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La riforma delle professioni educative

Posted by Luca su 14 settembre 2008

Ho trovato un comunicato che sicuramente interesserà coloro che si occupano di professioni educative e di professione di aiuto, vi invito pertanto a leggerlo attentamente.

Oggi in data 16 maggio 2008 a Firenze, presso la Facoltà di Scienze della Formazione, in occasione del Convegno della Facoltà si è svolto l’incontro tra rappresentanti delle Università (Rete SIPED sulle professioni inerenti la formazione e l’educazione) ed Associazioni Professionali e dal dibattito sono emersi i seguenti punti condivisi:

• Necessità di ottenere un riconoscimento istituzionale delle figure professionali che operano nel settore dell’educazione e della formazione, nella prospettiva dell’apprendimento permanente (lifelong learning) e della formazione continua rispetto alle proposte ed alle esperienze delle associazioni e delle università;

• Necessità di tale riconoscimento nell’attuale contesto storico ed istituzionale, europeo e nazionale, come si evince dalla direttiva europea del 2005, dai pregressi decreti legislativi 2007 e 2008 e dall’ulteriore normativa vigente;

• Necessità di continuare a lavorare in maniera sinergica tra mondo delle professioni ed università, in cui ciascun partner ha una specifica responsabilità : università (riflessione scientifica sul fare) Associazioni (protagoniste del fare e produttrici-sollecitatrici di nuova conoscenza) nella prospettiva del superamento della logica unidirezionale, sia nel senso della direzione dalla teoria alla pratica, sia nel senso di una pratica autoreferente;

• La condivisione di valorizzare la ricca esperienza pluriennale delle università e delle associazioni professionali attorno a due filiere professionali che vanno ulteriormente definite ed articolate:
1) Educatore (primo livello) e Pedagogista (secondo livello) e Pedagogista specializzato (terzo livello)
2) Formatore (primo livello) e Esperto/Gestore della formazione (secondo livello) e Esperto-Gestore della formazione specializzato (terzo livello);

• L’articolazione delle filiere viene definita al tavolo permanente delle associazioni e nelle sedi istituzionali e contrattuali delle parti sociali;

• Il tavolo permanente delle associazioni professionali nazionali è costituito attualmente da ANPE, ANEP, FIPED, AIF e SIPED nella veste di promotore e Conferenza dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione;

• La necessità di prevedere un sistema di riconoscimento dei titoli e delle esperienze lavorative in termini di competenze acquisite e dei ruoli e delle funzioni effettivamente esercitate e di ri-qualificazione delle figure professionali attualmente operanti, anche in rapporto all’attribuzione di crediti universitari prevista dalla normativa europea (processo di Bologna);

• La necessità da parte delle università di rivedere anche ai sensi del DM n° 270/2007 i curricula universitari in relazione alle esigenze di armonizzazione dei tre cicli della formazione universitaria con la definizione delle nuove figure professionali delle due filiere anche nella prospettiva dell’accesso alle professioni;

• La necessità da parte delle associazioni e delle università di lavorare sinergicamente alla realizzazione dei requisiti professionali a partire dalla normativa pregressa che indica i criteri per la costituzione dei provider (ordini/albo associazioni) e degli albi/elenchi professionali, con particolare attenzione alla definizione degli ambiti di pertinenza e dei profili professionali generali delle filiere sopra menzionate e dei conseguenti indicatori deontologici (etici, di competenza, di responsabilità professionale e qualità ecc.);

Sulla condivisione delle precedenti necessità le associazioni professionali congiuntamente alle rappresentanze universitarie sottoscriventi si impegnano a sviluppare un piano di lavoro che prevede le seguenti azioni:

1) la costituzione, a chiusura del convegno, del tavolo permanente delle associazioni professionali il cui coordinamento, nella fase attuale, è delegata al Prof. Paolo Orefice in qualità di responsabile nazionale della rete SIPED sulle professioni educative/formative;

2) Il tavolo lavora alla definizione convenuta dei profili professionali delle due filiere sulla base sia delle esperienze e dei documenti delle associazioni, sia delle attività di ricerca e dei prodotti realizzati dai ricercatori universitari della rete;

3) Il tavolo lavora alla definizione di criteri comuni: per il riconoscimento dei provider (ordini/albo associazioni) e per la costruzione e gestione degli albi/elenchi professionali e per i relativi accesso e permanenza da parte del singolo professionista;

4) Il tavolo definisce le linee e le attività da svolgere con gli interlocutori tecnici consultivi (ISFOL, CNEL, COLAP, Parti Sociali e Politiche) e politico-istituzion ali (Governo, Parlamento, Ministeri e Conferenza Stato-Regioni);

5) Il tavolo individua e promuove utili collegamenti con Organizzazioni e Enti a livello nazionale ed europeo;

6) Il tavolo è d’accordo e sollecita la realizzazione di un Congresso SIPED/Tavolo sulle filiere dell’educazione e della formazione da realizzare in autunno con le parti interessate;

7) Il tavolo è disponibile a partecipare alla pubblicazione dei materiali della giornata di lavoro del 16 maggio 2008 in coordinamento con la Facoltà di Scienze della Formazione di Firenze che si occupa della pubblicazione degli atti dell’intero convegno;

8) I rappresentanti del tavolo al convegno invieranno quanto prima al coordinamento fiorentino della rete SIPED i nomi di due referenti per i successivi contatti.

Firenze, lì 16 maggio 2008

Letto e sottoscritto,

AIF – dott. Pier Sergio Caltabiano
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ANEP – dott.ssa Martina Vitilla
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ANPE – dott. Gianfranco De Lorenzo
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FIPED – Prof. Piero Crispiani
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SIPED – Prof. Massimo Baldacci
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CONFERENZA DEI PRESIDI – Prof. Francesco Susi

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Una Risposta to “La riforma delle professioni educative”

  1. Rosamaria said

    Davvero interessante, questo documento dimostra la volontà di:

    1) definire ruoli e funzioni
    2) riconoscere agli operatori del settore una professionalità basata su competenze certificate
    3) una collaborazione fattiva tra università e ordini professionali, onde proporre percorsi sempre più qualificati e qualificanti.

    A questo punto c’è solo da augurarsi che le parti interessate procedano il più speditamente possibile all’attuazione di quanto concordato perchè i buoni propositi, come purtroppo a volte capita, non restino lettera morta.

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