Tutor online qualificati

Il blog del gruppo Tutor Online Qualificati

Video-choc con il disabile: il ruolo di Google

Posted by Luca su 9 novembre 2008

Google finisce sul banco degli imputati di un processo penale. Il processo è quello che la procura di Milano ha portato avanti relativamente al video-choc rimasto per quasi due mesi su Google Video. Nel video si vedeva un ragazzo disabile molestato da compagni di classe.

Oltre ai bulli ora sul banco degli imputati è chiamata Google a cui si contestano i reati di diffamazione e violazione della legge sulla privacy. I responsabili di Google sarebbero complici dei bulli per mancata vigilanza e omesso controllo sui contenuti pubblicati. Secondo la procura Google è tenuto a operare un controllo preventivo sui contenuti pubblicati e questo per effetto dela legge sulla privacy. I responsabili di Google, continua la procura, “avrebbero dovuto predisporre un’informativa sulla privacy visibile nel momento in cui l’utente caricava il file sul sito”. I responsabili di Google sono anche accusati di aver ricavato profitto dal video incriminato che risultava tra i più visti della sezione “divertenti”.

I responsabili di Google non accettano la tesi della procura: ” non possiamo condividere la tesi secondo cui lo strumento è corresponsabile dell’utilizzo che ne viene fatto. Anche per questo, crediamo fermamente che l procedimento riguardi non tanto Google, quanto la natura di Internet: un ambiente libero e aperto, del quale ciascuno di noi può contribuire alla crescita e alla tutela, ma che non può essere imbrigliato o censurato”.

Che ne pensate?

Annunci

11 Risposte to “Video-choc con il disabile: il ruolo di Google”

  1. Robi said

    Che Google possa essere definito complice dei bulli, non sono d’accordo, che abbia ricavato profitto da quel video, purtroppo sì. Per cui credo che al protagonista, benchè involontario, del video alla fine andranno risarciti sostanziosamente (mi auguro) i danni morali. Il problema rimane per quanto riguarda il futuro: limitare i video da caricare sui vari servizi internet ? Un controllo maggiore ? E quale punizione invece per i bulli ? Perchè alla fine sono loro i veri responsabili. Con l’aggravante della diffusione di immagini senza consenso dell’interessato. Io direi: che Google risarcisca subito la vittima del video, e poi denunci gli autori del video per procurato vilipendio. Così imparano anche loro cosa vuol dire avere a che fare con qualcuno più grosso di loro !

  2. Luca said

    Si anche a me l’idea del controllo e della censura non mi piace.In un articolo precedente ho analizzato il tema della censura in Cina su Skype e su Yahoo. Un controllo in ingresso suona e profuma sempre come discriminatorio. Però certo google non è solo uno strumento o uno spazio su cui pubblicare cose. Altrimenti saremmo nell’anarchia assoluta. Sono d’accordo con te sulla punizione ai bulli sulla base della legge della privacy e anche del penale. Ma quale codice dovranno adottare questi contenitori di materiali video?
    Sarà interessante leggere e commentare la sentenza.

  3. spaziocorrente said

    Purtroppo i controlli a volte diventano “sopportabili” quando gli imbecilli trovano nell’esempio stupido di altri simili la loro essenza!. La chiamano imitazione!. Noi ci indigniamo, altri ci godono. Fosse solo un orgasmo virtuale non sarebbe un problema, ma quando l’emulazione diventa realtà abbiamo esperienza di quanto male possa fare.
    La libertà ha un limite nell’incontrare quella dell’altro. Se qualcuno travalica questo confine non trovo sbagliato riportare le distanze appropriate. Non piace neppure a me la censura, intesa come violazione della libertà di pensiero. Ma in un video di stupida violenza, di cui la notizia è apparsa sui vari media, non trovo niente di costruttivo e niente di deprecabile se lo stesso venisse tolto. Chi lo mette in rete lo fa con la vigliaccheria di chi getta il sasso e poi nasconde la mano. Chi lo pubblica o si fa garante dello spazio che concede od altrimenti siamo all’anarchia travestita da democrazia (non è complice, ne mandante, ma però è consenziente). E allora ne hai voglia di parlare di comunicazione e di crescita!. Come al solito vincerebbe la morbosità, che ogni giorno ci danno in pasto come alle belve affamate.
    Abbiamo parlato in un’altro post di organizzare le informazioni nel web per renderle friubili. Questa operazioni implica quel controllo che fa paura; ma un’analisi ed una sintesi delle informazioni è per me necessaria. Altrimenti entriamo in quella spirale che fa all’incirca così: libertà, faccio quello che voglio, no che non puoi, ma allora non è libertà, voglio libertà, faccio quello che voglio, no che non puoi, ma allora non è libertà ….. ed il ciclo si ripete all’infinto.
    Ciao

  4. Luca said

    Spazio anche io sono d’accordo sulla non pubblicazione e non a caso ho parlato di anarchia se la libertà viene esercitata senza limiti. Non mi convince infatti la tesi degli avvocati di Google per cui sotto processo ci sarebbe l’intero Internet come luogo aperto e libero allo scambio e al confronto.
    Google è uno strumento ma anche uno spazio sociale la cui “abitabilità” deve essere regolata.
    Su questi principi teorici sono d’accordo. Ma poi come farlo nel concreto?

  5. spaziocorrente said

    Ma non ci dovrebbero essere delle persone che paghiamo profumatamente preposte a concretizzare la teoria?.
    Un’idea potrebbe essere quella di poter dare un giudizio al contenuto dell’informazione (video o altro) in modo che se il giudizio negativo fosse superiore ad un certo quorum, l’informazione stessa è cancellata. I votanti dovrebbero essere i fruitori del servizio stesso, in modo da assicurare un secondo filtro (il primo rimane a carico del gestore dello spazio). Certo che se poi un’informazione di pessima qualità (ovvero contro la dignità della persona) passasse, mi dovrei inchinare all’evidenza della vittoria della bestia sull’uomo. Ma siccome sono un’ottimista, e ritengo che siano in maggioranza i saggi sugli stolti, penso che quest’inchino non sà da fare!.
    E’ solo un idea ma è ora che i “saggi” si muovano e non restino a guardare.

  6. romaguido said

    Ecco in arrivo la censura tanto auspicata! Era questo che volevate?

  7. spaziocorrente said

    Lungi da me un’approfondimento del decreto in oggetto, anche perchè non ho i mezzi per farlo. posso solo esprimere a caldo una mia opinione.
    Ho letto velocemente il progetto di DDL (DdL C. 1269)in questione. Non sarei così drastico nel parlare di censura e ciò nonostante prima di criticarlo mi piacerebbe sentire entrambe le campane. Come dice Luca “…Su questi principi teorici sono d’accordo. Ma poi come farlo nel concreto?” è giusto che se ne parli e che si deve pur partire da qualche punto. Nell’articolo di Spinelli si citano solo due articoli ( 2 e 8 ) e se ne mostrano solo i possibili lati negativi. Sembra quasi che prendersi la responsabilità di quel che si pubblica o si dice valga solo per gli altri. L’esempio che fa dei due possibili tipi (Rockerduck e Paperino) poi ne rafforza il peso. Sembra che i blog che faranno parte di un’organizzazione imprenditoriale del lavoro dovranno iscriversi al ROC e rispondere di quanto fanno. Non ci trovo nulla di male. Non condivido il finale obbligatorio dell’articolo “Provate a sostituire “Rockerduck” con “picciotto” e “Paperino” con “cittadino” ed il gioco è fatto.”. Il solito sparare nel mucchio senza proporre qualcosa ed archiviare un pensiero senza neppure discuterlo.
    Per finire nessuno cerca la censura, ma solo un’equilibrio necessario tra il diritto d’informazione ed il dovere di essere informati correttamente. E’ questo equilibrio non lo si trova nell’anarchia, dove tutti sparano su tutti, spacciandola per democrazia.

  8. romaguido said

    Per chi volesse divertirsi a leggerlo, ecco il documento integrale.

  9. Luca said

    Approfondire e sapere le cose è meglio di non conoscerle e navigare perciò a vista. Nei prossimi giorni ho intenzione di leggermi il testo del decreto e magari discuterne qua.

  10. romaguido scrive:
    Il commento inviato da Francesco Ferrara (Presidente del Movimento Italiano Disabili) riguarda il caso di una signora, invalida civile al 75%, che per una serie di disguidi burocratici si trova a non percepire alcuno stipendio, pur essendo una dipendente pubblica regolarmente assunta.
    Prendiamo atto della denuncia, che evidenzia come in Italia il welfare è gestito in maniera tale da privilegiare talvolta i ciechi che guidano abitualmente o i sordi che lavorano come centralinisti, mentre danneggia chi è realmente inabile al lavoro.
    Tuttavia rileviamo che questo argomento esula dalla discussione aperta col post di Luca e ricordiamo che il nostro non è un blog di squisita denuncia sociale, ma si limita talvolta a segnalare episodi strettamente connessi con un uso proprio o improprio della rete.
    v. post successivo

  11. romaguido said

    ATTENZIONE!
    Il commento del Sig. Ferrara è stato sospeso perchè, contenendo dati sensibili di alcune persone, violava in parte la legge sulla privacy.
    Gli autori possono visionarne il contenuto in un post nascosto.
    Preghiamo i lettori di non inviare pratiche burocratiche e/o scambi di corrispondenza se non come allegati mail e solo laddove assolutamente necessari.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: