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F-Blog: il falso blog che fa vendere alle aziende

Posted by Luca su 2 novembre 2008

In rete si trovano sempre di più dei finti blog aperti da aziende per poi reclamizzare loro prodotti o la propria filosofia aziendale. Ma questi blog sono veri blog? Un blogger può influenzare con il proprio pensiero l’opinione dei suoi lettori e tutto questo va bene per un blogger indipendente, ma un blog aperto da un’azienda ha lo scopo di portare avanti nel migliore dei modi la filosofia aziendale. Non ci sono problemi se il blog dichiara di essere emanazione di una realtà aziendale, ma se non lo fa e si propone come blog indipendente, come blog di opinioni quando invece è organo di informazione aziendale la cosa è ben differente.

In questo senso il blog diventa uno strumento aziendale, uno strumento di marketing utilizzato dall’azienda per vendere prodotti e la propria immagine sul mercato. Un blogger di questo tipo può essere considerato indipendente alla stessa stregua di un blogger “puro”?

Un esempio: Gant (marchio di abbigliamento) ingaggia Sartorialist un noto fashion blogger per creare la propria campagna invernale. Sartorialist ha un blog che raggiunge la media di 60 mila visite al giorno, blog specializzato nel lanciare tendenze di moda fotografando le persone comuni per le strade delle grandi capitali mondiali. Sartorialist è un blog che registra e crea tendenze e non a caso è visitato dai maggiori stilisti del mondo. Quindi Gant affida a Sartorialist il lavoro di studiare la propria campagna di comunicazione, dall’idea alla pubblicizzazione del prodotto da vendere.  In questo modo si crea un legame stretto e di fiducia tra l’azienda e il blogger che non potrà perciò essere esente da dubbi sulla propria indipendenza di giudizio rispetto a Gant.

Altro esempio Microsoft lancia negli USA Micorsoft Vista e regala ai blogger maggiormente conosciuti un portatile con il nuovo sistema operativo, un regalo del valore di circa 3 mila dollari. La mossa dell’azienda è stata molto criticata perchè vista come un tentativo dell’azienda di comprarsi il giudizio favorevole di blogger che invece dovrebbero essere indipendenti.

Altro esempio PayPerPost è un’azienda USA che mette in contatto le aziende con i blogger per farne recensire i prodotti e paga per ogni giudizio postato. All’inizio si veniva retribuiti solo per giudizi positivi e questo ha fatto scattare la denuncia e lo scandalo. PayPerPost inoltre non imponeva di indicare quali post fossero scritti su commissione di un’azienda e quindi erano dei veri post promozionali.

In questo senso è intervenuta la Federal Trade Commission statunitense che ha stabilito che “se un’azienda paga qualcuno, anche un blogger, per farsi fare pubblicità, tale accordo deve essere riconoscibile”.

Ora i collaboratori di PayPerPost debbono indicare se per il loro commento ricevono un qualcosa da parte dell’azienda venditrice del prodotto.

Il fatto positivo è che è stata la stessa blogofera a insorgere verso un’uso strumentale del blog come mezzo di marketing camuffato. Il sistema  blogosfera è un sistema entropico e variazioni non concesse tendono a essere espulse dallo stesso sistema autoregolante.

Cosa rende e determina la credibilità di un blogger? Un blog che contiene banner pubblicitari è indipendente? Un blogger che guadagna con il suo blog è indipendente?

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