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Fare carriera: consigli per l’uso

Posted by Luca su 2 novembre 2008

E’ uscito in questi giorni un libro utile e interessante: “Comandare e fottere” scritto da Pier Luigi Celli ex direttore generale della RAI e manager di successo in diverse aziende. Fottere è inteso nel senso di sopraffare gli altri,  i colleghi di lavoro. Le cose dette nel libro sono tutte vere e danno un quadro molto più realistico all’importanza dello studio e del formarsi, argomenti che in questo blog sono stati trattati sotto diverse ottiche.

“Per mantenersi sulla poltrona di capo bisogna essere dei gran bastardi e per arrivarci pure: si deve usare l’arte del servilismo, della seduzione, della finzione e del tradimento”.

Il perfetto capo conosce a memoria Machiavelli.

Per fare carriera o sei figlio di (vedi in questi giorni le dinastie parentopoli scoperte in alcune università italiane) o sai attaccarti alla cordata giusta.

Il libro mi ha fatto capire il perchè della mia carriera stagnante.  Ecco alcuni punti illuminanti:

  • Non si fa carriera con il merito. Secondo Celli il merito non è quasi mai il criterio determinante. E’ quindi inutile dimostrare di essere bravi: è un esercizio che fa perdere solo tempo.
  • Cercate di capire chi tra i vari capi è quello che ha più possibilità di essere vincente e accasatevi. Questa strategia sta a dimostrare il vostro talento e versatilità.
  • Una volta entrati nel giro, non sgomitate. Ci sarà chi vi ammira, chi vi usa, e inevitabilmente, chi vi detesta. Un basso profilo, la capacità di lavorare e servire nell’ombra vi faranno ben valutare da chi ha buoni occhi per intuire quelli che verranno utili nel tempo.  Una mediocrità costante, in azienda, garantisce più dei colpi a effetto. I mediocri (o finti tali) sono preziosi: non danno problemi di affidabilità, dove li metti stanno e, sopratutto, non discutono.

La lettura di questi suggerimenti è stata illuminante, ho capito le ragioni della mia non carriera. Il merito non viene valutato, la formazione non porta a niente. Nessuno che ha fatto veramene carriera è stato uno studente diligente e preparato. Pensiamo a queste cose quando discutiamo di scuola e di Riforma scolastica? Nei discorsi politici la scuola e il merito diventano la base su cui puntare. La formazione la strada maestra, la life long learning la via da seguire. Io ho invece appurato su di me che la formazione non serve a niente in un mercato del lavoro come quello italiano appiattito verso il basso.

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13 Risposte to “Fare carriera: consigli per l’uso”

  1. romaguido said

    Non servirà a farti fare carriera, Luca, ma di certo di forgerà, ti irrobustirà, ti farà essere sicuro del fatto tuo, ti permetterà di svolgere il tuo lavoro con cognizione di causa, e questa non è affatto una cosa da trascurare!
    Quanto alla descrizione di Celli, non si discosta molto da quella di Uriah Heep in David Copperfield: si tratta di un problema vecchio come il mondo.

  2. Caro Luca, la frase che citi: “I mediocri (o finti tali) sono preziosi: non danno problemi di affidabilità, dove li metti stanno e, sopratutto, non discutono” è terribile!!! Davvero vuoi fare carriera fingendoti mediocre!!? La vita è tutt’altra cosa. Pensiamo all’importanza della qualità della vita 🙂 A chi importa di vivere così! Evviva gli slanci, la poesia…la vita 🙂

  3. romaguido said

    No, Giuliana, non credo che Luca aspiri a diventare un finto mediocre; vuole semplicemente mettere in evidenza che oggi la mediocrità (vera o presunta) paga molto più che una professionalità che poggi su solide basi. La sua è solo un’amara constatazione.
    In realtà, come dicevo, già Charles Dickens, in David Copperlfield, la descrive a meraviglia nella persona di Uriah Heep. Nel romanzo l’autore ha potuto far quadrare i conti con un finale che ristabilisce l’equilibrio. Dici che anche nella vita sarà così?

  4. Purtroppo nei libri c’è la possibilità, se l’autore vuole, di calare dall’alto un deus ex machina che risolve e pareggia tutto…
    Spesso bisogna fare i lacchè per ottenere qualcosa, ma di vita ce n’è una sola e forse non vale la pena piegare così tanto il proprio spirito e l’orgoglio personale (se riesci a vivere anche senza i guadagni, o presunti tali, che ti mette a disposizione lo zerbinismo).
    Comuqnue quoto il post di Luca, è così che la vedono alle “alte sfere”. Erispondo con una canzone di Baglioni, “V.O.T.”:
    Per certi tizi di potere
    comandare e’ piu’ di fottere
    io ho altri vizi
    anziche’ farmi comandare
    preferisco farmi sfottere
    da te che mi sfizi
    non da quei supplizi…
    Vuoti V.O.T. vuoti
    V.O.T. vuoti
    con le facce da idioti…
    V.O.T. vuoti V.O.T. vuoti
    belli beneamati e beoti

  5. Luca said

    Rosamaria ha risposto per me e mi ci ritrovo nella risposta.Volevo dire che io credo nel fare le cose, nel fare e fare. Nei luoghi di lavoro invece valgono altri criteri, sotterfugi, mettere in difficoltà l’altro, servilismi, cokeraggi. Il coker è il dipendente con le orecchie basse che dice sempre di si. Ecco molti di questi coker mi hanno fregato.

  6. Rosamaria said

    @ luca: scusa se mi sono permessa di interpretare il tuo pensiero, ma mi pareva evidente che fosse così e mi è parso giusto evidenziarlo.

    @ Alberto: ma davveo Baglioni usa certe espressioni? Con l’età dev’essere diventato più sfrontato ed incisivo allora.

  7. Rosamaria said

    @ barbara
    Come mai nel mio commentonn compare più il mio avatar?

  8. romaguido said

    Hai ragione, Albero, è proprio Baglioni:

  9. Luca said

    Ho detto che mi ci ritrovo nella tua risposta, niente scusa Rosamaria.

  10. @rosamaria
    sono un fan di baglioni, mica mi potevo sbagliare! 😛 è del 95 se non sbaglio, ho il cd (ed originale! miracolo! e in duplice copia! assurdo!). Sfrontato? leggi l’inizio della canzone… 😛

    I cocker hanno fregato un po’ tutti, tutto sta nel saperli riconoscere in tempo. Con il classismo che c’è adesso, potevamo immaginarci diversamente? A volte mi domando se sia un pregio essere ignorati dal proprio capo…

  11. romaguido said

    http://www.facebook.com/
    Ecco tessapurna: clicca, iscriviti e ci troverai.
    Se poi vuoi dirmi nome e cognome o darmi una e-mail, ti aggiungo io (pi tu dovrai accettare il mio invito).
    St’ tranquilla per la privacy: cancellerò i tuoi dati nn appena inviato l’invito.

  12. Luca said

    Comunque io rimango della mia idea: fare le cose e farle bene. Certo ora sono diciamo “contrariato” (eufemismo) ma l’anno è quasi finito.

  13. Gaetana Coppola said

    Devo proprio leggerlo questo libro, sembra interessante. E’ vero, in genere quelli che fanno carriera o sono figli di papà o sono vermi striscianti. Ma vale la pena appartenere a queste categorie? Forse si’, dipende se si ha uno stomaco forte: tanto dovrai sempre sentirti dire (alle spalle ma ne sei perfettamente consapevole))dai tuoi dipendenti che hai fatto carriera senza avere uno straccio di merito e che non sai fare niente. Ma se uno si accontenta…
    Per studiare strategie di difesa c’è un altro volumetto di Luca Stanchieri, che a me personalmente è servito molto: si chiama “101 modi per liberarsi degli stro… e trovare soddisfazione nel lavoro”, l’ho trovato illuminante e …consolatorio.

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