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Facebook e l’amico-dipendenza

Posted by Luca su 25 ottobre 2008

In questo blog ci siamo occupati diverse volte di Facebook e di social network in generale. Ma ora Facebook è il social network di moda, quello che ha il trend di crescita più imperioso. E’ di moda e fa chic dire di essere su Facebook, tutti lo fanno. L’altra sera per esempio, sentivo Veltroni dire che ha cinquemila amici su Facebook e che ogni giorno non si esime dal guardare cosa scrivono i suoi contatti. Facebook è il fenomeno del momento, studiato da orde di psicologi, sociologi, antropologi. Tutti dicono la loro: in un altro articolo ho per esempio analizzato il concetto del rispetto della privacy nei social network e dei rischi connessi nel pubblicare cose personali nel proprio profilo. Da un pò di tempo inoltre ogni città organizza una serata Facebook, poche settimane fa a Roma si sono riuniti oltre 4000 iscritti del social network. Ora si sta organizzando in occasione del Festival della Creatività, un ulteriore mega raduno che si terrà in Toscana il 1 novembre. Ovunque nel mondo questi facebook party registrano un successo clamoroso.

Ma da cosa è dipeso? Intrattenimento, voglia di socialità, di appartenenza, di relazione. Facebook sembra l’applicazione concreta della teoria dei sei gradi di separazione per cui ogni persona attraverso i contatti e i contatti dei contatti potrebbe arrivare a contattare il Presidente degli Stati Uniti. Molti psicologi hanno interpretato il successo planetario di Facebook inputandolo alla paura delle persone di sentirsi isolate dal mondo, ecco quindi l’ansia di ricontattare vecchi compagni di scuola, vecchi amori, amori adolescenziali, persone del nostro tempo passato.

Paola Vinciguerra, Presidente dell’Associazione europea disturbi da attacchi da panico, sostiene che ” ormai è Facebookmania fra gli italiani, una febbre che ha contagiato in particolare la fascia dei 30-40enni, e non a caso: questo mondo virtuale è vissuto come un antidoto al senso di vuoto e alla solitudine, che in questa fase della vita, fitta di bilanci, contagia anche i “vincenti”

Lo psicologo britannico David Smallwood ha coniato una definizione: “friendship addiction” vale a dire amico-dipendenza. In questo senso Facebook alimenterebbe l’insicurezza degli utenti, che poi non riescono a staccarsi dal collegarsi di continuo e per molte ore. Questa sensazione porta a vivere le richieste di amicizia come una conferma del proprio essere e un eventual rifiuto come un fallimento assoluto.

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4 Risposte to “Facebook e l’amico-dipendenza”

  1. spaziocorrente said

    Per fortuna che non sono iscritto a Facebook!. Ma ne potrò venire contagiato?. C’è prevenzione,c’è un vaccino disponibile così come si fa con l’influenza?.
    Beh forse sì. Viviamo meglio i rapporti personali con le persone reali, non defiliamoci quando dobbiamo affrontare gli occhi di chi ci è di fronte od il suo pensiero. Impariamo ad aver fiducia di noi stessi. Essere amici nel web non dico che non sia bello, ma è anche un pò troppo facile. Del resto se un commento non va lo possiamo moderare, se qualcuno non la pensa come me lo posso togliere dai contatti. Ma un amico reale no; lo incontri per strada anche se non ne hai voglia, ti fà domande che non vorresti e che non puoi cancellare con un ctrl-del. Ricordiamoci che la realtà ha un vantaggio enorme: se ne hai bisogno ne puoi sentirne il calore. Su Facebook non lo puoi fare. Comunque come sempre non va demistificato il mezzo ma l’utilizzo. Il bastone può sorreggere un uomo come può ucciderlo di botte.
    Concordo conte che c’è un’enorme vuoto e solitudine in mezzo a noi. Quello che mi fa pensare è che sembra che nessuno se ne accorga. Ognuno porta la sua maschera così bene che ho il sospetto che a volte “invidiamo” proprio chi sta peggio di noi.
    Ciao

  2. Luca said

    Tutto vero quello che hai detto. Facebook ti può prendere la mano, ma ogni cosa/interesse può farlo. Per ora a me piace molto.

  3. Lovebits said

    Secondo me Facebook è un’ottima soluzione per mantenere rapporti con gli amici lontani, un modo come un altro per fare nuovi incontri e soprattutto per guardare le foto pubblicate dagli amici e dagli amici degli amici. Insomma un sito per passare solo un pò di tempo e non prendersi troppo sul serio…

  4. Luca said

    Comunque a me piace questa rete sociale che Facebook permette di costuire. Al tempo stesso ci sono persone che usano Facebook esclusivamente per lavoro, per mantenere i contatti con le persone con cui lavorano quotidianmento. E’ quindi uno strumento versatile che si presta a molti usi.

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