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“Ecco a cosa servono (anche) i social media”

Posted by romaguido su 28 dicembre 2008

“Dal cazzeggio il talento emerge comunque e può anche succedere che qualcuno lo noti”.

da Nicoletta Costantini un punto a favore dei social network.

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8 Risposte to ““Ecco a cosa servono (anche) i social media””

  1. Luca said

    ciao Rosamaria,
    bella la tua trovata, essere blogger professionisti e essere pagati per navigare, scoprire e esplorare tendenze e opportunità della Rete.
    Certo che mi piacerebbe.

  2. romaguido said

    Certo, Luca,il mondo è pieno di opportunità: basta saperle cogliere! Come sai bene, io sono per sperimentare (ma senza crederci troppo) le possibilità più allettanti offerte dalla tecnologia, dal web, dal mondo del lavoro e della cultura; quanto a te, penso che, se ti offrisero di occuparti a pagamento di un blog a “tiratura” internazionale, rinunceresti immediatamente a causa di gravosi incarichi nell’ambito del tuo ente . Dai, cnfessa che sei come l’Arma: “fedele nei secoli”, costi quel che costi!

  3. Luca said

    Ohi Rosamaria, mi sa che non ci hai capito molto. Proprio no, ma sono buono siamo ancora in clima di feste. Ma ora preparatevi a un articolo che scrivo su questo finto buonismo natalizio.

  4. Elle said

    L’arte del non prendersi sul serio a volte salva, altre volte forse penalizza un po’.
    Pensare che dal cazzeggio possa nascere un’opportunità seria è allettante, anch’io sono a favore dello “sperimentare”, quindi…cosa aspettiamo, sperimentiamo?
    Non so cosa nè come…ma era così, tanto per partecipare 🙂 e perchè sono anche una dai facili entusiami!
    Sarò strana? Evvabbè era un pretesto per augurarvi buona serata!

    @Luca: poi passo con la dovuta calma sul tuo articolo post-natalizio.

  5. romaguido said

    Grazie, Elle,
    naturalmente buona serata anche a te.
    L’articolo cui mi riferivo nel mio post parla di una blogger internazionale che ha avuto un “ingaggio” per continuare, a pagamento, il suo lavoro e Luca mi diceva che gli piacerebbe ricevere una proposta del genere.
    Nel rispondergli, alludevo al fatto che Luca suole anteporre il suo lavoro a qualsiasi altra attività, sia pure interessante, gli si presenti. Il mio voleva essere, in fondo, solo un complimento; d’accordo, il tono era un po’ canzonatorio, ma l’intenzione era quella.
    Infine, la “sperimentazione” riguarda le infinite possibilità della rete, progetti alternativi di lavoro e… chi più ne ha, più ne metta. Io in genere cerco di provare tutto quello che mi capita e che m’incuriosisce (con tutti i vantaggi e gli svantaggi che ne derivano), Luca, essendo più organizzato di me, pondera tutto e, ma questa è solo una mia impressione, e… finisce per privilegiare il lavoro che già svolge.
    Grazie, Elle, di nuovo buona serata.

  6. Luca said

    Ciao Elle, ok oggi non lavoro quindi ora vado in palestra, dopo torno e vedo di leggere i tuoi commenti.
    Comunque riflettendoci ho capito il mio percorso post natalizio: ho iniziato con il commentare il film Vacanze di Natale, ho messo poi lo spezzone sugli auguri di natale alluncinanti del film sui marines, e ho concluso con il pezzo sulla povera vecchia barbona di Roma. A volte utilizziamo parole neutre non diciamo barbona, ma nuovo povero, o persona in condizione di indigenza, non diciamo handicappato ma portatore di handicap o con Canevaro persona diversamente abile, ma spesso le parole sono solo dei comodi alibi alla nostra coscienza.

  7. Luca said

    Cmq Rosamaria ho capito cosa dicevi e non mi sono contrariato. Ma ora ci ho pensato su e il pezzo sulla condizione delle povere vecchie di Roma ha chiuso il cerchio a un mio modo di rappresentare il Natale diverso da quello dei filmetti con i babbo natale che da giorni imperversano su tutte le televisioni.

  8. romaguido said

    Luca, “nuovi poveri” non è un eufemismo,
    ma una espressione che ha almeno vent’anni e che sta ad indicare quel target di persone perfettamente inserite in società (quindi non ai margini come i barboni) che per improvvisi cambiamenti, spesso di carattere socio-economico, si trova a dover fare i conti con una budget all’improvviso troppo ridotto per continuare a mantenere un tenore di vita medio. In pratica si tratta di persone che continuano a fare i salti mortali per cercare di restare a galla, mantenendp un certo decoro che è richiesto dalla loro precedente posizione sociale. I pensionati,i precari, gli impiegati che all’improvviso vedono crollare il potere d’acquisto dei loro stipendi rientrano in questa categoria.
    In poche parole si tratta non di poveri “canonici”, non di barboni veri e propri, ma di gente che tende, per una serie di motivi, a mascherare la propria, del tutto nuova, condizione di indigenza.
    Non a caso facevo riferimento al video pubblicato da Caterina Policaro su facebook. Te ne metto il link, sperando che possa essere visto anche da chi non è iscritto al social network che ti sta tanto a cuore.
    @Caterina:
    trovi tu il metodo per renderlo visibile a tutti?
    Buona giornata!
    P.S. Posso mettermei un tale augurio o devo piangere a vita sulle sorti dei vecchi e nuovi poveri?
    Scherzo, naturalmente! Mi fa piacere scoprire in te un animo tanto sensibile da farti pensare ai più sfortunati anche nel clima festaiolo del Natale e mi auguro che nel nuovo anno la consapevolezza di essere un privilegiato, rispetto a tanti tuoi coetanei, ti renda pienamente soddisfatto dei traguardi sin qui raggiunti. Tuttavia, mi permetto di continuare ad augurarti “Ad maiora, Luca!“.

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