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Una seconda vita per Second Life?

Posted by romaguido su 9 settembre 2008

Il flop di Second Life, dovuto al difficile percorso che hanno dovuto affrontare i “migranti digitali”, ha creato l’attuale “cimitero degli avatar”. Ma c’è chi scommette su una sua “seconda vita”, quella che vede come target i “veri” nativi digitali.

Vado fiera di non essere una nativa digitale; non lo faccio per snobismo, ma perché credo che una posizione più distaccata consenta una maggiore obiettività, un maggior equilibrio, oltre a gratificarmi quando riesco ad usare (e non a farmi usare) i mezzi digitali che più si confanno alle mie esigenze del momento.
Dei molti sedicenti nativi digitali (credo, infatti, che da parte dei trentenni il “digital native pride” sia, tutto sommato, una appropriazione indebita) non amo in maniera viscerale le abitudini, i tempi, i modi spiccioli, che mi sembra non rispettino l’altro al di là del cavo; insomma, ho sempre l’impressione che i relativamente giovani “smanettoni” confondano le persone con le finestre di windows e che le loro comunicazioni, così come i loro rapporti, tendano ad aprirsi e chiudersi con la stessa, assolutamente indolore, facilità di un clic .
Quanto a Second Life, devo dire che, a parte un primo fugace entusiasmo, non ho provato una curiosità tale da farmi approfondire seriamente l’argomento e, a onor del vero, devo confessare che ogni volta, all’apertura della bolletta telefonica, il saluto dell’avatar di Alice mi procura sempre una certa spiacevole sensazione di sorpresa.
Per tutti i motivi suesposti non mi è dispiaciuto affatto scoprire che Second Life, presentata a suo tempo come la filosofia capace di rivoluzionare il web, non ha riscosso il successo auspicato, tanto che dei quindici milioni di iscritti in tutto il mondo solo 460.000 l’hanno utilizzata nell’ultima settimana.
Le cause del fallimento sono da attribuire, secondo Bruno Ruffilli e Anna Masera de La Stampa.it, alla lentezza del software che, piuttosto sofisticato, richiede continui aggiornamenti e l’impiego di potenti computer. A questa spiegazione va ad aggiungersi l’analisi di Gianpiero Lotito, che, nel suo libro “Emigranti digitali”, ed. Bruno Mondadori, attribuisce il flop di second life alla difficoltà incontrata dagli adulti (ai quali era stata riservata, in un primo tempo, l’invenzione di Linden Labs) nel passare dai sistemi analogici a quelli digitali.
Ma non tutto è perduto. C’è chi ipotizza che dalle ceneri dell’attuale “cimitero degli avatar” Second Life possa rinascere, questa volta alla grande, tra giovani e adolescenti, i veri nativi digitali, quelli che hanno conosciuto (e conosceranno) internet prima ancora della televisione e che già si incontrano nei grandi magazzini virtuali del mondo dei giochi e della fashion. E’ proprio a questo target che le multinazionali del gioco stanno dedicando tutte le loro attenzioni e c’è da giurare che questo sarà l’argomento principe delle prossime vetrine internazionali del settore, come la imminente Virtual Worlds Conference di Los Angeles. Il re è morto! Viva il re!

Per approfondimenti vedi:

Bruno Ruffilli, Il deserto degli Avatar, La stampa.it, 01.09.08

Anna Masera, Il mondo virtuale è dei bambini, La stampa.it, 01.09.08

– Gianpiero Lotito, “Emigranti digitali”, ed. Bruno Mondadori, 2008

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42 Risposte to “Una seconda vita per Second Life?”

  1. Melba said

    Ma dai! non ci posso credere! a saperlo prima potevamo concorrere al premio da un milione di dollari della fondazione Randi 😀
    I giornalisti non hanno mai capito niente di SecondLife. In realtà non è affatto morta e non è mai stata nemmeno agonizzante. Google ha in progetto di integrarla nelle sue mappe, mentre la comunità OpenSource ha già varato in versione beta OpenLife, che utilizza le librerie aperte di SecondLife. Sono stata assente ultimamente dalla seconda vita per impegni con la prima, ma avevo già intenzione di tornare fra i residenti e vi terrò aggiornati sugli eventi che vi si svolgeranno.

  2. romaguido said

    Eh, si Barbara, se dovesse capitare ancora una volta, bisognerebbe studiare il fenomeno.
    Quanto a Second Life, pare che non ci siano stati i risultati sperati, né in politica, né nel business e si registra, come dicevo, un numero di collegamenti decisamente irrisorio rispetto alle regitrazioni effettuate. Se tu, invece, fai parte degli habitués, vuol dire che sei una vera nativa digitale. Complimenti!

  3. Melba said

    La delusione è stata generata dagli stessi mass-media quando all’inizio diffusero la notizia che in Second Life si facessero affari d’oro. Si sono precipitati tutti a cogliere i frutti dell’albero della cuccagna ma non hanno trovato nemmeno la pianta. Per fortuna! Una Second Life commerciale è una cosa veramente deprimente. Io conosco invece la Second Life dove si tengono corsi gratuiti, mostre, feste, eventi di vario tipo, dove si crea e si costruisce.

  4. Entro in punta di piedi nella vostra discussione, che trovo stimolante. Il problema non è il successo o l’insuccesso, ma il percorso che ogni tecnologia innovativa compie per arrivare a destinazione. I mondi virtuali sono un fenomeno di grandissimo interesse per il futuro. Avranno una crisi (l’ha avuta persino la Rete!) e vivranno la loro vita futura dopo un assestamento normale e fisiologico, nel quale quelli più “adatti” (la tecnologia è darwiniana: elimina il meno adatto) avranno lunga vita. Ma, soprattutto, Second Life è solo UNO dei tanti possibili mondi virtuali. Non IL mondo virtuale.

    Grazie per l’ospitalità.

    Gianpiero Lotito

    P.S: per Melba. Io non sono giornalista, vivo “dall’interno” la tecnologia da venti anni. Non sempre chi scrive parla di cose che non fa.

  5. Dimenticavo, scusate: ho trovato la vostra discussione via Google

  6. romaguido said

    Nel ringraziare, a nome di tutto il gruppo, l’autore del libro “Emigranti digitali”, Giampiero Lotito, per il suo prezioso intervento, non posso non approfittare della sua tanto gradita, quanto inaspettata presenza sul nostro blog per invitarlo a partecipare alle discussioni, tuttora aperte, sulla vita nella rete e gli incontri virtuali:
    https://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/08/15/incontri-virtuali/
    https://tutoronlinequalificati.wordpress.com/2008/08/30/la-vita-in-rete/

    Ancora grazie
    Rosamaria Guido

  7. Lo farò con molto piacere. Grazie per la cortesia e l’ospitalità (a volte si ha sempre la paura di essere “invadenti”).

    Gianpiero Lotito

  8. (“a volte si ha sempre” è segno di stanchezza… domani leggo le vostre discussioni 🙂 )

  9. Melba said

    Grazie a te dell’intervento Gianpiero, sei più che benvenuto. Il mio riferimento era principalmente agli articoli che leggo da un po’ di tempo a questa parte su quanto sarebbero state deludenti le aspettative verso Second Life. A differenza degli altri mondi 3D, Second Life ha un centro finanziario vero e proprio, il linden dollaro può essere convertito in dollari o euro. Molti di coloro che si sono iscritti nel mondo non l’hanno fatto con lo spirito del gioco, ma con quello degli affari. Ho visto fiorire siti in rete specializzati in costruzione di sedi per aziende in Second Life a prezzi veramente astronomici. Senza parlare dei casinò, poi aboliti, e di altri ‘affari’ più o meno etici che vi sono nati. Una volta ho visto un venditore di allucinogeni napoletano con il banchetto al collo in equilibrio precario, ancora rido..cosa non si sono inventati per fare Linden.
    Il fatto che non ci siano stati gli sperati (di chi?) riscontri nel commercio o nella politica, non fa di Second Life un fallimento. Lo scopo del gioco non è quello.

    Ho letto il riferimento al tuo libro nel post ed ho pensato che sarebbe stato interessante leggerlo. Magari tutti insieme, qui nel blog, nel gruppo di lettura che stiamo creando.

  10. Riesco a leggere solo di corsa oggi ma gli argomenti che trattate e il vostro punto di vista mi interessano molto. Per impegni di lavoro imprevisti sono in viaggio fino a domani sera, ma poi avrei piacere di continuare la discussione (anche su altri temi) rispondendo anche a quanto appena scritto da Melba, che apre altri argomenti “densi”.

    Un saluto a tutti.

    Gianpiero

  11. Melba said

    Magari ne viene fuori un altro libro.. 😀 😀
    Ciao, buon lavoro

  12. Luca said

    La riflessione su Second Life mi ha riportato alla mente le discussioni fatte sul nostro gruppo di Yahoo in particolare con Barbara da sempre sostenitrice di S.L. Io invece sono stato da subito scettico: non capivo infatti il motivo di dover ricostruire e rappresentare in una realtà on line (lo preferisco al termine virtuale) una realtà reale di per sè noiosa. In un primo momento sembrava che ogni azienda avesse convenienza a costruire ambienti e spazi dove vendere prodotti; mi ricordo di aver inserito interventi sull’apertura di un ufficio stampa, di un punto vendita Lungarotti e addirittura il ministro Di Pietro si era comprato un’isola dove far propaganda delle sue idee.
    Non capisco l’utilità di S.L. non la vedo. Anche per quanto riguarda i servizi, i corsi gratuiti e le altre risorse rintracciabili a me sembra aria fritta, un sostituto di realtà.
    Sono d’accordo con la selezione Darwiniana della tecnologia, ma forse in questo settore la moda ha solo un effetto lancio.

  13. simona said

    Ciao Rosy,
    eccomi qui! Molto interessante il tuo post su Sl…peccato che non ho mai avuto il piacere di testare questa seconda vita, forse perchè sono troppo indaffarata con la prima o per mancanza di tempo… o semplicemnte per mancanza di interesse. Pertanto quello a cui mi preme risponderti è su quelli che tu chiami “smanettoni”. Credo che lo siamo un pò tutti e che a volte iniziamo a chattare con persone di cui cinque minuti prima ignoravamo l’esistenza, una parola tira l’altra e si inizia ad intensificare questa conoscenza virtuale. A volte invece succede esattamente l’opposto, come dici tu, “clicchiamo velocemente la x per terminare la conversazione” troppo facilmente. Ma in tutto ciò, credimi, ci sono anche persone che usano internet come un trampolino di lancio per conoscere quelle che poi diventeranno delle stabili amicizie. Ti faccio un esempio che mi riguarda: in rete qualche mese fà ho incontrato una ragazza ed abbiamo subito capito che fra di noi c’era un’ottima intesa. Col passare del tempo e delle confidenze la nostra amicizia virtuale ha preso forma e da una piccola finestra del mio pc si è catapultata nel centro di Roma…difatti ci siamo date appuntamento e ci siamo incontrate. E’ stato bellissimo e costruttivo!! Credo che tutti lo debbano fare…ora ci sentiamo spesso e siamo pronte per una nuova passeggiata al centro della nostra città, con la speranza che diventi una bella amicizia. Ecco perchè credo che internet sia anche questo, il saper conoscere a distanza una persona e poi arrivare a stringerle la mano “dal vivo” della nostra prima vita. Ti invito a provare…magari con me…Un bacio grande

  14. Melba said

    Più che sostenitrice, diciamo utilizzatrice. 😀
    Su SL ci sono entrata perchè c’erano degli amici virtuali con cui sono andata a spasso qua e la a visitare i posti più interessanti del secondo mondo e pare strano, ma ci siamo pure divertiti. Dico, paracadutarsi da una stazione spaziale non è mica da tutti, oppure assistere in prima fila ad uno tsunami.
    Non è solo la rappresentazione di una realtà. La realtà è quella che è non puoi cambiarla più di tanto, in Second Life invece puoi liberare la tua fantasia, se te n’è rimasta..: volare, teletrasportarti, costruire marchingegni o abitazioni che vanno contro tutte le leggi della fisica e soprattutto personalizzare il tuo aspetto per essere veramente te stesso, dentro e fuori.
    Al Festival della creatività di Firenze c’è proprio una sezione dedicata all’arte in SL: http://www.festivaldellacreativita.it/08/05/2008/rinascimento-virtuale

  15. romaguido said

    Ciao Simona,
    benvenuta nel nostro blog.
    Come avrai potuto vedere leggendo i vari post, qui le discussioni si intrecciano richiamando altri temi e approfondendo argomenti già affrontati e non ancora chiusi (ma si potrà mai concludere una discussione che abbia per oggetto la nostra vita, reale o virtuale che sia?). Il tuo commento, per esempio, rappresenta il punto d’incontro tra le discussioni, aperte rispettivamente da Luca e Barbara, sulla vita in rete e gli incontri virtuali . Trovo molto saggia la soluzione da te prospettata, in quanto propone una soluzione che “usi” la rete sopratutto per passare dagli “incontri di anime”, che pure essa favorisce, ad un allargamento degli orizzonti della nostra “reale” vita affettiva.
    Accolgo con gioia il tuo invito: il mio prossimo viaggio a Roma sarà la grande occasione perchè la nostra amicizia, abbandonata la virtualità, trovi finalmente una collocazione ben definità nelle nostre rispettive “realtà”.
    A presto.
    Rosamaria

  16. Giorgia C said

    Ragazzi, sto leggendo con molto interesse i vostri interventi, soprattutto perchè Second Life non è mai entrato nella mia vita reale. Devo ammettere che, quando se n’è cominciato a parlare sulla stampa, ho avuto qualche curiosità verso questa realtà virtuale tanto pubblicizzata, ma non è mai nato in me l’interesse ad approfondire…un pò perchè non avevo voglia di capirne il funzionamento (si, lo ammetto, a volte il cervello mi chiede delle brevi pause di pura pigrizia) e un pò perchè già parecchio presa da una vita reale intensa, per andare ad incasinarmi anche con una vita virtuale. Devo dire, però, che lanciarmi da una stazione spaziale con il paracadute non mi dispiacerebbe 😉

    Scherzi a parte, io non sono attratta da SL, perchè tutto ciò che vivrei non è comunque reale, non mi farebbe provare emozioni, non mi farebbe “toccare con mano” le esperienze, cose di cui invece ho costantemente bisogno. Però mi piace anche quello che ha scritto Barbara, che invece trova degli stimoli a inserire scorci di vita virtuale nella quotidianità. Sono semplicemente punti di vista diversi e, per dire un banalità, il mondo è bello perchè è vario!

  17. Melba said

    Giorgia, allora non siamo reali nemmeno noi?!
    E se fossimo tutti in Matrix? 😀 😀

  18. Luca said

    Già cosa è reale?
    In un pezzo del film Matrix il maestro chiede a neo cosa è reale? il discorso è bellissimo x quello che ci appare reale sono degli stimoli percepiti dai ricettori del nostro cervello. Quindi quello che crediamo reale può essere virtuale o rappresentazione del reale.
    Cmq a me S.L. non mi ha rappresentato mai niente, quello che dice Barbara sulla liberazione della fantasia e della creatività è vero ma allora preferisco andare al cinema o leggere i miei amati fumetti.

  19. Melba said

    Oggi Luca te le vai proprio cercando. 😛
    Mi paragoni attività come andare al cinema o leggere fumetti, con SL (cioè, indirettamente, con internet)?
    Non voglio certo convincere nessuno ad usare un qualsivoglia mondo 3D, ma questo qua è proprio un giudizio affrettato. Non puoi mica interagire con i personaggi di un fumetto o costruire la scenografia di un film. Quando dico costruire, intendo proprio costruire: un tavolo, una lampada, un auto, una casa..cubo su cubo, sfera su sfera. In SL non si va mica solo a spasso, tutto quello che c’è è costruito dai residenti, o quasi. Al massimo me lo potresti paragonare con i Lego 😀

  20. Luca said

    Mannaggia Barbara, siamo in simbiosi o in empatia forse. Volevo farlo l’esempio dei Lego ma dopo ho pensato…………no qualcuno si offende. Quando ho provato S.L. mi sono rivisto a 8 anni giocare con i lego e scassarmi le scatole (eufemismo educato). I lego propio non li capivo, a me piaceva giocare a pallone, invece mi trovavo a volte a passare pomeriggi interi con questi attrezzi. Ecco in Second Life con il mio avatar mi sono rivisto preadolescente che si scocciava. E poi dici che l’immaginazione e la creatività opera sono in rete.

  21. Luca said

    Ah un’altra cosa sono d’accordissimo con Lotito quanto sostiene che S.L. è solo uno dei tanti possibili mondi virtuali, non l’unico.

  22. Melba said

    Offendersi per un’analogia con i Lego? perchè mai? a me piacciono, ne avevo una bella collezione, insieme ai puzzle da 1000 pezzi.
    C’è senz’altro molta vena architettonica su SL.
    epperò..una casa stile lego mica sarebbe male..chissà se ci hanno già pensato. Quando torno vado a controllare e magari vado anche a vedere come sono gli altri mondi 3D.
    Mi spiace non poter continuare la discussione, rileggerò i vostri commenti al rientro, ci sentiamo fra una decina di giorni.
    Buon proseguimento

  23. Vi ho letto in questi giorni di viaggio. Sono a casa (finalmente). Domani interverrò.
    Un saluto a tutti.

    Gianpiero

  24. Rosamaria said

    Grazie.
    Buon week end!
    Rosamaria

  25. Giorgia C said

    Ciao Barbara, buona vacanza! Mi raccomando, lascia la tecnologia a casa… 🙂

  26. Finalmente riesco a scrivere e a leggervi con calma.

    @ Melba

    Il fenomeno dei mondi virtuali è destinato ad avere nei prossimi 18 mesi lo stesso scossone che ebbe Internet al tempo della Bolla di Borsa. In termini tecnici si chiama “shake out”, la fase in cui il mercato elimina le iniziative di minor valore (non è sempre così per singoli casi, ma sui grandi numeri è così). Questa fase e quella successiva, che sono fisiologiche quando c’è di mezzo un mercato tecnologico, lasciano sul mercato (in questo caso “in Rete”) le iniziative capaci di essere autosufficienti dal punto di vista finanziario o quelle che sono “appetibili” per i big player tecnologici. Infine emergono i leader, che non sempre sono i migliori tecnologicamente, ma generalmente sono i più bravi a comprendere le regole di quel mondo. I Virtual Worlds sono un insieme di fenomeni nei quali i mondi 3D come SL costituiscono un sottoinsieme. Le piattaforme collaborative per i giochi online multiuser sono straordinariamente potenti, e sono anch’essi mondi virtuali, come lo sono, in un’altro sottoinsieme, MySpace o l’italiana Libero (cosa c’è di più virtuale di un mondo nel quale costruisci una seconda identità comunicando con altre persone che hanno una seconda identità?). Second Life ha avuto la geniale intuizione del nome, che ha fatto identificare immediatamente il virtual world con loro. Per chiudere, all’interno del processo di affermazione di una tecnologia o delle sue applicazioni (Second Life e i mondi virtuali sono applicazioni di tecnologia e non tecnologie in sè) c’è sempre una prima fase di successo mediatico, curiosità, aneddotica diffusa, aspettative ecc. Ma questi fenomeni vanno letti, per comprenderne il significato e le ragioni del successo o della disfatta, in una logica perlomeno di medio periodo. Che nel caso dei mondi virtuali vuol dire almeno tra i 5 e i 10 anni. Salvo che, come per la realtà virtuale a metà degli anni Novanta, non vengano “affossate” rapidamente da una serie di ragioni che sarebbe lungo qui spiegare.
    Scusate la lunghezza.

    gp

  27. romaguido said

    Molto interessante!
    Rosamaria

  28. @ Luca

    Il problema centrale è proprio che i mondi virtuali, alla ricerca di un loro “significato”, a volte lo hanno raggiunto subito (piattaforme multiuser e community tipo Libero ne sono un esempio). I mondi 3D come SL hanno invece bisogno di tempo. Sono stati costruiti per gli adulti, ma sono estremamente adatti ai nativi, che naturalmente processano prima le immagini e poi il testo, al contrario di quello che facciamo noi. Tutti gli utilizzi che consentiranno di “disintermediare” (la formazione a distanza potrebbe essere un esempio) potrebbero essere di potenziale successo in quei mondi. Però non è sufficiente creare un mondo 3D che riproduce la realtà per creare interesse o utilità. Anzi…

    gp

  29. Adesso vi saluto. Ho una “malsana” passione. L’Inter. Vado allo stadio.

    Ci si rilegge presto.

    Ciao a tutti

    gp

  30. Luca said

    Ah a proposito della crisi di Second Life, del fatto che dei 15 milioni di iscritti sono 500 mila si sono collegati nell’ultima settimana, sembra invece che le cose per Linkedin sono invece molto positive. Linkedin è il pioniere dei social network per trovare opportunità di lavoro. Sono più di 17 milioni gli iscritti professionisti che si passano parola sulle società in cui ricercare personale,si raccomandano a vicenda e mettono online il loro patrimonio di contatti.
    Second Life aveva azzeccato il nome, il miraggio di una seconda vita rispetto a quella reale e noiosa, ma forse le conosceze giuste servono di più nella first life.

  31. Melba said

    Eccomi qua, dopo una settimana resettiamo e ritorniamo sul pineta internet-casa.

    La tecnologia ha rapide successioni di fase, si dice per esempio che un computer comprato oggi sia obsoleto già fra 6-12 mesi. Per le applicazioni internet non so francamente che unità di tempo si possa usare considerato che in alcuni casi sono ad utenza globale. Immagino, ad esempio, che i 18 mesi si riferiscano all’Italia, non riguardino l’estero dove SL è approdato e si è espanso prima.

    Esistevano già giochi multiutente online. In fondo un mondo 3D non è altro che l’evoluzione di un MUD, giochi testuali. La maggiore potenza dei computer l’ha reso fattibile, ma potrebbe evolversi ancora. Io personalmente un mondo 3D ad uso di social network lo vedrei girare meglio su una consolle dai comandi intuitivi, come quelli del nintendo wii, connessa in wifi ad internet piuttosto che su un pc vincolato dalle altre applicazioni e dalle caratteristiche tecniche. Chissà..magari fra qualche anno si venderà SL per playstation.

    Penso che il nome non basti. Probabilmente ci sono stati maggiori investimenti in progettazione e pubblicità.
    Io SL l’ho conosciuto per passaparola ed inizialmente l’ho anche ignorato finchè non hanno cominciato ad usarlo alcuni amici. Era gratis, si installava senza problemi, offriva un mondo vasto, interamente esplorabile e interattivo. Mi ricordava un po’ i primi accessi a internet. Probabilmente quello che mi attira di più è la possibilità di creare oggetti e di animarli grazie all’intuitivo linguaggio di script appositamente creato per SL. I programmi di cad e 3d richiedono troppe competenze e non sono gratis.
    Trovo comunque che possa avere buone prospettive nell’uso di corsi di formazione, convegni, seminari, ecc. purtroppo ancora limitati dalle caratteristiche tecniche che non riescono a reggere troppi utenti connessi.

    Gli altri mondi 3D come sono? cosa offrono?

    P.S. il numero di iscritti o di collegati fa poco testo. Io ho 3 account in SL e non mi connetto contemporaneamente con tutti e 3. Anche miei amici hanno più di un account.

  32. romaguido said

    Giusto Melba,
    ognuno di noi può avere più di un account ma, stando alle cifre, ogni iscritto dovrebbe averne in media trenta, perchè si possa dire che tutti si collegano. Ti pare una cosa possibile?

  33. Melba said

    30 no, ma più di una sicuramente. E’ normale che ci siano più iscritti di quanti realmente siano gli utilizzatori. Avviene con qualunque sito, le iscrizioni sono gratuite, sono comode per gonfiare il numero di utenti. Non noti mai che il tasto per cancellarsi è nascosto o del tutto assente in molti siti?

  34. romaguido said

    D’accordo, Barbara, ma il rapporto mi pare davvero elevato per non far supporre che si tratti di un effettivo decremento.
    Non c’è nessun esperto di statistica che possa darci una mano a dirimere la questione? 🙂

  35. Melba said

    Non basta un punto per definire un andamento. Bisogna conoscere nel lungo periodo il rapporto tra numero di iscritti, cancellati e connessi. Mi sa che solo i gestori di second life conoscono questi dati.
    Le statistiche sono fatte per far vedere quello che si vuole far vedere.

  36. romaguido said

    Ciao Barbara,
    devo confessare che a volte le tue certezze mi disorientano un po’.
    Davvero, secondo te, non esistono professionisti che, in assoluta buona fede, ricerchino la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità? Vuoi almeno concedere a queste persone il beneficio del dubbio?
    Ora mi dirai che alla verità si può solo tendere, che non la conosceremo mai tutta intera. Perfettamente d’accordo. Io, intanto, sono tra quelli che preferiscono valutare le facce di ogni medaglia, considerare i pro e i contro, e dopo (ma solo dopo) trarre le conclusioni del caso.
    Pensi che sia un’illusa?

  37. Melba said

    Lo so sono un po’ invasiva, cercherò di contenermi 😀
    Non è mia intenzione disorientarti, sono opinioni mie, nate appunto dall’aver considerato diversi punti di vista. Prendile come tali. Il beneficio del dubbio lo metto sempre in quello che leggo, statistiche comprese.
    Ho la tendenza, diciamo genetica 🙂 , a guardare il lato pratico delle cose: mercato e concorrenza, domanda e offerta. Tutti vogliamo ‘vendere’ qualcosa agli altri, consapevolmente o meno cerchiamo il modo migliore di farlo.

  38. romaguido said

    Ciao Barbara,
    sono d’accordo con te a proposito del marketing e della pubblicità più o meno occulta; purtroppo, da buon Acquario, sono più propensa a pensare ai regali che non alle compravendite.
    Te lo dicevo che ci compensiamo perfettamente; credo che, se ci frullassero, ne verrebbe fuori una persona assolutamente perfetta! 😛

  39. Melba said

    Alla faccia della modestia 😛

  40. romaguido said

    Se i difetti si compensano, non può che uscirne il perfetto equilibrio. Non ti pare?

  41. Luca said

    Barbara anche le aziende guardano al lato pratico delle cose. Quando è partita la prima bolla delle aziende in rete ( le fantastiche dot-com), aziende senza struttura venivano quotate in borsa e tutto sembrava un guadagno. Ma era un guadagno senza struttura, senza basi, senza fondamenta. Infatti la bolla scoppiò, pochi riuscirono a sopravvivere e molti fallirono.
    La stessa cosa si è manifestata con Second Life: spazi venduti a aziende per somme ingenti di euro (altrochè linden), imprenditori illuminati che profetizzavano se stessi come i nuovi messia del web. E poi cosa è successo? Niente è scoppiata la bolla di Second Life, scoppiata per il fatto che la copia della vita reale è più pallosa e inutile della vita reale stessa. Qua uso volutamente l’espressione reale, perchè gli avatar mi sembrano delle perdite di tempo. Gli stessi corsi di formazione mi fanno sorridere se fatti su SL, mi fanno sorridere ma sono una pena.
    Sulla moda e sul conformismo mi sa che sono state scritte enciclopedie intere. Ogni epoca, ogni anno (ora si parla in mode di giorni, o di mesi) ne ha una. Barbara ha ragione a dire che l’uomo è un essere sociale, ma soprattuto è un essere conformista. Mi ricordo di un film dove per nascondere uno scandalo a carico del presidente degli Stati Uniti d’America i media inventano una guerra contro l’Albania per tenere impegnati gli spettatori. Second Life per me è stata così, una manovra ad hoc per dare qualcosa allo spettatore. La cosa non è nuova, anche nella Roma antica gli spettacoli dei gladiatori avevano questo scopo.

  42. Melba said

    Second Life è nato come gioco Luca. Le aziende non ci hanno guadagnato come pensavano? chi se ne frega, problema loro, è il rischio del mercato.
    SecondLife continua a rilasciare nuove versioni, i forum sono ancora attivi e funzionanti, lo stesso dicasi dei vari siti online per aprire un’azienda su SL, gli eventi ci sono e anche l’apertura di nuove sim. A parte quello che scrive ogni tanto qualche giornalista, non vedo cambiamenti rilevanti.
    Non ti piacciono i corsi su SL? mi è parso di capire che non ti vanno a genio nemmeno i social network, eppure sono molto usati.
    Un pensiero condiviso: http://www.secondlife.it/default.asp?display=311

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