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Virtual parent

Posted by Luca su 20 novembre 2008

L’ambiente della Rete è aperto a diverse persone sia raccomandabili che da evitare accuraramente. Sempre più adolescenti e preadolescenti usano gli ambienti come i forum le chat e i gruppi tematici, gruppi in cui però si imbucano e tramano nell’ombra persone disturbate che abbordano ragazzini e ragazzine fingendosi loro pari di età. Le cronoche di pedofili in azione in Rete sono perciò diventate cosa abituale.

Una risposta a questo proplema è il software Virtual parent di cui Alberto parla dettagliatamente. Sono d’accordo con la sua analisi; il software è si una risposta alimentata da una giusta intenzione, ma non è una risposta efficace e produttiva.

Ma allora come intervenire?

Vi rimando all’articolo di Alberto per farvi un’idea.

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33 Risposte to “Virtual parent”

  1. poichè sul post non potevo dilungarmi ancora (è già un bel mattone così) ho evitato di mettere le possibili soluzioni.
    Sicuramente bisogna iparare dai propri errori: il filtro, che loro non utilizzano e io ho criticato, è un buon punto di partenza.
    E’ vero che si può aggirare facilmente (già in tempi primordiali si scrivevano le parolacce in maniera furba, tipo p*a*r*o*l*a*c*c*i*a) ma prima che un ragazzino di 13 anni abbia provato tutte le combinazioni (un filtro serio “p*a*r*o*l*a*c*c*i*a” riesce a fermarla) ne ha già 15…
    Poi c’è sempre il ruolo educativo dei genitori da non sottovalutare: ad un ragazzano di 13 anni glielo puoi spiegare quali sono i pericoli: o abbiamo vergogna anche a raccontargli le cose che lo potrebbero vedere in pericolo e ripieghiamo sui fiori e le api?

    Il lavoro che fa questo software lo fa anche, in misura ridotta, l’uomo con il semplice aiuto del tasto “cerca” di Windows; basta mettere come percorso (cartella) quella delle conversazioni di Messenger che nel mio caso è:
    C:\Documents and Settings\Albe\Documenti\Le mie Conversazioni
    e poi fare Cerca->tutti i file e cartelle
    Nel campo “Una parola o frase all’interno del file: ” mettere la parola da ricercare…et voilà! 20 euro risparmiati. Si scopre chi ha scritto la parola, quando, qual’è il suo nick, la mail con cui è registrato e da li si risale al suo “spaces” volendo…

    Ricordiamo anche che se un ragazzino si accorge che viene spiato, ci mette un secondo a cambiare identità sul web…meglio parlare sempre coi figli, I think..

  2. ilnonno said

    Alberto, quanti genitori sono in grado di eseguire remotamente l’operazione di ricerca del testo delle chat che tu descrivi?
    Virtual Parent e’ un aiuto a chi di tempo ne ha poco (e magari di dimestichezza con il computer ancora meno) e quel poco di tempo,
    giustamente lo dovrebbe/potrebbe spendere a parlare con i figli (as you think).

  3. non lo devi fare remotamente, si spera che un genitore la sera torni a casa. E se sei in grado di fare il “virtual parent” remotamente, sei capace anche di fare la ricerca che dico io in modo remoto.

    e in ogni caso, il 70% degli italiani è dipendente no? come cavolo fai in ufficio:
    1)non si possono installare software in ufficio diversi da quelli per il lavoro (e spesso te lo impediscono i tecnici con delle restrizioni sugli utenti)
    2)se fosse possibile, sottrai tempo al lavoro per guardare le chat del figlio? diamo del materiale a Brunetta per darci dei “fannulloni”…

    guarda che per Virtual Parent il tempo ce lo devi spendere comunque…leggetevi il manuale: lui non fa niente da solo!!!!!!!!!!!
    il software registra le conversazioni, ti da la possibilità di vedere con chi chatta, ti mette in evidenza le conversazioni (già avvenute!!!) in cui ci sono parole non consone ma non le blocca: lo devi fare tu a manina.

    facciamo così:
    1)scaricate VNC dal sito http://www.realvnc.com/products/free/4.1/download.html
    2)installatelo a casa e al lavoro (sono 722kb, una sciocchezza, anche con un floppy lo porti in giro)
    3)impara ad usarlo con una paginetta web:
    http://www.consulenza-web.com/desktop-remoto-con-realvnc.dc-25.html oppure
    http://www.mbradio.it/public/forum/index.php/topic,1418.0.html
    ecco: ora puoi accedere al tuo computer dal lavoro come se fossi davanti a casa.

    chiedendo consiglio invece che dire “quanti sono in grado…”: basta poco, che ce vo’?

    PS: non facciamo ipocrisia, chi non sa usare il pc è perchè non vuole / non ha il tempo per imparare. Ho dato lezioni private, fino a due anni fa, di utilizzo del PC ad un avvocato: ‘na bellezza, aveva voglia anche se il tempo era pochissimo (un’ora la settimana alle 8 di sera)! Non vi ho detto la cosa migliore: classe 1930.
    (due anni fa aveva quindi 76 anni, più dell’attuale premier che ammette di non sapere usare il mezzo informatico…)

    secondo me “ilNonno” che ha scritto il commento precedente ha molto meno di 76 anni…come la maggior parte dei genitori che ha figli tra i 13 e i 17 anni…

  4. ilnonno said

    Di anni ne ho 45. E certamente non ho bisogno ricette su cosa sia VNC e come sia utilizza
    Ma visto che ci siamo, sei in grado di dirmi come usare VNC quando il computer “target” e’ spento? Se hai letto il manuale di Virtual Parent dovresti aver
    capito che l’accesso da remoto e’ asincrono. Non richiede che la macchina su cui sono state controllate le conversazioni sia attiva e tanto meno raggiungibile
    via Internet. Penso che la cosa piu’ onesta, da un punto di vista tecnico, sia provare un software prima di fare valutazioni.

  5. non ho scritto “ilNonno non è in grado” ma “quanti non lo sono”: plurale.
    Non sentirti offeso: ho solo detto che hai meno di 76 anni (e infatti…) non che sei incapace. E soprattutto essendo un blog che fornisce anche risposte (o sbaglio?) ne davo una a tutti gli altri che magari si domandavano “ma come si fa?”. Ho semplicemente invitato a non buttare 20 euro in una cosa che non serve a molto…
    se non hai bisogno di ricette sai anche che quindi è fattibile…
    Ma soprattutto ribadisco il concetto: “e se non usa messenger?” e allora vedi che la mia soluzione in tre righe su VNC diventa più utile del lavoro di una commissione parlamentare?

    “dovresti aver capito che l’accesso da remoto e’ asincrono”: il significato di “asincrono” è ben diverso da quello in cui lo utilizzi. E’ “asicrono” dal momento che non si effettua su quella macchina e non si effetta alcun tipo di accesso: risponde semplicemente il server dell’azienda…

    Se avessi letto quel che ho scritto avresti capito che ho letto il manuale dal momento che ho fatto riferimenti a quello! Sennò come facevo, me li inventavo?

    Per accenderlo?
    http://www.dslreports.com/wakeup
    Se è in LAN è un po più difficile…ma si può fare installando un sw free…
    http://www.depicus.com/wake-on-lan/wake-on-lan-gui.aspx
    http://it.wikipedia.org/wiki/Wake_on_LAN
    ma dubito che uno che non sia “cibernetico” come la Mussolini dice (ignorandone il significato vero) abbia una rete in casa…e se ce l’ha gliel’ha montata qualcuno, e sempre da quel qualcuno si può far aiutare…

    provare un software prima di fare valutazioni? ma quando mai! secondo te per sapere come funziona un sw un informatico professionista (e non) deve installarseli tutti? dovrei avere decine di tera di hard disk (per non parlare di ram) per installare tutti i programmi che ho valutato, prima di sceglierne uno da usare, nella vita!
    Per altro non ho fatto commenti “tecnici” (ad esempio che non funziona o che è lento) come dici tu: ho solo detto che non funziona con altri che con messenger, e non funziona nemmeno con le social network come diceva la Commissione Infanzia!

    ritieni che sia disonesto nel dare un mio consiglio da persona del campo? E’ un consiglio per risparmiare 20 euro per una cosa che funziona parzialmente, mica bibbia…
    (peraltro se lo chiedi ad un consulente informatico ci guadagnerebbe sopra, e pure tanto!)

  6. Luca ha poi detto una cosa saggia dal mio punto di vista:
    “il software è si una risposta alimentata da una giusta intenzione, ma non è una risposta efficace e produttiva. Ma allora come intervenire?”

    Io ne ho dato una (da informatico piuttosto che pagare per avere un servizio mi taglierei un dito), voi datene altre!
    Se diciamo solo NO ci mettiamo a far politica! 😛

  7. ilnonno said

    Alberto, hai 20 anni meno di me e certamente non mi offendo per quello che dici/scrivi.
    D’altro canto, quando una persona scrive
    “provare un software prima di fare valutazioni? ma quando mai!”
    significa che quello che dice/scrive non deve essere preso troppo sul serio… (non ti offendere, sto scherzando).
    Per tornare all’argomento: Virtual Parent OVVIAMENTE non e’ e non pretende di essere una rivoluzione tecnologica ma una soluzione semplice da utilizzare
    per controllare (anche da remoto) le chat del programma certamente piu’ utilizzato (soprattutto dai minori) per l’Instant Messaging.
    Si puo’ fare ANCHE in altro modo: certo quasi tutto in informatica si puo’ fare anche in un altro modo…
    anche scrivere una lettera si puo’ fare con Notepad (programma gratuito) ma il 99.9% delle persone usa Word per lo stesso scopo
    (io sono nello 0.1 che usa “altro”, nello specifico Latex).
    Tu hai proposto un’alternativa a Virtual Parent che richiede installare VNC, configurare il computer in maniera opportuna per accederlo da remoto, andare a ricercare esplicitamente le conversazioni con funzioni “general purpose” di Windows, etc…,
    Vale la pena per una persona digiuna di informatica fare tutto questo per risparmiare 20 Euro?
    Mischiare argomentazioni tecniche con quelle di principio come quella tua
    “da informatico piuttosto che pagare per avere un servizio mi taglierei un dito” secondo me crea solo confusione.
    Ti sei domandato che tipo di sforzo di reverse engineering e’ stato fatto per interpretare il protocollo di Messenger
    (Microsoft non pubblica le specifiche) e se magari si poteva fare in maniera alternativa e piu’ efficace?
    Una discussione su un argomento di questo tipo e’ certamente piu’ mirata e forse piu’ utile.

  8. romaguido said

    Grazie, nonno, del tuo intervento. Io parlo da profana, che si taglierebbe un dito piuttosto che controllare un altro essere umano, sia esso un bambino, un adolescente o un adulto. Tutte queste azioni di spionaggio mi fanno venire i brividi e mi auguro di non ridurmi mai a dover leggere i diari personali, le agende e i documenti altrui. Tuttavia mi rendo conto che i minori vanno tutelati e protetti; credo anche che andrebbero seguiti ed educati con una prevenzione a monte; probabilmente un controllo a valle potrebbe solo ridurre e non già annullare eventuali danni perpetrati da persone prive di scrupoli.
    Detto questo, credo che ogni genitore dovrebbe adoperarsi con tutti i mezzi a sua disposizione, scegliendoli tra quelli adatti alle proprie capacità.
    Ammetto, da ignorante in materia, di non aver capito granchè di quello che tu e Alberto state dicendo e di non avere alcuna intenzione di colmare le mie lacune al riguardo.
    Riassumendo, direi che oggi la tecnologia offre molti mezzi, alcuni pret à porter, altri fai da te; tu sei per gli uni, Alberto è per gli altri. Le persone interessate, come ho già detto, sceglieranno in base alle loro esigenze e capacità.
    P.S. Mi pare di capire che il software in questione ti stia molto a cuore; sta’ tranquillo, per quelle che sono oggi le leggi della pubblicità, questa discussione non nuocerà di certo al prgramma, che in questa sede ha goduto del vantaggio di essere nominato più volte.
    Ancora grazie per aver partecipato alla discussione.

  9. cicciobbello said

    Il software sarà scaricabile da
    http://www.virtualparent.eu/
    e costerà ben 20 euro! Sarà sponsorizzato dall’ On. (!) Gabriella Carlucci, al ministero per l’infanzia.
    Vergogna! Carlucci, lei è un politico o un venditore? Che percentuale le darà il prof. Gianluigi Me per ogni copia venduta? Software di quel tipo esistono da anni, gratis, e non c’è nessun bisogno di scomodare un professore universitario per “coordinare” un progetto di un software ridicolo che non fa altro che intercettare le comunicazioni di Microsoft Messenger, che sono in chiaro, cioè non crittografate. Se i ragazzi usano Skype, che utilizza un protocollo crittografato, questo software non serve a niente, se non a far entrare l’esorbitante cifra di 20 euro a copia agli autori! Siete ridicoli!

  10. @ilNonno

    capisco l’ironia, e non me la prendo sicuro, però è vero che non c’è bisogno di provarlo…se il sw è descritto bene (E di solito chi legge manuali tutti i giorni lo capisce) non c’è bisogno di provarlo…comuqnue ho mandato una mail alla LAND, che produce Virtual Parent, sottoponendo i miei quesiti: so che non risponderanno, ma la speranza è l’ultima a morire…
    (PS: hai dimenticato il “++” alla fine del Notepad, che altrimenti è proprietario…)
    La mia osservazione sull'”automutilazione” era ben finalizzata: informatici come me vorrebbero poter creare software che poi siano gratuiti e semplici ad uso e consumo di tutti. Ovvero: integrando VNC (che non è difficile da programmare) con il “wakeup” del PC da remoto (è molto semplice, ci sono funzioni che retituiscono semplicemente il MACAddress in molti linguaggi di programmazione, anche integrando codice batch) si potrebbe fare un semplice programmino autoinstallante che ti consente tutto questo…
    Il tutto per il piacere di Romaguido, visto che probabilmente andrebbe in conflitto con ZoneAlarm! 😛
    Non ne sono sicuro, ma violare il protocollo di un programma proprietario per modificarlo per un proprio sw è legale? me lo sto seriamente chiedendo…
    Certo che me lo sono chiesto, ma dal momento che è stato fatto questo tipo di sforzo (che credo sinceramente grande) vuol dire che si è fatta una scelta: poichè non si utilizzano filtri, tantovaleva che programmassero qualcosa che andasse a leggere i file xml/html salvati in automatico dal programma…cioè una cosa del genere aveva senso se bloccavi la conversazione appena si presentano le parole incriminate, ma se non lo vuoi fare che senso ha?

    @romaguido
    stai insinuando che ilnonno sia uno svilupatore di VP? 😛
    Per il fatto del controllo, credo che essendo genitori si cerchi di proteggere più che sorvegliare. E questo è inoltre un punto a favore del filtro, il quale non richiede di leggere per bloccare la conversazione ma lo fa e basta (in modo rozzo a volte)
    “probabilmente un controllo a valle potrebbe solo ridurre e non già annullare eventuali danni perpetrati da persone prive di scrupoli.” che è appunto la mia obiezione al sw…
    Riguardo alla differenza di “vedute” col nonno, tu parli di “esigenze e capacità”: vorrei che si capisse che il mio intervento sta tutto qui, nel senso che metto a disposizione le capacità/conoscenze/possibilità informatiche per passare da una soluzione (che ritengo non più giusta ma di più ampio raggio) fai-da-te ad una pret-à-porter!!!

  11. Melba said

    Penso che andare a ficcare il naso nelle conversazioni private dei propri figli sia non solo una mancanza di fiducia verso di loro, ma anche un pessimo esempio. Comunque è chiaro che c’è un grosso divario tecnologico tra genitori e figli, e mi sembra una semplificazione dire che basta fare un corso d’informatica (al costo ben più alto di 20 euro) per risolvere la questione.
    I sowtare o i vari filtri di controllo parentale sono in effetti un metodo alla portata di tutti.

  12. @Cicciobello
    ehm…questo non è il blog della Carlucci…. 🙂
    le cose che stai citando sono oggetto apunto di discussione e ne tratto alcune nel post che trovi in alto (o qui http://descantabauchi.wordpress.com/2008/11/20/virtual-parent-real-carent/)
    Piano poi con le insinuazioni di tramacci tra gli onorevoli: il software è presentato da una commissione presieduta da Alessandra Mussolini e non dalla Carlucci (che ne è solo portavoce e vicepresidente), ma ci sono anche altre 20 persone. Penso che sia un lavoro non utile ma necessario, ovvero: sembra che si stiano muovendo le acque anche su questi software, sperando che non siano solo clientelismi.
    C’è un errore, che poi è una delle osservazioni: questo programma funziona SOLO con messenger, si è abbozzato (e poi mollato) il problema delle social network (Facebook in primis) ma di Skype (e altri) non si parla nemmeno per idea.

  13. Dimenticavo un fatto importantissimo: ma Messenger è anche online! e li come si fa? funzionera? boh… mi documento…

  14. @ Melba
    la risposta (#10) che ho dato a romaguido implica anche questo (e l’ho scritto pure nel post e nei commenti precedenti), cioè in quello che propongono loro è palese che n genitore si debba leggere le conversazioni…
    Bisogna pur dire che non è mancanza di fiducia verso loro (non è come leggere il diario diciamo) ma verso gli altri…nei miei scopi erano le frasi degli altri utenti ad essere sotto osservazione, non quelle del “figlio”…

  15. Luca said

    Che esperienza avete di lavoro con adolescenti?
    Non sorprendetevi non sono così ingenui come li si dipinge. Si c’è qualche sempliciotto e questi vanno tutelati e protetti dai pervertiti della Rete, ma io che ho lavorato quasi 10 anni come educatore in due collegi, uno statale e uno privato mi sono reso conto di cose che mi hanno diciamo quasi impressionato.
    Ho visto nelle scuole di tutto, spaccio come se piovesse, bagni usati per accoppiarsi, docenti assenti e solo di facciata. Ragazzette di 13-14 anni che possono stare in giro di notte fino a tardi. Ragazzette che fanno le baby cubiste e per 50 euro vanno con chiunque, così si comprano i vestiti firmati. YouTube usato per qualunque cosa, l’importante è esserci. Si uno può mettere questo software e io non dico che sia sbagliato, ma per fare cosa? Non sono i 20 euro il problema è l’impostazione di fondo che non regge. Genitori assenti, genitori che hanno perso il loro ruolo e giochicchiano a fare i fratelli maggiori, si questi genitori possono mettere anche la cortina di ferro sul computer dei loro figli ma la situazione non cambierà.
    Quando l’andazzo è da coma un panno caldo non fa niente.

  16. Melba said

    Luca io non ho esperienza di lavoro con adolescenti come dici tu..ma ieri mi sono fatta un giro su youtube fra i filmati scolastici e se quella è l’immagine dei giovani di oggi c’è veramente da farsi venire il voltastomaco.
    Posso pensare che magari era così anche prima solo che non c’era youtube a farcelo vedere, ma faccio fatica a non pensare che si stia andando verso una totale degenerazione dei valori e della morale. Questi saranno i genitori di domani!

  17. Luca ha ragione, e devo dire che forse un intervento del genere funziona di più con i bimbi delle elementari…cmq ne parlavo anche nel commento #1 del ruolo dei genitori e del fatto che, se il figlio se ne accorge, è molto più furbo del genitore e lo frega magari facendosi una nuova utenza…

    “Genitore: meno virtuale e più reale, meno “remoto” e più presente.” terminava così il mio post, no? Luca, ti davo ragione ancora prima che scrivessi questo tuo commento 😛

  18. ilnonno said

    @Alberto, non ho dimenticato il ++ di Notepad. Notepad e’ un programma gratuito nel senso che e’ incluso in Windows (non devi comprarlo a parte).
    Ci sono molti programmi che sono gratuiti ma proprietari…

  19. Luca said

    Guarda Melba non è che oggi ci sia stato il tracollo. Certo certe scelte di fine anni 60 hanno pesato. Hai voglia a dire fate i bravi ragazzi quando i genitori sono peggio dei figli. Per quanto riguarda il controllo in teoria sono d’accordo con te, ma oramai è necessario. Ecco x non sono contrario al software anche se continuo a ritenerlo un rimedio di facciata, penso che serva più ai genitori per mettersi a posto la coscienza che per intervenire veramente in senso educativo.
    Ma certo meglio della completa anarchia è.

  20. oh beh, che ci fossero delle cose un po’ “oltre” anche prima questo è sicuro, ma adesso è legge! Diciamo che a mio tempo qualche “ragazzata” l’ho fatta pure io e ho assistito a molte (droga nei bagni e pure in classe, vandalismo, il sesso non era possibile perchè era una scuola maschile 🙂 ) ma non c’era youtube a trasformare la “ragazzata” in apologia di reato…

  21. @ilnonno
    è un po’ come dire che la ruota di scorta di un’auto nuova è gratis…

  22. @ilnonno
    (cmq è vero, rileggendo ho scritto una vaccata, nella foga di scrivere. la parola giusta era “pagamento” non “proprietario”. Anche se notepad è ANCHE proprietario.)

  23. Giorgia C said

    ho seguito con interesse questa discussione e mi ritrovo con alcuni voi nel sostenere che non sarà un software a risolvere i problemi, le devianze, la perdita di capacità critica degli adolescenti. Non sono un genitore, quindi forse non posso capire certe dinamiche che scattano quando hai un rapporto difficile con i figli, quando non si è instaurato un dialogo costruttivo, un ascolto attivo. Però spero di non dover mai arrivare a controllare i miei figli, nè con un software, nè sbirciando i loro diari.
    Bisognerebbe risalire a monte, è vero, e come dice Alberto già dalle elementari bisogna intervenire per far capire loro quali sono i pericoli, per aiutarli a fare delle scelte consapevoli e nei loro interessi. Il problema è che molti genitori faticano a badare a se stessi, figuriamoci ai figli. Molti non ascoltano quello che i bambini hanno da dire, non rispettano i loro tempi di comunicazione, non li aiutanto ad esprimersi sempre di più e sempre meglio. E la cosa preoccupante, e io come insegnante sono terrorizzata da ciò, è che i bambini e gli adolescenti di oggi saranno i genitori di domani…e come li educheranno i loro figli? Con i valori e le regole che non hanno ricevuto?
    Sono d’accordo con Luca, un software di questo tipo, o simili, “serve più ai genitori per mettersi a posto la coscienza che per intervenire veramente in senso educativo”.

  24. Piersanti said

    Salve,ho letto i vostri commenti “avvelenati” sul nuovo sw virtual parent. Io, da non addetto ai lavori, vorrei spendere solo poche parole in merito: lo trovo uno strumento utile. Mi documenterò meglio di sicuro prima però di esprire giudizi affrettati. Non credo VP sia stato concepito con l’intento di sostiture la figura e l’azione educativa del genitore, ma come un semplice supporto al divario tecnologico tra genitori e figli – NOn deve servire a ficcare il naso nelle conversazioni private dei figli, o a controllarli, come da voi denunciato. SI può informare semplicemente il proprio figlio della presenza di VP! E poi vogliamo parlare del costo????? anzi dell'”esorbitante” costo di 20 euro? Ne spendiamo molti di più per i nostri figli x cose e oggetti assolutamente più inutili !. E poi vorrei dire ad Alberto, visto che “da informatico piuttosto che pagare per avere un servizio si taglierebbe un dito” , se non ci fossero persone disposte a pagare x un servizio come x esempio l’avvocato che prende lezioni priviate da lui ,a chi fornirebbe le sue preziose lezioni di informatica?

  25. @Piersanti
    tutti i tuoi dubbi sono già stati snocciolati qui sopra, sul post e sul sito di VP.
    il costo è “esorbitante” erchè tu lo guardi come somma ASSOLUTA mentre noi come somma RELATIVA: 20 euro non sono tanti, ma per il servizio che offre e il fatto che è parziale (e quindi s’aggiungeranno, che ne so, altri 20 euro per un controllore di FaceBook) sono un’enormità soprattutto relativamente, appunto, agli altri software in commercio. (di antivirus ce ne sono anche di gratuiti, per esempio).
    Fatti un po’ due conti: da cittadino hai pagato, in tasse, questa equipe di esperti per sviluppare il sw e poi da cittadino privato paghi 20 euro il sw…

    Tu guardi sempre tutto in forma ASSOLUTA vero? E’ chiaro che “se non ci fossero persone disposte a pagare x un servizio come x esempio l’avvocato che prende lezioni priviate da lui ,a chi fornirebbe le sue preziose lezioni di informatica?” è un ragionamento che fila, ma fino ad un certo punto. Lui paga me per la lezione, io pago il panettiere per il pane, il panettiere paga il meccanico ecc.. Dal momento che hai riportato tutta la mia frase “da informatico piuttosto che pagare per avere un servizio si taglierebbe un dito” dovresti aver capito che il mio è un punto vista soggettivo, da informatico appunto.
    Te lo spiego in due parole: durante la settimana tu comperi il pane. La domenica, che magari hai più tempo, te lo fai in casa, spendendo un quinto. E’ da scemi? no, si fa per risparmiare. Per cambiare la lampadina c’è ancora qualcuno che chiama l’elettricista! Io sono un informatico e, se dovessi usare un VP qualunque, preferisco farmelo da me. Tu sei un ottico (per esempio), se ti serve un paio d’occhiali te lo fai da solo no?

  26. romaguido said

    Un post interessantissimo sui pericoli della rete per i più piccoli. Assolutamente da vedere il video segnalato.

  27. Melba said

    La vignetta sul link di Rosamaria è fantastica!

  28. romaguido said

    Hai ragione; in effetti forse è migliore del video. Grazie, Barbara.

  29. Ciao,

    visto che vi è piaciuta (e pensate che è del 1997) ve ne regalo un’altra dello stesso, geniale, Jim Borgman (questa è del 1999):

    (sono arrivato qui perché in parecchi avete letto il mio blog, e nelle statistiche rimane traccia della pagina di provenienza: niente spionaggio sofisticato…)

    Fabio

  30. romaguido said

    Grazie, Fabio,
    non è piaciuta solo a noi. Dai commenti puoi vedere che ha riscosso un notevole successo. Vediamo se il nuovo video riuscirà a competere col primo in fatto di audience.
    Benvenuto tra noi!

  31. romaguido said

    ops! Il post di Fabio Turone non si riferiva ad un video ma ad una vignetta davvero bella. Ancora grazie.

  32. Melba said

    Grazie Fabio per averci fatto conoscere questo vignettista. Sto vedendo le altre opere sul sito di Borgman, ci sono delle vere perle.
    Certo che se già nel ’97 si parlava di controllo parentale con l’uso di filtri per la navigazione…non è che abbiamo fatto un granchè di passi avanti dopo più di 10 anni!

  33. Giusto Melba! il che riporta alle obiezioni sollevate da me e Luca…

    Io mi sono spaccato con quella della mama che chiede al figlio di installare il parental control…
    ah, quante volte l’ho vista quella scena…grottesca!

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