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Archive for 30 novembre 2008

Decreto 180/2008

Posted by Luca su 30 novembre 2008

Il Decreto 180/2008 è stato approvato dal Senato.

Vediamo le novità principali:

  • scatti stipendiali dei docenti non più automatici ma legati al merito;
  • anagrafica dei professori e delle loro attività;
  • obbligo per i rettori di pubblicare i risultati di ricerca e didattica e misure per favorire il rientro dei cervelli in Italia;
  • proroga fino al 31 gennaio dei termini per l’iscrizione ai concorsi dei docenti;
  • regole più snelle per la formazione delle commissioni dei concorsi dei docenti, alle quali non potranno prendere parte i professori che non pubblicano da tre anni;
  • divieto di assunzioni per gli atenei che spendono più del 90% del Fondo di finanziamento ordinario;
  • 550 milioni di euro verranno distribuiti alle università virtuose, per le quali il blocco del turn over passerà dal 20 al 50%.

Rispetto al testo originario le novità principali introdotte dagli emendamenti del senatore Giuseppe Valditara sono relative:

  • alla nascita di una anagrafe nella quale tutti i docenti dovranno pubblicare l’elenco delle attività di ricerca scientifica;
  • l’obbligo per i rettori di rendere noti, contestualmente all’approvazione del bilancio di ateneo, i risultati del lavoro di ricerca, di formazione e di trasferimento tecnologico dell’università:
  • l’assenza di pubblicazioni non influirà solamente sulle retribuzioni dei docenti, ma li escluderà dalle commissioni di reclutamento.
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Università italiana: una cenerentola che è anche in crisi.

Posted by Luca su 30 novembre 2008

Diversi sono i fattori di crisi debolezza dell’attuale forma università in italia, vediamone qualcuno:

  1. Le mancate riforme degli anni 60′ del 900;
  2. Clientelismi, baronie, pargheggio politico per mettere e imbucare “fannulloni” di ogni colore politico;
  3. L’Università italiana dopo le riforme degli anni 60 è accessibile a tutti e, confrontata con gli altripaesi europei, costa poco. Questa impostazione determina si un’iscrizione di massa all’università e al contempo però determina studenti sulla carta, studenti iscritti che non frequentano, tassi di abbandono alti e tassi di fuoricorso altrettanto alti.  Negli altri paesi europei il numero chiuso è generalizzato, l’università costa molto di più, la frequenza alle lezioni è obbligatoria e una volta entrati gli studenti vengono seguiti da un tutor nel percorso universitario: gli abbandoni sono pochi, come i fuori corso;
  4. Negli altri paesi europei si investe molto sull’edilizia a favore degli studenti, in Italia i posti studio che le università possono offrire sono irrisori rispetto alla domanda. In Italia c’è tutto un mondo di persone che affittano “case” agli studenti, case brutte e fatte pagare molto;
  5. In Italia le Università sono gestite da Rettori che sono professori dell’università e che molto spesso non hanno conoscenze, capacità di gestire un’azienda complessa come è quella universitaria. Una cosa è la vocazione per la ricerca, altra è quella manageriale. All’estero c’è si il consiglio dei docenti che detiene il potere di indirizzo scientifico e di selezione dei docenti,mentre invece la gestione è affidata a professionisti manager.
  6. Le diverse riforme universitarie che si sono succedute in questi anni hanno creato confusione: la riforma del 1999 che ha introdotto il sistema del 3+2 ha determinato l’incremento senza liniti dei corsi di laurea, la riforma del D.M 270 non l’ho invece ancora capita;
  7. Le riforme in Italia sembra che vengano fatte senza tenere conto dell’esistente e delle esperienze avute negli altri paesi. Poi quando ne teniamo conto, facciamo sempre però una variante, il famigerato modello italiano; tanto noi italiani siamo più furbi.

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Blog: le diverse proposte di legge: Levi e poi Cassinelli

Posted by Luca su 30 novembre 2008

In articoli precedenti di Rosamaria, abbiamo visto che sono state presentate alcune proposte di legge al fine di regolamentare la pubblicazione di contenuti in Rete.

La proposta Levi è stata ritirata dallo stesso soggetto presentatore.

Su Facebook si era avuta anche una specie di mobilitazione contro il decreto Levi.

Interessante è l’intervista in cui Cassinelli spiega il suo progetto di legge.

Poi è venuta la proposta di Cassinelli che a una prima lettura mi sembra buona. Stavo scrivendo un articolo di commento sulla proposta legge Cassinelli quando via Skype sento Rosamaria che mi dice ” Guarda prima i commenti che ci sono in Rete”.

Detto fatto trovo quello dell’avvocato Tomanelli che pone molti dubbi sulla proposta di Cassinelli.

Ho trovato infine interessante leggere il pensieo del blogger Daniele Minotti sulla proposta Cassinelli.

Quasi tutti i blogger sono però contro la proposta Cassinelli. Per esempio il blogger Falcone parla di legge bavaglio per il blogger, altro blogger che analizza criticamente anche la struttura formale del testo di Cassinelli

I commenti in Rete sono tanti, tantissimi. Qua c’è di mezzo il sistema delle fonti normative a partire dalla Costituzione Italiana.  Principi fondamentali come quelli enunciati dall’articolo 3 e dall’artiolo 21 sono da mettere in stretta relazione con le leggi sull’editoria. Poi ci sono questioni di fondo su cosa è un blog e sulle responsabilità di essere blogger.

La questione è complessa e complicata, aspetto vostri interventi, approfondimenti e commenti vari.

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Risorse umane, Web 2.0 e social network

Posted by Luca su 30 novembre 2008

In questo periodo di crisi ricercare un lavoro è diventato un vero e poprio lavoro. La disoccupazione cresce, gli stipendi rimangono fermi i prezzi di ogni cosa aumentano. Da sempre si è trovato lavoro con il passaparola, con la cerchia e la rete di amicizie parentali o di altro genere. Tutte queste cose hanno funzionato e funzionano ancora oggi. Ma ora esistono anche i social network, che altro non sono che la trasposizione telematica delle vecchie catene e reti socio/relazionali.

Consiglio a tutti di leggere nel blog di Luca Conti l’articolo dedicato al tema delle risorse umane ai tempi dei social network.

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