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Riforme vs recupero degli apprendimenti: quali strategie per superare l’impasse?

Posted by romaguido su 5 settembre 2008

Ormai è da più di un decennio che i docenti italiani, così come gli alunni e le loro famiglie, si sono quasi rassegnati alle novità che il ministro di turno tira fuori, durante la pausa estiva o all’inizio del nuovo anno scolastico, quasi come si trattasse di un candido coniglio che sbuchi all’improvviso da un cappello a cilindro ormai senza fondo. Nessuna meraviglia dunque se le polemiche sulla riforma lampo praticamente imposta dal ministro Gelmini riportano alla ribalta ancora una volta gli annosi problemi della scuola italiana.

Questa volta però non si grida allo scandalo di riforme troppo audaci, ma si registra un malcelato nostalgico ritorno alla scuola di qualche decennio fa, in cui primeggiavano i più bravi (cosa auspicabile, certo), ma anche i ragazzi avvantaggiati per censo ed estrazione sociale. Già il Codacons ammonisce, infatti, che i praticamente ripristinati esami di riparazione peseranno in maniera considerevole sul bilancio delle famiglie, costrette giocoforza a ricorrere a lezioni private, visto che i fondi ministeriali destinati al recupero sono talmente irrisori da non poter sortire alcun effetto degno di nota. Che fare allora?

Sin dal mio ingresso nella scuola ho sempre pensato che l’azione educativa dovesse svolgere un’azione a 360°; laddove la centralità sia effettivamente riservata all’alunno è assurdo e dannoso voler burocratizzare qualsiasi iniziativa, ascrivendola rigidamente a questo o a quel capitolo di spesa, come se il processo di apprendimento potesse essere parcellizzato e racchiuso in limiti definiti di volta in volta. Non è così; e a questo punto subentrano il buonsenso del docente e la sua libertà d’insegnamento.

Ogni allievo rappresenta un mondo talmente complesso e affascinante da influire sulla classe di appartenenza in maniera sensibile; non tener conto di questa realtà imprescindibile significherebbe agire i maniera asettica e distaccata, da burocrate, appunto, non da educatore. E l’educatore non può non considerare l’allievo come una preziosa risorsa nel processo di apprendimento dell’intera classe. Nessuna ghettizzazione, dunque, potrà mai portare a risultati ragguardevoli, nessuna parcellizzazione del sapere potrà risultare davvero efficace ai fini di un apprendimento significativo.

Da quanto detto si deduce che non saranno certo le poche ore destinate al recupero degli allievi a migliorare l’apprendimento del singolo o della intera classe; ogni docente potrà invece adoperarsi, tanto in prima persona, quanto in collaborazione con l’intero consiglio di classe o addirittura coinvolgendo il Collegio dei docenti, perché tutte le iniziative programmate possano mirare contemporaneamente al recupero e al potenziamento di tutte le abilità dell’allievo, tenendo conto della naturale variabilità delle diverse situazioni di partenza e applicando con cognizione di causa metodi docimologici basati sulla valutazione autentica dei risultati.

Va da sé che, con la riduzione dei fondi elargiti dal ministero urge, facendo di necessità virtù, finalizzare al recupero ogni attività svolta nell’anno scolastico, nonché utilizzare tutti i mezzi e gli strumenti atti ad accelerare il lavoro di docenti e alunni.

Ancora una volta ci sembra quindi il caso di ricordare l’importanza delle TIC e del CSCL (Computer Supported Of Collaborative Learning) ai fini di un processo di insegnamento/apprendimento sicuramente efficace ed efficiente.

E’ così che ogni insegnante, diventato e-tutor della propria classe, potrà guidare gli alunni in un percorso più agevole, visto che il linguaggio informatico, sicuramente più consono alla mentalità dei ragazzi, è quello meglio deputato al raggiungimento di risultati soddisfacenti.

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5 Risposte to “Riforme vs recupero degli apprendimenti: quali strategie per superare l’impasse?”

  1. Luca said

    Ciao Rosamaria,
    in un primo momento ho pensato ora mi tocca leggere il solito articolo sui recuperi scolastici, e invece no. C’è una proposta concreta e reale usare l’ambiente e la formazione e-learning per favorire il recupero scolastico. Proposta di recupero che sicuramente sarebbe molto più economica per le famiglie.

  2. Giorgia C said

    Al Moodlemoot 2008 mi sembra che una scuola superiore abbia presentato i suoi progetti di recupero online utilizzando proprio la piattaforma Moodle. Adesso non ricordo bene, ma andrò a vedere se riesco a recuperare qualche informazione in più!
    Comunque sono d’accordo, è necessario trovare nuove strategie per il recupero scolastico, che va svolto anche in itinere e non solo a fine agosto, in modo che possa andare incontro alle esigenze di tutti gli studenti.

  3. Luca said

    Lo ricordo quest’intervento. Non era di quel tizio particolare che sembrava fosse lì per caso?

  4. romaguido said

    Infatti, Luca:
    1) le TIC e l’e-learnig, anche laddove usati esclusivamente nei periodi riservati al recupero, permetterebbero agli allievi di seguire da casa, annullando probnemi economici e logistici e facendo risparmiare tempo utile allo studio delle altre discipline
    2) i docenti avrebbero modo di seguire più agevolmente il percorso dei singoli allievi e dell’intera classe.
    3) il recupero destinato a tutta la classe sotto forma di attività collaborativa mediata da computer, potrebbe sortire, soprattutto se effettuato, come dice Giorgia, durante l’anno scolastico, dei risultati davvero insperati.

  5. Luca said

    Ciao Rosamaria,
    ci sono dei libri che trattano l’argometo, è possibile pensare a un progetto volto al recupero online delle materie scolastiche.

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