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1 Dicembre: Giornata Mondiale contro l’AIDS

Posted by romaguido su 1 dicembre 2008

aidsribbonusatxblog200

Al link scarica il brano rep e ricordatene nei tuoi momenti più caldi: una piccola dimenticanza potrebbe rappresentare l’inizio di una storia triste per te e per i tuoi cari!

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13 Risposte to “1 Dicembre: Giornata Mondiale contro l’AIDS”

  1. romaguido said

    Repetita iuvant:

  2. romaguido said

  3. romaguido said

    Yes, we condom, la nuova campagna della LILA.

  4. alanford50 said

    Ormai questa malattia è passata in serie B, nel dimenticatoio e viene ricordata solo nelle giornate a lei dedicate, un po’ come la festa della donna, oppure la festa della mamma r frl papà, giorni a loro dedicati per poi rifregarsene negli altri 364 giorni dell’anno, fino alla festa successiva.

    Era ormai da un bel po’ di tempo che i media evitavano di parlare di questo argomento, come se la malattia fosse in fase calante, ma forse era solo perchè non faceva più abbastanza notizia, anche se i contagiati sono in forte aumento, forse perchè l’uomo non ha memoria ne intelligenza, forse questa cosa andrebbe pubblicizzata ogni giorno, ma molto probabilmente non sevirebbe comunque a molto di più, l’uomo non ha memoria ne intelligenza, quindi l’untore che ha sparso il virus qualche decennio fa ha raggiunto appieno il suo mostruoso intento.

  5. romaguido said

    Viviamo, Alan, in un mondo in cui la fretta, l’esigenza d’inseguire lo scoop e il sensazionale, fanno passare in second’ordine certe priorità imprescindibili, mentre le diverse agenzie educative annaspano, preferendo accusarsi a vicenda piuttosto che correre ai ripari.
    E’ da qualche decennio che si parla dell’esigenza di formare/educare sin dai primi anni, visto che l’informazione, per quanto corretta possa essere, lascia il tempo che trova. Educazione all’affettività, dunque; ma tu credi che saremo ancora tra i vivi il giorno in cui tale progetto riuscirà a vedere la luce? Questa volta sono io a dubitarne… 😦

    • alanford50 said

      Purtroppo non posso che unirmi al tuo dubbio che è anche certezza, la verità è che non interessa assolutamente a nessuno, piuttosto che spendere fatiche e risorse per trovare soluzioni, si spendono comunque fatiche e risorse per trovare mille motivi per non prendere decisioni, cercando ed affidandosi a mille cavilli che ne diano una parvenza di senso, nel caso dell’educazione sentimentale o all’affettività, siamo molto furbi a porci il problema, così abbiamo l’alibi per perdere molto del nostro prezioso tempo a cercare motivazioni valide per farla ed altrettante per non farla, così nel frattempo si resta fermi, ma il tempo è comunque passato, lo stipendio arriva ugualmente e in tanto si tira a campà e di tutto il resto ma tutto sommato chisse ne frega…qualcuno o qualcosa provvederà, l’importante è che non tocchi a noi.

      L’immobilismo è il male di oggi, siamo troppo legati a false motivazioni per ricercare la massima libertà e la massima soddisfazione dei nostri diritti per comprendere che l’unica strada veramente percorribile è quella dell’equilibrio tra i diritti e i doveri, ma tutto questo ormai non fa più parte della nostra cultura, la parola DOVERE è bandita dal nostro comune vocabolario e se ne è perso il senso oltre al significato.

      Ciaooo neh!

  6. romaguido said

    Mi sembri un po’ duro, Alan, a fare di tutte l’erbe un fascio.
    Come dicevo nel post linkato qui, mi occupo da tempo di questo e di altri argomenti riguardanti i giovani e, come me,tanti altri colleghi desiderosi di fare bene il loro lavoro, e per bene intendo a 360° (sempre che lacosasia possibile!). Ciò non toglie, é vero, che ci siano quelli per cui conta esclusivamente San Paganino, quasi che si trattase di una “figura” slegata dal compito assunto, prima di tutto conse stessi e poi con la società.
    Il discorso, in realtà, è molto lungo e complesso. Oggi qualcuno ritiene che si debba tornare alla vecchia scuola, in cui il docente, ex catedra, insegna esclusivamente la propria disciplina. Io e tanti altri con me, come ho avuto modo di dirti in altre occasioni, la pensiamo diversamente; eppure non possiamo non rilevare le difficoltà oggettive che ogni giorno rendono impervio e rallentano il nostro cammino, rischiando di vanificarlo. Credimi, sarebbe ora che qualcuno, tra i genitori, i nonni, gli operatori sociali, i semplici cittadini che hanno a cuore il futuro dei giovani, ci sostenesse, supportasse, aiutasse e (perché no? ;-)) ci apprezzasse…

    • alanford50 said

      @ROMAGUIDO
      Senza ombra di dubbio non mi sento di fare di tutta l’erba un fascio, senza ombra di dubbio e per fortuna c’è chi fa più di quello che gli è richiesto e che dovrebbe, noi siamo un popolo strano, siamo capaci di compiere le più grandi nefandezze e nel contempo anche i più grandi gesti, siamo un popolo che si gira dall’altra parte quando vede una persona ferita stesa a terra e poi partiamo a costo di fatiche e sacrifici immani ad aiutare le popolazioni nei momenti di grande bisogno, ma possibile mai che una sana via di mezzo non sia proprio più possibile?

      Sicuramente se analizziamo i problemi da vicino, spulciando i singoli casi, ci sono e ribadisco per fortuna delle grandi eccellenze, ma la massa quella che fa volume, rumore, quella che condiziona il normale vivere comune è molto negativa, quasi senza speranza, siamo stati capaci in 50 anni di rendere vani i progressi fatti almeno negli ultimi due secoli, a parte il progresso tecnologico per tutto il resto siamo tornati indietro di secoli.

      Sicuramente hai ragione, il discorso è troppo lungo e complesso, e ci credo che qualcuno veda nel tornare indietro l’unica possibilità di salvezza, per certi versi hanno persino ragione, di fronte all’incapacità di crearci nuovi modi di pensare, vedere e vivere il futuro, non possiamo fare altro che tornare a riciclare il vecchio con la recondita speranza che accadano miracoli capaci di non ripetere gli errori che queste vecchie soluzioni si tirano appresso, generalmente per assurdo siamo molto bravi anziché fare nuovi errori, siamo più portati a rifare quelli vecchi, è molto più facile ed alla nostra misera portata.

      Il mondo della scuola, ambiente per certi versi ermetico, riporta ne più ne meno i mali della società che c’è fuori dagli istituti scolastici a riprova che santi non ne esistono molti, anzi direi molto pochi, in tutta onestà sono stato uno degli uomini più felici del mondo quando mio figlio ha finito il suo iter di studi con la bene amata laurea, lo scontro che ho avuto con il mondo della scuola è stato deleterio e mi ha consumato il vivere, nonostante che mio figlio in tutti gli anni di studio dall’asilo alla laurea sia sempre stato tra i migliori allievi, scontrarsi con quell’istituzione è stata la medesima cosa che accade quando ci si scontra con le istituzioni dello stato, nelle sue più varie forme, pochi soldi, poche motivazioni, molta sfiducia, poco interesse, la maggior parte come giustamente dici tu pensavano (come tutto il resto d’Italia) unicamente a San Paganino ), in tutta onestà però comprendo persino le motivazioni evidenti che ci sono dietro a tutto questo quadro sconfortante, c’è il totale rifiuto da parte della massa genitoriale alla collaborazione nella educazione (in generale) di masse di giovani sempre più perduti in un mondo troppo grande per loro, queste masse di genitori oltre che non aiutare nel percorso educativo e nel seguire i figli nel periodo scolastico si limitano a pretendere il diritto a demandare alla scuola qualsiasi cosa, salvo poi imbufalirsi quando i loro pargoli vengono in qualche modo messi in discussione, insomma la società è veramente moribonda.

      Sicuramente hai ragione e so anche io che ci sono persone di coscienza che cercano di salvare almeno un minimo, ma io sono molto sfiduciato e vedo tutto quasi assolutamente inutile, la verità è che questi sforzi sono quasi sempre vanificati dalla massa ignorante che non vuole faticare, al punto di ritrovarci una scuola che è stata costretta a portare le lauree da 5 a 3 anni in molte discipline, altrimenti questi giovani non se la sentivano più di arrivare fino in fondo a questi sforzi, non solo, si assiste ad una massa decerebrata che nell’iniziare l’iter universitario è costretto a ripetere corsi di formazione nelle materie di base, quelle delle elementari e delle medie inferiori, ci sono degli universitari che non sanno nulla di matematica ne sanno nulla della lingua italiana e vogliono laurearsi, conosco personalmente molte persone della generazione più vecchia della mia che per bene che fosse andata avevano fatto tre o quattro anni delle elementari, ma bisognerebbe sentirli parlare, esprimersi e non solo, sicuramente siamo in una fase di grave decadenza socio/culturale.

      A chiusa di questo mio lunghissimo dire, ho assistito in passato al bisogno di mantenere il posto di lavoro a chi era occupato nella scuola, ed ho visto cose indicibili, nel momento in cui l’inglese andava diluito già nel biberon tanto era ed è utile, ho visto intere sezioni obbligate a studiare invece solo il francese, che a momenti non lo parlano neanche più in Francia, c’erano generazioni di insegnanti di francese che non si sapeva come riciclarli, ho visto nelle scuole come ore dedicate a materie manuali, forzare gli alunni ad imparare a fare a maglia, quando neanche più mia nonna lo faceva.

      Comunque per fortuna che come giustamente mi fai notare tu ci sono persone che sanno vivere il presente con un occhio verso il futuro, che si impegnano, anzi quasi immolano per una massa che se ne frega e che non glie lo chiede, peccato per loro che rischiano di predicare ad un popolo di ciechi di sordi e di decerebrati.
      Perdona il mio logorroico sfogo. Ciaooo neh!

  7. romaguido said

    Ciao, Alan, il mio motto é “si fa più festa in cielo per un peccatore pentito che per 99 giusti”. Ecco, nel quadro che tu presenti in maniera disincantata, ma purtroppo abbastanza aderente alla realtà, io mi accontento di salvare almeno qualche soggetto dal disinterentesse, dal degrado, dalla strada; non mi pongo obiettivi più ambiziosi, ma, bada bene, non mi “immolo”, nel senso che faccio quello che ritengo sia dovere di ogni docente. Il metterci tutta l’anima e la buona volontà (nonostante tutto) è un approccio di origine caratteriale che mi aiuta esclusivamente a non gettare la spugna; mi auguro di poter continuare a farlo prima che vengano meno tutte lemie forze.
    Ti ringrazio di queste considerazioni, che attingono alla tua esperienza personale e ti auguro buon ponte.

  8. alanford50 said

    Sicuramente il tuo motto è sintomo di saggezza, ed è per molti versi condivisibile.

    Buon ponte anche a te. ciaooo neh!

  9. Difficile inserirsi nel vostro “scambio”, Romaguido ed Alanford50.
    Avete infatti toccato tutti i vari punti che avrei toccato anch’io.
    Inoltre, avete fatto questo in modo molto chiaro ed esaustivo.
    Spesso è necessario, anzi direi indispensabile dilungarsi, su argomenti di una certa complessità e poi così stratificati.
    C’è chi osserva che così “si perde tempo.”
    Io ribatto sempre che su problemi complessi, chi teme di perdere tempo, lo perde senz’altro. E perde anche la possibilità di CAPIRE nonchè di trovare delle SOLUZIONI.
    Il DIALOGO è forse la sola tecnica valida e praticabile, per chi abbia a cuore tanti drammi del mondo conteporaneo.
    A meno che chi osteggi il dialogo, non abbia come suo ideale le caserme dei marines o le scuole dei talebani….
    Io penso che un problema come l’aids necessiti di soluzioni tecnico-mediche, legislative ecc.,ma che tutto questo debba essere suppportato da un’idea alta di UOMO e dei legami che appunto l’uomo ha con la sua libertà, responsabilità e CON-divisione dei problemi dei suoi simili.
    Complimenti a voi per questo interessante scambio di opinioni.

  10. romaguido said

    E’ vero, Riccardo, Alan costituisce uno stimolo prezioso: dotato di grandi capacità analitiche, riesce a vivacizzare ogni discussione, offrendo spunti per ulteriori approfondimenti; per questo e per la sua fedeltà al blog io gli sono molto grata.
    Intanto ringrazio te per i complimenti e per la tua gradita presenza. Si, l’uomo dovrebbe esserealla base di ogni nostra azione, ma oggi, purtroppo, non è raro verificare come, sempre più spesso e a tutti i livelli, si sia portati a dimenticarsene.

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