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Riforma o ritorno ad un brutto passato?

Posted by docenteazzurro su 8 novembre 2008

Questo articolo “L’indagine della FONDAZIONE GIOVANNI AGNELLI sui docenti italianipubblicato sul sito ANP, per docenti e DS, mi sembra un’esemplificazione di ciò che succede oggi, senza mai mentire (forse) riescono a non dire il vero, lasciandomi anche con numerosi interrogativi (!?).

L’articolo parla di un sondaggio fatto fra i docenti neoassunti lo scorso anno e io sono stata una e-tutor in tali corsi. Quando hanno raccolto i dati sulla qualità degli apprendimenti degli alunni? Nei questionari di cui si parla non ricordo di averne visto traccia… da cosa deducono che negli ultimi decenni la qualità dell’insegnamento è andata scadendo? Da risposte del personale neoassunto? Perché parlano del 43,9 % dei docenti intervistati come di una maggioranza di tutti i docenti italiani? Il sondaggio era rivolto solo ai neoassunti…

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6 Risposte to “Riforma o ritorno ad un brutto passato?”

  1. romaguido said

    Condivido, mg, tutte le tue perplessità.
    Ancora una volta ci si trova di fronte a sondaggi molto discutibili.
    vediamo quali sono i primi dubbi che mi saltano alla mente.
    1) Noto che ‘età media dei neoassunti è piuttosto elevata; mi chiedo se la riforma migliorerà la situazione.
    2) I docenti sono per l’assunzione diretta; sarebbe obiettivamente meritocratico un tale sistema di assunzioni?
    3) Maggiori gratificazioni ai docenti che collaborano alle attività organizzative e didattiche della scuola; come saranno distribuiti gli incarichi che permetteranno di usufruire di questi benefici?

  2. Melba said

    L’articolo fa riferimento ad un campione di 3 regioni: Puglia, Emilia Romagna e Piemonte. Evidentemente considerate rappresentative di sud, centro e nord.
    Se ho capito bene si parla di neoassunti a tempo indeterminato..
    Sarebbero ben 10.872 nel 2007/08 in sole 3 regioni!?! ma è corretta come cifra?

  3. romaguido said

    Chi lo sa, barbara, qua mi sa che l’unica idea fruttuosa sarebbe giocarsi questi numeri al superenalotto.

  4. Luca said

    A proposito della scuola, esce sul Sole 24 ore un libro di approfondimento. Da ieri lo trovate in edicola, io penso di comprarlo.

  5. Navigando mi imbatto nei post precedenti e in molti dubbi sull’indagine che la Fondazione Agnelli ha realizzato sui docenti neoassunti dell’anno 2007-08. Segnalo che i dubbi potranno trovare risposte sul sito http://www.fga.it, dove sono presentati i risultati dell’indagine.
    Aggiungo che:
    – non si trattava di un sondaggio ma di una rilevazione tramite questionario on line (il sito è ancora attivo http://www.docentineoassunti.it);
    – ovviamente non si sono rilevati gli apprendimenti degli studenti, ma il giudizio che i neoassunti danno di indagini internazionali quali PISA O TIMMS;
    – I neoassunti totali delle tre regioni ammontavano a circa 11.500 (su un contingente nazionale di 50.000 assunzioni a tempo indeterminato). Mai detto o scritto che i 10.000 rispondenti costituiscono un campione rappresentativo a livello nazionale. Si tratta comunque del più ampio campione mai messo insieme dalla ricerca sociale in Italia.
    Spero che queste puntualizzazioni possano essere di un qualche interesse per chi ha formulato i dubbi.
    Stefano Molina
    dirigente di ricerca
    Fondazione Giovanni Agnelli

  6. romaguido said

    La ringrazio, dottor Molina, della precisazione e dei riferimenti segnalatici.
    Nell’augurarmi che qualche altro autore voglia riconsiderare quanto a suo tempo evidenziato, vorrei rilevare che, per quanto mi riguarda, il termine “discutibile” da me attribuito all’indagine è da riferirsi non tanto alle modalità operative utilizzate, quanto alla qualità delle risposte fornite dai docenti neoassunti intervistati.
    Pur rammaricandomi di non potere, nell’immediato, per motivi di tempo, analizzare i documenti di cui al #5 e confessando la mia ignoranza in materia di statistica, vorrei esprimere, di primo acchito, qualche perplessità sul giudizio dei docenti neoassunti in merito alle rilevazioni PISA e PIRLS, delle quali si è molto parlato e, credo, si continuerà a parlare:
    1) quale obiettivo si voleva raggiungere attraverso la somministrazione di quell’item?
    2) i docenti hanno espresso un loro giudizio, una loro opinione; questo rende forse l’item più adatto ad un sondaggio di opinione?
    3) Pare che le rilevazioni PISA e PIRLS abbiano dato risultati differenti, seppure forieri di giudizi tuttora controversi; i neodocenti, nelle loro risposte, ne hanno evidenziato le differenze ovvero, intervistati per l’ordine di scuola di loro competenza, hanno comunque espresso un parere sfavorevole?
    Ancora grazie
    Rosamaria Guido
    P.S. Il commento #5 è stato pubblicato con qualche ora di ritardo a causa dell’antispam che lo aveva sospeso in attesa di moderazione.

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