo di insegnarne la storia ai nostri figli.

    *** Bene, il vespaio del 2009 è sollevato… ***

  9. Luca said

    Lady che brava la frase è completa.
    Bella la metafora dell’insegnante pecorone che abbbassa le orecchie modello coker e fa finta di non vedere cosa succede in classe. Succede così perchè l’insegnante non ha alcuna legittimazione sociale in Italia, se succede qualcune problema in classe ne risponde più lui che i suoi teppistelli di studenti. Del fatto che i genitori odierni hanno perso il ruolo che avevano nella società passata ho parlato in un precedente post, ma è così insegnanti mi dicono che si trovano quasi a dover litigare con i genitori se dicono loro che il loro figlioletto in classe è un teppista. Non a caso qualche anno fa è nato un sito che ha avuto un successo tremendo 7 in condotta dove gli studenti fotografano e mandano le note disciplinari che ricevono a scuola; per non parlare dei video che gli studenti carivano su YouTube.
    Io uso gli sms e mi ritrovo in alcuni dei punti del giornalista, a volte gli sms sono un antitodo alla solitudine, a volte sono comodi, a volte li mandi perchè non sai cosa fare. Sono meno impegnativi di una telefonata e raggiungono l’obiettivo, salvo disastri di invio.
    Certo Arthur ha ragione nel dire che troncare un rapporto difficile con un sms non va bene, non è etico, ti farà apparire un bastardo dalla persona che lo riceve, ma stavo pensando che è anche liberatorio, scrivi e mandi il messaggio. Recentemente questa del messaggio per liberarsi dell’altra persona è stata ripresa dalla Litizzetto per la pubblicità dei cellulari tre, li lei consegnava all’altro l’intero telefono, ma quella è pubblicità.

  10. Beh, quando non c’erano gli sms magari ti lasciavano un messaggio in segreteria telefonica, facendo bene attenzione a telefonare in un orario in cui erano sicuri di non trovarti.

    Prima ancora te lo facevano dire da un amico, e il tutto sempre ammesso che avessero il coraggio e la cortesia di comunicartelo, sia pure in maniera ignobile: se uno è bastardo è bastardo, e ance in questo caso, l’esistenza degli sms c’entra poco.

    *** magari nell’antichità mandavano il messaggero a cavallo… ***

  11. romaguido said

    @ Arthur
    Concordo con quanto dici a proposito della correttezza, sincerità, linearità nelle relazioni interpersonali, che in fondo sono lo specchio della considerazione e del rispetto che ognuno ha, innanzitutto, verso se stesso.
    Ancora una volta bisogna dire che l’sms è neutro: un suo uso poco edificante è da addebitare all’uomo, non già al mezzo.

    @ Lady Ginevra

    L’insegnante abbozzone ci sarà pure, così come abbozzano talvolta alcune persone delle categorie da te citate (è il caso di ricordare Don Abbondio?), ma non è davvero giusto generalizzare; ti dicevo che in genere si fanno i salti mortali: lo si fa per amore del proprio lavoro, non di certo per l’entità del proprio stipendio. Non sono pochi gli insegnanti che hanno scelto la scuola pur potendo svolgere professioni molto meglio remunerate e questi non si fermano certo di fronte a qualche moccioso sfrontato che lasci intravvedere tendenze delinquenziali.
    Bella la citazione di Salvo D’Acquisto, ma credimi, nella maggior parte dei docenti certi valori sono talmente radicati che per loro fare il proprio dovere è assolutamente naturale, connaturato direi, senza che per questo pensino di fare onore alla nutrita serie di eroi protagonisti della nostra storia; purtuttavia, non hanno assolutamente, almeno c’è da augurarselo, alcuna intenzione di saltare agli onori della cronaca (o della storia) lasciandosi martirizzare.

  12. Luca said

    Ciao Lady,
    mentre tu scrivevi questo post, stavo leggendo due tuoi articoli: gli italiani branco di pecore e il racconto dell’anno scolastico di tua figlia con la tue bulle super cattive.
    Ecco sul primo articolo ho scritto diverse volte la stessa cosa in questo blog, sul secondo già sapevo di bullismo al femminile x fatti simili sono accaduti anche qua in Umbria, gruppi di ragazzine che si riuniscono e “bulleggiano” di qua e di la.
    Cmq a me la donna bullo mi è sempre piaciuta.

  13. Luca said

    Rosamaria, Arthur e Lady ho letto i vostri commenti, avete trattato molti dei punti dell’articolo ma mi sembra rimanga fuori il punto 7.
    Il successo degli sms si spiega con la solitudine che caratterizza la nostra società?

  14. Indubbiamente alcuni usano l’sms, la chat, messenger etc come placebo per sentire di meno la solitudine: comunicazione vuota e superficiale, che però possono fingere con se stessi essere comunque comunicazione.

    Tutto questo mi fa venire in mente Tom Hanks in Cast Away, che parla con la palla mi sembra da baseball.

    *** E’ sempre il solito sistema di “darsi un tono”, “raccontarsela” e naturalmente crederci… ***

  15. romaguido said

    “comunicazione vuota e superficiale”:
    tutto dipende dagli argomenti e dagli interlocutori. Certo è difficile che si possa approfondire un argomento con gli sms, così come con le cartoline e i biglietti ormai di vecchia memoria.

    Probabilmente c’è un certo horror vacui in questa società così frenetica; sembra che bisogni essere sempre impegnati in quakcosa, come se si avesse paura di fermarsi a pensare, ma non mi sembra che gli sms possano essere considerati un antidoto alla solitudine: troppo brevi, troppo puntuali, comunque asincroni per poter riempire un vuoto, sempre che ci sia.

  16. Luca said

    Ah ah ah Lady, la citazione era buona e anche l’esempio: l’isola deserta, la solitudine e la necessità di trovare un sostituto umano….. ma la palla era da football americano non da baseball

  17. E infatti ho detto mi pare… avrei potuto “googolare” un po’, ma se voi sapeste in che condizioni scrivo!

  18. Luca said

    che frase che mette curiosità, già so che non guardi la televisione, che sei un’esperta di scienze fiction (di fantascienza) non avevo colto il riferimento a Jack lo squartartore come proveniente dal futuro (forse per un’anomalia spazio temporale?) che hai una figlia che ha finito la scuola media e ora fa il liceo, nel messaggio di inizio anno hai dettdi essere a posto anche con il peso/forma e di essere contenta e soddisfatta e quindi…………in che condizione vivi?

  19. No no, il peso forma è un’irraggiungibile utopia…

    *** Poi, certo, dipende dal proprio concetto di forma… 😆 ***

  20. Elle said

    Arrivo tardi, l’argomento mi sembra sia stato sviscerato a dovere e non c’è molto da aggiungere.
    Posso solo dire che senz’altro gli sms sono una comodità, uno dei tanti livelli di comunicazione che oggi abbiamo a disposizione.
    Personalmente li uso solo quando non ho tempo per una telefonata o sono fuori postazione per scrivere una mail, tuttavia non credo siano il surrogato di niente.
    Sono comodi, veloci ed efficaci, ma questo riguarda solo la forma.
    Per quanto riguarda la sostanza, non uso abbreviazioni (non mi piacciono), spesso i miei sms sono lunghi, se devo esprimere un concetto mi piace che sia composto di tutte le parole che servono, che mi servono, in quel momento.
    Ma come la mail, come il telefono, come tutto il resto sono un mezzo, uno strumento. Sta sempre a noi il “modo”.

  21. Luca said

    Si hai ragione.
    Ora un sondaggio: quanti sms spedite in un giorno? Io penso di stare sui 12-15 di media.

  22. Luca said

    A proposito della lingua italiana nella comunicazione già Manzoni faceva notare che “le parole sono bisbetiche, talvolta si fanno più ritrose e intrattabili delle cose, anche se il linguaggio è stato lavoratato dagli uomini per intendersi tra loro, non per ingannarsi a vicenda”.
    Se ci pensiamo il linguaggio che gli adolescenti usano nella comunicazione sms e nella comunicazione in genere è un linguaggio settoriale, tecnico, quasi specialistico e difficilmente comprensibile da parte di adulti che non siano in contatto con il mondo degli adolescenti.

  23. Luca said

    Ciao Lady è questo il mio articolo sugli italiani branco di pecore

    https://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/11/02/faccia-da-facebook-e-vero-siamo-un-mondo-di-pecore/

    Elle
    anche a me le abbreviazioni inizialmente non piacevano ma ora mi sono contagiato nello scrivere adolescenzialemnte (eccco tipo quel cantante di Zelig Checco)

  24. pensieri che mi rappresentano!
    da una parte sono contro agli sms, troppo spesso ci si racconta la vita, si danno motivazioni o giustificazioni importanti nello spazio di 1000 lettere,
    non esiste più il ti chiamo e ti spiego…la parola parlata stà perdendo di valore!
    sono a favore solo per i semplici “stò arrivando”, il resto lo si dice dopo.
    Il mondo stà cambiando, e purtroppo noi ci adeguiamo troppo facilmente.

  25. Luca said

    Ciao Irish,
    ho visitato il tuo blog trovandolo molto interessante dal punto di vista dei contenuti e bellissimo dal punto di vista estetico e della grafica. Si anche la foto delle noci accompagna benissimo la ricetta che spieghi.
    Hai ragione sulla parola parlata che perde di valore, per quando gli sms da molti non sono visti come parola scritta ma come parola parlata scritta (ogni autore usa una sua categoria, tipo l’oralità secondaria e cose del genere). A me effettivamente risultano comodi.

  26. Elle said

    @Luca: no, io non riesco ad adeguarmi alle abbreviazioni, al massimo mi concedo un “x” al posto di “per” ma non di più, mi viene l’orticaria! 🙂
    Sarà che amo troppo la parola scritta per potermi adeguare, se fosse per me tornerei a “penna e calamaio” (e tu Irish lo sai ne abbiamo discusso su un tuo vecchio post), alle lettere che puoi stringere tra le mani, anzichè riversare pensieri e parole su un freddo schermo che mi rimanda negli occhi questa luce azzurrognola.
    Però gli sms sono comodi e come ogni comodità che si apprezzi, poi farne a meno non è facile.
    Sulla parola che rischia di perdere valore…uhm non so, non credo si corra questo rischio finchè non si fa dell’sms *l’unico* ed *esclusivo* mezzo di comunicazione.
    Ma se lo si usa, integrandolo e non sostituendolo a tutto il resto, penso che il rischio di far morire la parola, sia scongiurato.

  27. Torniamo sempre alo stesso punto: la parola, scritta, parlata, abbreviata, cantata, messaggiata, esprime sempre il pensiero di chi c’è dietro e quindi…

    se chi c’è dietro pensa, il pericolo è comunque scongiurato, se invece è una zucca vuota…

    *** meglio che abbrevi, così leggiamo meno fesserie! ***

  28. Luca said

    eh si Lady, poi se abbrevia così bene come molti adolescenti anche io faccio fatica a capire cosa mi dice.

  29. Il che potrebbe non essere un male, credimi!

    Quante volte far finta di non aver capito mi ha cavato d’impaccio!

  30. Luca said

    si, dimmi dimmi………… aneddoto

  31. tutti osé… non raccontabili su un blog… 😳

  32. Luca said

    umh…..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: