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Università e scuola, si cambia

Posted by Luca su 9 novembre 2008

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge su “diritto allo studio”. A leggerlo sembra un grande decreto: lezioni in lingua straniera, prestiti d’onore per gli studenti, valutazioni periodiche dell’attività svolta dai docenti, commissariamento per gli atenei inadempienti dal punto di vista finanziario. Sono queste le linee guida che dovranno essere successivamente tradotte in disegni di legge.

Il provvedimento individua alcune linee di intervento che fanno perno sui concetti di autonomia, responsabilità e merito e ipotizza anche il superamento del valore legale del titolo.

Ecco i punti chiave:

a) Offerta formativa.

Occorre ridurre gli insegnamenti e razionalizzare i corsi di studio. Le Università dovrebbero iniziare a tagliare i corsi universitari con un solo studente iscritto o pochi. Si suggerisce di incentivare i corsi di studio con insegnamenti in lingua straniera, di modificare le procedure d accesso ai corsi a numero programmato, di avviare le procedure di accreditamento ai corsi sulla base della qualità, di valutare se tenere aperte o no sedi decentrate e di promuovere l’educazione tecnico-scientifica.

b) Il diritto allo studio.

Va dato un forte impulso ai prestiti d’onore e potenziate le risorse per le residenze universitarie. Si suggerisce anche di incrementare i corsi universitari in orario serale per fare fronte alle esigenze degli studenti che lavorano.

c) Il merito e la valutazione.

Entro la legislatura il 30% delle risorse dovrà essere erogato su base valutativa. Si deve accellerare l’entrata in funzione dell’Agenzia della valutazione e attribuire sa subito ai risultati della valutazione della ricerca un peso significativo nell’attribuzione delle risorse.

d) Reclutamento dei docenti.

Il meccanismo delle idoneità multiple va eliminato. Bisogna poi rivedere il meccanismo degli aumenti delle retribuzioni sostituendolo gradualmente con valutazioni periodiche dell’attività svolta. Riformare i meccanismi di selezione dei professori associati e ordinari distinguendo tra reclutamento e promozione e ridefinire e ridurre, in tempi rapidi, i settori scientifico-disciplinari.

e) Dottorato di ricerca.

L’idea è quella di razionalizzare e riorganizzare i dottorati di ricerca predisponendo nuove modalità di ammissione e ripensandone la durata. Tra le priorità anche quella di promuovere la residenzialità dei dottorandi.

f) Governance.

Oltre a completare le norme che consentono alle università di trasformarsi in fondazioni, si prevede di distinguere in modo netto tra le funzioni del Senato accademico e del consiglio di amministrazione, di ridefinire il ruolo del rettore ( non più di due mandati per un massimo di 8 anni), di favorire i processi di aggregazione federale degli atenei.

g) Responsabilità finanziaria.

Va gradualmente ridotta l’incidenza della spesa per il personale, imporre agli atenei con bilancio in deficit un piano concreto e rapido di rientro nella norma e predisporne il commissariamento in caso di inadempienza. Rivedere il rapporto tra le facoltà mediche, gli atenei e il sistema sanitario per raggiungere un equilibrio tra funzioni e costi.

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2 Risposte to “Università e scuola, si cambia”

  1. Melba said

    al punto b) ci aggiungerei pure i corsi post-laurea come le scuole di specializzazione. Durano troppo e sono impossibili da frequentare per chi lavora a meno che non sia il datore di lavoro stesso a permettere che uno si assenti per una settimana al mese.

  2. Luca said

    Hai ragione Melba: lo studente lavoratore in Italia non ha ancora una sua dignità. I corsi si svolgono in orario lavorativo, i permessi per studio vengono visti malissimo dal datore di lavoro, le scuole di specializzazione durano tanto e sono impossibili da frequentare per gli studenti lavoratori.
    La situazione è un pò migliorata con l’apertura delle università telematiche.
    Nelle linee guida c’è scritto di aumentare i corsi erogati la sera per venire incontro agli studenti lavoratori, al tempo stesso premiare gli atenei virtuosi potrebbe migliorare le condizioni/qualità della didattica.

    Vedremo.

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