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ASmallworld: un vero social nework?

Posted by Luca su 14 ottobre 2008

ASmallWorld costituisce una comunità globale che raccoglie un numero selezionato di persone che nel mondo creano opinioni, mode, costumi sociali. Il senso di questa missione è esplicitato bene nella home page della comunità. Nel gruppo di ASmallworld www.asmallworld.net non è possibile entrare se non si conosce qualcuno che già iscritto, inviti il neofita presentandolo al resto della comunità e garantendo per lui. Colui che invita deve poi avere una certa influenza sul resto della comunità; la persona “raccomandata” deve inoltre passare il vaglio della comunità e dimostrare di avere le caratteristiche necessarie e sufficienti per l’appartenenza al gruppo. Il possibile castigo è l’espulsione del raccomandato dalla comunità.

I soci del gruppo hanno un’età media di circa 32 anni e appartengono alle diverse élites sociali: affermati professionisti, nobili, attori, finanzieri, giornalisti, giovani rampanti, modelle. Per esempio vi si trovano iscritti Ivana Trump. Naomi Campbell, Paris Hilton, Quentin Tarantino.

L’idea di costituire un simile gruppo basato sul valore delle conoscenze personali, nasce nel 2003 in Germania nel corso di una battuta di caccia al cinghiale, quando il miliardario svedese Erik Wachtmeister, alla ricerca di nuovi investimenti, decide di approdare su Internet. In cinque anni il gruppo è passato da 500 a 3 milioni di soci sparsi in tutto il mondo di cui il 20% sono residenti in Italia. In questo senso anche questo gruppo conferma la grande voglia di social network da parte degli italiani:gli italiani sono da sempre sociali, e ora il social network fa in ogni caso più chic.Lo stesso fondatore fornisce una analisi sociologica del boom italiano attribuendolo alle “caratteristiche italiane di comunicazione e di appartenenza a un gruppo”.

Il gruppo si differenzia dagli altri social network per il disinteresse verso la vita privata dei soci: una sola fotografia necessaria e non c’è nessun aggiornamento in tempo reale delle proprie attività quotidiane. Vi è inoltre un codice di condotto rigoroso la cui violazione può portare alla immediata espulsione dalla comunità; in questo modo le celebrità sono protette e quindi incentivate a entrare a far parte della comunità.

Se però per entrare a far parte della comunità è necessario un invito da parte di un socio autorevolmente riconosciuto, ASmallWorld può ancora considerarsi un social network? Per me assomiglia più a un club, un club esclusivo i cui soci possono parlare di comprare macchine costosissime, di alloggiare in alberghi a sette stelle, di pasteggiare a vino e champagne. Ok tutto questo è positivo, la bella vita è buona cosa, ma la limitazione all’accesso non è già un ostacolo in se alla possibilità di parlare di social network?

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Una Risposta to “ASmallworld: un vero social nework?”

  1. romaguido said

    Certo, Luca,
    1) in tempi di recessione cresce la vendita dei beni voluttuari e, di conseguenza, l’interesse attorno ad essi; fin qui siamo in linea con le statistiche.
    2) Il web è democratico; non c’è motivo per cui non debbano trovarvi posto siti di questo tipo.
    3) Eppure tu noti che l’accesso a ASmallworld è soggetto a regole, approvazioni, veti. Si apre alla globalità per la diversa provenienza geografica dei soci, si chiude al “sociale” perchè esclude chi non ha le credenziali di censo stabilite in sede di costituzione del club.
    4) In Italia ha successo, secondo il fondatore, per le “caratteristiche italiane di comunicazione e di appartenenza a un gruppo”. Aggiungerei che l’Italia, sopratutto in certi ambienti, è ancora molto provinciale, molto superficiale, molto elitaria, nel senso più dispregiativo del termine.
    In una discussione aperta da Melba su questo blog dicevo: “mi vengono in mente, per esempio, certe riunioni di circoli, club, associazioni, in cui, millantando l’adesione a grandi ideali, in realtà non si fa che altro che dare sfogo a invidie, gelosie, maldicenze, interessi personali.” ed aggiungevo che, al confronto, la comunicazione in rete “è senz’altro più produttiva, più utile, più gratificante”.
    Ecco, nel riconoscere ad ASmallworld una certa trasparenza nel non perseguire alcun ideale se non il lusso sfrenato, debbo confessare che non mi sta affatto bene che questi circoli abbiano invaso anche la rete

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