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Ologramma, tomogramma: costruzione della persona

Posted by Luca su 9 novembre 2008

La CNN fa apparire in studio l’ologramma di una sua inviata nel corso di un telegiornale. Jessica Yellin si collega in studio con il conduttore del telegiornale, ma in realtà nello studio non c’è lei, ma il suo ologramma.

L’olografia, ideata nel 1947 e successivamente perfezionata negli anni ’60 ha portato a far guadagnare al suo scopritore Denis Gabor il premio nobel per la fisica nel 1971. Ora le nuove tecnologie permettono di portare degli ologrammi a interagire con persone reali e con effetti sorprendenti. Già si scatenano le polemiche: “non si tratta di ologrami ma di tomogrammi sostiene il fisico Hans Kreuzer, in quanto l’intervistatore non stava parlando realmente a un’immagine tridimensionale proiettata davanti a lui, ma a uno spazio vuoto, solo gli spettatori in tv potevano la corrispondente interagire e rispondere”

Senza soffermarci a fare distinzioni tra ologrammi e tomogrammi e quindi riconoscendo le critiche del fisico, quali sono gli elementi di novità che si hanno quando interagiamo con una persona che noi crediamo reale ma che invece non è un ologramma?

L’ologramma in cosa si differenzia per esempio rispetto all’avatar che si usa su Second Life?

La giornalista in effetti nello stesso tempo si trovava in due spazi, nello spazio del telegiornale attraverso il suo ologramma e nello spazio di trasmissione attraverso il suo corpo. L’ologramma permette l’ubiquità?

In due film famosi come Guerre Stellari e Star Trek, l’ologramma è un classico, ora la realtà sta raggiungendo quello che per decenni è stato il mondo della fantascienza. Quindi sono diversi i temi in gioco:

  • il rapporto tra il reale, il virtuale e non il reale
  • il rapporto tra il corpo e la sua rappresentazione
  • la distinzione tra avatar e ologramma
  • il rapporto tra reale e fantascienza

Se ci pensate il sistema che ha permesso a una giornalista di essere presente in due luoghi nello stesso tempo è simile al teletrasporto utilizzato su Star Trek:

  • la giornalista registra da Chicago
  • la registrazione viene indirizzata verso una rete di computer
  • in seguito viene inviata a una sala di registrazione
  • infine le immagini vengono corrette e rielaborate per essere unite nello studio di registrazione
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