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Riforma Gelmini: la protesta degli studenti

Posted by romaguido su 10 ottobre 2008

Da la Repubblica.it del 10.10.08:

                                                                             (Foto Franceschi)

(Foto Franceschi)

la protesta degli studenti

quella degli universitari

il video

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14 Risposte to “Riforma Gelmini: la protesta degli studenti”

  1. romaguido said

    Il tg1 delle 13,30 non ha neppure minimamnte accennato allo sciopero di cui sopra.
    Che ne pensate?

  2. Giorgia C said

    Io penso che in giro ci sia molta disinformazione, i mass media fanno passare solo una minima parte del problema e spesso in modo distorto. Ma sinceramente tutto questo non mi stupisce affatto.

  3. romaguido said

    Anch’io, Giorgia, ho uno sguardo abbastanza disincantato, ma il silenzio più completo sulla manifestazione di oggi mi pare segnare spudoratamente la fine del diritto/dovere d’informazione.
    In fondo sapevo che ci saremmo arrivati, ma ti confesso che avevo previsto tempi più lunghi.

  4. giambrox said

    Informazione? Quale informazione? Da noi (Torino) in tv s’è detto sì della manifestazione che ha riempito le strade, ma per esempio s’è “evitato” di parlare di alcune facoltà che sono occupate già adesso e da diversi giorni! Guardando oltre, a Pisa hanno occupato il rettorato e Firenze il polo scientifico. L’informazione non c’è.

  5. Luca said

    Mi ricordo che quando a Roma, Berlusconi portò lo scorso anno un milione di persone per dare la spallata al Governo, allora la sinistra diceva che non contavano. La situazione si verifica sempre allo stesso modo. Bisognerebbe essere coerenti, ma noi come italietta non lo siamo mai stati e mai lo saremo.

  6. romaguido said

    L’Italietta, Luca, è fatta di persone che non la pensano necessariamente allo stesso modo e che, almeno fino a che ce sarà data la possibilità, hanno il diritto/dovere di esprimere il proprio parere e di dare il proprio contributo per una società più democratica.
    Gli organi d’informazione, dal canto loro, sono i primi che, per deontologia professionale, dovrebbero, in maniera il più possibile obiettiva e distaccata, aggiornarci su ciò che accade in Italia e nel mondo. Così mi sono alquanto meravigliata ieri, quando al tg1 delle 13,30, ho sentito parlare di Giò di Tonno e Lola Ponce, mentre si è taciuta ogni notizia sulle manifestazioni che si sono svolte, con discreto clamore in tutta Italia.
    No, non si tratta di un segno che fa ben sperare sulla trasparenza dell’informazione.

  7. Filippo said

    Ecco quanto succede a Tolmezzo, piccola cittadina nel nord del friuli:
    L’istituto dove studio sarà occupato per la durata dell’intera prossima settimana, quindi siamo davvero mobilitati in tanti, ma l’omertà di tutta l’informazione non verrà rotta dai mass media o dal governo.
    nelle varie interviste non ho mai sentito degli 8 miliardi di € decurtati dai fondi scolastici………..

  8. Luca said

    Ciao Filippo,
    si sicuramente in Italia l’informazione è succube dei partiti; ma ogni anno c’è una occupazione scolastica o uno sciopero autunnale. Il fatto è che i soldi in Italia sono finiti: abbiamo un debito pubblico scandaloso, in passato milioni di persone sono andate in pensione con 10 anni di contributi, abbiamo dipendenti pubblici a iosa, insegnanti come se piovesse. Tutto questo lo pagheremo noi, con pensioni da fame se va bene.
    Quindi anche gli scioperi devono essere pensati per arrivare a qualcosa non per fare una manifestazione di opposizione politica.

  9. claudia said

    A Luca.
    Gli sperperi passati sono già stati pagati. L’unica potenzialità che abbiamo sono i nostri giovani e i nostri figli: se non assicuriamo loro un’istruzione qualificata (che esiste tuttora) all’Italia non rimarrà nulla.
    E’ l’unico paese che mostra di non amare i propri figli: infatti non ne fa.

  10. Melba said

    Nel terzo mondo di figli ne fanno tanti eppure non mi pare che il loro paese dimostri di amarli. Non vedo l’attinenza tra la formazione qualificata e il non fare figli.

  11. Luca said

    Ciao Claudia,
    ben arrivata qua. Gli sperperi passati sono già stati pagati? Beh non penso, so che gente è andata in pensione con 10 anni di contributi con una pensione che un giovane di oggi anche lavorando 40 anni mai prenderà, so che nel pubblico impiego la media assenza per malattia era di 28 giorni per dipendente pubblico, come mai nel settembre di quest’anno le assenze per malattia sono calate del 42%? Come mai? Il debito pubblico italiano è a livelli astronomici, forse ci fregano solo alcuni paesi africani.

  12. Giuliana said

    Scusate se mi permetto di esprimere anche io la mia opinione rivolgendomi a voi, persone sicuramente più grandi di me, ma so che anche io ne ho diritto.
    Purtroppo è vero c’è poca informazione anche fra i giovani delle superiori. Molti della nostra scuola domani vogliono “occupare” il liceo e non sanno neache come si chiama l’attuale ministro dell’istruzione. è una vergogna!
    Molti ragazzi stanno prendendo questo momento di crisi come occasione per marinare la scuola ed è ingiusto.
    Dico si a gli scioperi ben organizzati finalizzati ad un obbiettivo ma no alle finte occupazioni che terminano alle 13:15, ora che gli studenti aspettano per poter correre a pranzare dalla mamma!
    Una ragazza di 14 anni.

  13. romaguido said

    Hai ragione, almeno in parte, Giuliana.
    E’ capitato a tutti, chi più chi meno, di partecipare ad uno sciopero senza sapere bene quali fossero le rivendicazioni che studenti più impegnati intendevano portare avanti ed anche in questi giorni ci saranno quelli che apprezzeranno, in occasione delle manifestazioni, qualche giorno di vacanza in più. Ma questa volta la partecipazione è davvero massiccia e, molto probabilmente, sentita dalla maggioranza.
    Vedi, Giuliana, la scuola italiana ha realmente bisogno delle necessarie riforme, ma i provvedimenti presi in questi giorni, in maniera un po’ frettolosa e senza badare alle esigenze didattiche degli studenti di ogni età, non sarebbero risolutivi.
    Informati bene, chiedi ai tuoi familiari, ai tuoi insegnanti, leggi i documenti ufficiali che in parte abbiamo pubblicato qui e ti renderai conto che probabimente non sono queste le uniche, le prime riforme da applicare alla scuola ed alla università italiana.

  14. Luca said

    Ciao Giuliana, certo che hai diritto di dire la tua e quindi fallo tranquillamente. Il tema della scuola e della Riforma Gelmini è stato molto dibattuto qua. Io sono assolutamente a favore della Gelmini, che tra l’altro mi piace. La scuola va riformata dal punto di vista dei costi. I pedagogisti possono parlare e parlare ma il bilancio viene prima di tutto. Una scuola pedagogicamente non idoenea che diventa un buco per la spesa pubblica è inaccettabile.

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