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Blog vs. social network

Posted by romaguido su 16 dicembre 2008

Chi preannuncia la morte del blog probabilmente dovrà ricredersi, così come chi odia i social network. Come tutti i mezzi offerti dalle tecnologie queste due forme di espressione hanno visto, o stanno vedendo, una fase di crescita, che nel tempo troverà un suo ridimensionamento, subito seguito da un assestamento (v. G. Lotito nelle ns. discussioni sull’argomento).

Oggi, per esempio, lo diceva Luca in un suo post,  molti blog, dopo qualche tempo, tendono a chiudere, questo potrebbe succedere sia a causa di un certo disinteresse da parte dei lettori, sia per scarsa applicazione da parte dello stesso blogger. E non c’è dubbio che in questo fenomeno i social network abbiano un ruolo non trascurabile.  La nuova moda, infatti, tende a spostare gli utenti da una forma più ordinata, organizzata, spesso monotematica o comunque con un preciso indirizzo editoriale, qual è il blog, ad una più vivace, attiva, immediata, duttile, qual è il social network con le sue infinite possibilità. E qui stanno le gioie e i dolori di tutto.

Spesso, infatti, si è portati a sperimentare prima ancora di aver ben capito le diverse implicazioni delle nuove funzioni, prima di aver realizzato quali potrebbero essere le conseguenze di un’azione che, se a prima vista può sembrare innoocua, spiritosa, addirittura geniale, col tempo potrebbe rivelarsi raccapricciante (v. video).

La fase attuale tuttavia registra un notevole incremento degli utenti dei social network, sopratutto da parte di un target giovane, costituito sopratutto da nativi dal muktitasking “selvaggio”, ma bisogna rilevare che anche  i migranti, per lo meno quelli più curiosi e aperti alle novità, ne sono stati immediatamente contagiati.

Ora, è’ indubbio che alla sperimentazione seguirà lo stadio di assestamento, durante il quale ognuno tenderà a scegliere le funzionalità più consone alle proprie esigenze ed ai propri gusti e che su quelle si assesterà; ne seguirà il ridimensionamento del servizio, che tuttavia, c’è da giurarlo, sarà comunque tra i prescelti dagli internauti.

Tutto questo porterà alla progressiva morte del blog, come preconizzano le vignette di Paul Bradshaw, che rappresentando i cinque stadi della vita di un blog (nascita, feedback, community, successo, morte)  ne dà per scontato il fallimento?

ciclo-del-blog

Rielaborazione grafica di R. Guido

No, se si considera che, anche in questo caso, non è l’autoreferenzialità a dare garanzie, ma la qualità e la costanza negli aggiornamenti.  La selezione naturale dei blog vedrà quindi resistere quelli più curati, più interessanti, dai contenuti di maggior valore, insomma tutti quelli che faranno registrare la preparazione e l’impegno degli autori.

Così non c’è dubbio che i social network  in un futuro non tanto lontano,  tenderanno a dettare legge, indicando la via  da seguire; ma c’è da giurare  che,  passata l’ondata di curiosità e attenzione maniacale per la novità, si troverà quanto prima il punto d’equilibrio che faccia coesistere, rendendole  complementari,  le due forme di espressione.

Ed ora, dal Festival della Creatività 2008, eccovi il parere di due esperti, Luca Conti e Antonio Dini:

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15 Risposte to “Blog vs. social network”

  1. Elle said

    Premetto che non conosco i social network se non attraverso l’edulcorata rappresentazione che in questi ultimi tempi si respira tra articoli di stampa e televisione.
    La moda del momento sembra essere Feìssbùk…ops pardon…Facebook, tuttavia seppur invitata ad entrare in questa community non l’ho ancora fatto.
    Non mi spinge nessuna curiosità e mancando il motore, la mano resta ferma a scrivere sul blog che ormai conduco da oltre un anno.

    A costo di sembrare una “a-social” (network), impopolare ed anacronistica, io davvero non riesco a trovare attrattive in quel tipo di aggregazione, non riesco a sentirmi una nullità solo perchè non ho un profilo su Facebook o Twitter o similari.
    Ho letto che c’è gente che ha ritrovato vecchi compagni di scuola su Facebook…ma perchè? il buon vecchio telefono non è più valido? o meglio ancora la lettera? quella scritta con carta e penna, non parlo nemmeno di e-mail!
    Certo bisogna accorciare le distanze, evitare i “tempi morti”, oggi si lavora multitasking, dobbiamo essere sempre reperibili e rintracciabili per poter garantire massima efficenza!

    Spero sia davvero solo la moda del momento che cattura i più giovani, quelli dal facile entusiasmo. Non che io sia vecchia e poco entusiasta, anzi…forse è solo questione di indole.
    Personalmente sono più incline verso altre forme (secondo me più complete) di comunicazione, poi de gustibus…

    Però ad onor del vero ho anche conosciuto qualcuno che ha espresso la sua arte (in questo caso figurativa) facendo mostre fotografiche attraverso Second Life, con eccellenti risultati.
    Quindi come sempre, la ragione sta nel mezzo.
    Alla fine sono tutti canali, mezzi. Sta a noi trovare quello che si adatta meglio alla nostra pelle e farne un uso intelligente.
    Lo strumento al servizio della persona, non viceversa.

  2. romaguido said

    Brava, Elle, condivido. Il giusto mezzo sta nella discrezione, nella riservatezza, nel buongusto.
    Spesso nei social network ci si lascia prendere la mano, con conesguenti, rovinose cadute di stile. Leggendo il tuo blog, su cui capito spesso e volentieri, ho avuto occasione di apprezzarne lo stile pacato, colto, elegante e so bene che non corre questi rischi. Grazie per il tuo commento che, come al solito, risulta essere molto garbato.

  3. Pur restando al limite della discussione, mi chiedo se la risposta al tuo interrogativo sulla vita dei blog, contrapposta ai social network, non stia nel girare la domanda sul perchè si legge un blog, e non tanto del perchè lo si apre (argomento già trattato in qualche post fa). Perchè un blog apparentemente può vivere anche se non ci sono lettori anche se mi è difficile pensare che possa essere così facile metterlo in pratica. Tanto varrebbe scrivere su un diario tenuto in un casseto di casa. Il blog, oltre che tracciare un personale percorso, penso abbia un’intenzione più o meno marcata, che è quella di mandare un messaggio, che può spaziare da tematiche ambientali, sociali, ecc, fino ad arrivare ad una sottile richiesta d’aiuto di un singolo!.
    E penso che questo aspetto non può essere così marcato nei social network, dove invece si vuol ricreare una sorte di “ritrovo da bar”, non in senso dispregiativo s’intende, ma in senso colloquiale diretto, con botta e risposta immediata. Come in un bar c’è un forte rumore di sottofondo ed entrano prepotentemente dinamiche personali che oltre di amicizia coinvolgono aspetti di visibilità, di invidia, ed altri aspetti tipici di una dinamica di gruppo.
    Il blog, o taluni di questi, ritengo possano essere discreti e con meno rumore di sottofondo, che se comparati all’ambiente di un bar, diventano un salottino riservato in cui puoi parlare a voce bassa, lasciare scritto una lettera sul tavolo che il prossimo che arriva potrà anche leggerla e pensarci un pò su. Se non sarà interessato potrà sempre richiuderla fino al successivo avventore.
    Concludendo questo breve accenno, ritengo che blog e social network possano convivere tranquillamente insieme. Il primo cercherà di fidelizzare lettori per poter continuare a trasmettere messaggi, il secondo cercherà sempre più di sostituire quell’incontro vero di un bar (o del muretto nella piazza del paese) che forse ad oggi sempra passato di moda (peccato).
    In ogni caso, come in ogni cosa (scusa il gioco di parole) che prevalga il buon senso.
    Ciao

  4. romaguido said

    Che dire spaziocorremte? Mi è proprio piaciuta la tua immagine del caffè d’un certo tono (questo l’ho aggiunto io), dove ci si incontri per fare discussioni più o meno impegnate, più o meno personali, ma mai urlate. Mi sembra che tu abbia colto nel segno.
    Così com’è calzante il paragone del social network con la piazza del paese o con qualsiasi luogo d’incontro che sia un po’ più chiassoso, un po’ più vivace ed informale dell’ambiente di cui sopra.
    C’è da aggiungere, tuttavia, che anche i social network possono essere usati in maniera più discreta, meno urlata ed invadente e, probabilmente, il segreto del loro successo potrebbe stare proprio in questa duttilità.
    La mia esperienza, sia pure molto limitata, mi fa dire che all’inizio potrebbe esserci la tentazione di “urlare” al mondo i propri pensieri, i propri sentimenti, i propri stati d’animo o di far sapere a tutto il gruppo di amici (c’è chi ne colleziona a migliaia) che ci sta capitando una cosa molto bella o molto brutta o sensazionale. Col tempo si capisce (e il video che ho linkato anche qua lo dimostra) che la riservatezza, il buonsenso, la misura sono comunque da preferire e si impara ad usare in maniera più razionale le divere funzionalità offerte dal mezzo di comunicazione.
    Certo, credo che le due cose possano coesistere o, addirittura, come dicevo, arrivare a diventare complementari, magari in una forma nuova di comunicazione che ne accomuni e ne esalti i relativi pregi.
    Per quanto mi riguarda, continuerò a leggere con attenzione e curiosità i tuoi messaggi nella bottiglia, che raccoglierò con la meraviglia di sempre, passando da quell’angolino delizioso e rilassante che è il tuo blog.

  5. Melba said

    Sulla rai, in particolare il 3, dopo tutti i tg sento parlare di social network e facebook un giorno si e l’altro pure. C’è poco da stupirsi dell’incremento di popolarità. Anch’io mi sono iscritta giusto per curiosità dopo aver sentito per la milionesima volta in tv di quanto è ganzo facebook, di quanta gente c’è ecc.ecc.
    Ora come ora a me non dice proprio nulla, mi pare piuttosto inconsistente..magari vediamo un po’ se col tempo ci si cava qualcosa di interessante.
    Per rispondere ad Elle, si è vero, se sono iscritte si possono facilmente incontrare persone della tua vita passata, di cui avevi perso ogni contatto, grazie ad una funzione di controllo incrociato dei dati personali inseriti dagli utenti su facebook. E’ una delle caratteristiche più interessanti di facebook.

  6. Elle said

    E’ vero Facebook sta cavalcando un’onda di notorietà e di spazio che gli viene fornito su un piatto d’argento da stampa e tv (vedi il recente scoop di vip il cui profilo è stato “clonato”, ovvero gente comune che si spaccia per il personaggio famoso di turno).

    Il social network è moda sì, ma credo sia anche scelta di stile di approccio nella comunicazione.
    Credo anch’io nella possibile coesistenza pacifica tra blog e social network, tuttavia penso anche che si stia verificando una sorta di “selezione naturale” tra le due forme di comunicazione.

    Io prediligo quella del blog, perchè secondo il mio parere più completa, c’è una sorta di “percorso” tracciato nei blog, il “messaggio” di cui parla Spaziocorrente, talvolta più visibile, altre meno. Per contro c’è sicuramente meno interazione rispetto ai social network, insomma dipende un po’ ciò che uno vuole, da ciò che si cerca.

    Personalmente non sono per nulla interessata alla reperibilità ad ogni costo, alla visibilità da vetrina e tanto meno ai “controlli incrociati”, anzi credo che mi darebbe proprio fastidio quel tipo di “fiato sul collo”.

  7. romaguido said

    Eccovi, sull’argomento, una delle analisi lasciate qui da G. Lotito. Riguarda in particolar modo Second Life, ma chiarisce che può essere estesa ad ogni novità in fatto di fruizione delle tecnologie disponibili.

  8. Luca said

    Gli italiani sono da sempre un popolo di pecoroni, da sempre. Una volta era fashion usare MySpace ora è di moda usare Facebook. Cambia una cosa e tutti seguono tutti. E’ nella nostra natura. Cmq l’ideatore di Facebook lui veramente ha svoltato, altro che relazionalità.

  9. romaguido said

    Beh, virare troppo bruscamente non è una bella cosa (natura non facit saltus!); quanto a te, avevamo sempre sospettato che fossi un italiano d.o.c.
    http://it.youtube.com/watch?v=zRDVQT_MT-o
    Scherzo, naturalmente! 😀

  10. Luca said

    che tempi, me ne andavo alle elementari con il grembiulino. Questa è la migliore canzone di Toto Cutugno.

  11. Luca said

    Non vedo i blog come antagonisti obbligati dei social network. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna MySpace ha lanciato e fatto conoscere tanti giovani artisti che a loro volta avevano un loro blog personale. Il social network è una piazza, un centro aperto e con confini estesi, il blog è un cortile dai confini più delimitati. Ora il social network può anche essere usato come blog ma non è il suo scopo.
    Artisti lanciati dai social network stanno emergendo anche in Italia, basti pensare al tormentone Pop porno di Alessandra Contini e Gianluca De Robertis lanciato in prima istanza su MySpace. Ecco ai due è bastato caricare la canzone Pop porno su MySpace e il successo è arrivato. La canzone è un tormentone e è aiutata dal video dove la ragazza è vestita in uniforme da scolaretta giapponese. Ecco la scolaretta giapponese è da sempre nelle fantasie di noi maschietti. Idee, marketing, promozione e prodotto vendibile; e qualcuno li chiama ancora artisti pop.

  12. […] fonte: Blog vs. social network « Tutor online qualificati Author: […]

  13. Luca said

    http://giovannacosenza.wordpress.com/2008/12/22/ebbene-si-sono-su-facebook/

  14. Luca said

    https://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/11/16/facebook-e-blog-rapporto-controverso/

  15. Luca said

    A proposito del rapporto tra blog e social network consiglio di rileggere l’interessante sintesi di Giuliana Guazzaroni:
    http://scioglilingua.wordpress.com/2008/11/19/dialogo-nel-blog/

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