Tutor online qualificati

Il blog del gruppo Tutor Online Qualificati

La comunità di pratica e il blog

Posted by romaguido su 1 settembre 2008

In questi giorni si è aperta nel gruppo (v. messaggio n° 1862 di Barbara sul gruppo yahoo tutor-online-qualificati) una interessante discussione sul significato e sull’uso del blog, ma già da tempo ci eravamo andati confrontando su alcuni termini tipici del web.

Io qualche mese fa ero stata ripresa da Luca, quando avevo parlato di blog per indicare lo spazio web del nostro gruppo yahoo; così, adeguandomi, ho cominciato ad esprimermi diversamente ed a parlare di “pubblicazione sul gruppo”. Dirò che da profana la cosa mi sembra comunque alquanto azzardata. Il gruppo è, infatti, un insieme di persone che, nel nostro caso, condividono la passione comune per l’e-learning e l’apprendimento collaborativo. “Persone”, dunque, e non semplici nick, come di recente ha messo in evidenza Luca (a tal proposito vorrei ricordare agli iscritti che, almeno nel nostro caso, è assolutamente fuori luogo trincerarsi dietro nick di fantasia come se ci trovassimo in un forum pubblico che veda protagonisti i soggetti più disparati dalle intenzioni più o meno acclarate) ed in particolare persone che hanno deciso di fare insieme un percorso di studio, lavoro, ricerca, approfondimento, quindi un “gruppo” che vorrebbe fare, in poche parole “comunità di pratica”. Da ciò si deduce che, almeno nel senso letterale del termine, dire che si scrive sul gruppo è quanto meno stravagante. Sarebbe più corretto dire che si scrive nello spazio web utilizzato dal gruppo per comunicare, nel “blog”, appunto.

E veniamo al significato che del termine dà wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Blog):

“Il blog è un luogo dove si può (virtualmente) stare insieme agli altri e dove in genere si può esprimere liberamente la propria opinione. È un sito (web), gestito in modo autonomo dove si tiene traccia (log) dei pensieri; quasi una sorta di diario personale. Ciascuno vi scrive, in tempo reale, le proprie idee e riflessioni. In questo luogo cibernetico si possono pubblicare notizie, informazioni e storie di ogni genere, aggiungendo, se si vuole, anche dei link a siti di proprio interesse: la sezione che contiene link ad altri blog è definita blogroll.

Tramite il blog si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. Con esse si condividono i pensieri, le riflessioni su diverse situazioni poiché raramente si tratta di siti monotematici. Si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger.

…Tra le tipologie più diffuse troviamo:

  • blog personale – Come già accennato, è la categoria più diffusa. L’autore vi scrive le sue esperienze di ogni giorno, poesie, racconti, desideri (più o meno proibiti), disagi e proteste. Il contributo dei lettori nei commenti è in genere molto apprezzato e dà vita a discussioni molto personali (ma anche a flame). Questo tipo di blog è usato spesso da studenti di scuola superiore o universitari, con un gran numero di collegamenti incrociati tra un blog e l’altro.
  • blog collettivoSi tratta di un blog nel quale gli articoli vengono scritti da un gruppo ristretto di autori. Di solito questi blog sono orientati verso un campo d’interesse particolare (letteratura, informatica, politica, attualità, ecc.) e sono, proprio per la varietà degli articoli pubblicati, tra i più visitati in rete.
  • blog di attualità – Molti giornalisti utilizzano i blog per dare voce alle proprie opinioni su argomenti d’attualità o fatti di cronaca, o più semplicemente per esprimere la propria opinione su questioni che non trovano quotidianamente spazio fra le pagine dei giornali per i quali scrivono. Altre persone utilizzano il blog per commentare notizie lette su giornali o siti internet.
  • corporate blog o blog aziendale – Il blog tenuto da uno o più dipendenti di una azienda: una voce più informale rispetto al sito internet. I blogger sono tenuti a rispettare un codice aziendale, ma i blog aziendali sono spesso visitati per la semplicità e l’immediatezza delle informazioni che vi si trovano.
  • blog tematicoOgni essere umano ha un hobby o una passione. Spesso questo tipo di blog diventa un punto d’incontro per persone con interessi in comune.
  • blog directory – Una delle caratteristiche peculiari dei blog è la gran quantità di link. Alcuni blog si specializzano nella raccolta di link su un argomento particolare. Anche alcuni siti di news possono rientrare in questa categoria.
  • photoblog – Sono blog su cui vengono pubblicate foto invece che testi.
  • blogames – Sono blog su cui vengono pubblicati giochi invece che testi.
  • blog vetrina – Alcuni blog fungono da “vetrina” per le opere degli autori, come vignette, fumetti, video amatoriali o altri temi particolari.
  • blog politico – Vista l’estrema facilità con la quale è possibile pubblicare contenuti attraverso un blog, diversi politici lo stanno utilizzando come interfaccia di comunicazione con i cittadini, per esporre i problemi e condividere le soluzioni, principalmente a livello locale.
  • urban blog – Blog riferiti ad una entità territoriale definita (una città, un paese, un quartiere) e che utilizzano la tecnica del passaparola digitale per compiti di socializzazione diretta e indiretta anche con l’utilizzo di immagini e video riferiti alla comunità. Interessante l’utilizzo di mappe e di sistemi di social bookmariking per aumentare il livello di condivisione e di collaborazione.
  • watch blog – Blog in cui vengono criticati quelli che l’autore considera errori in notiziari on-line, siti web o altri blog.
  • m-blog – Blog utilizzati per pubblicizzare le proprie scoperte musicali e renderne gli altri partecipi attraverso la pubblicazione di mp3 (da qui il prefisso) o file audio dei più disparati formati.
  • vlog o video blog – Si tratta di un blog che utilizza filmati come contenuto principale, spesso accompagnato da testi e immagini. Il vlog è una forma di distribuzione di contenuti audiovideo. I vlog sono utilizzati da blogger, artisti e registi.
  • Audio Blog – Si tratta di blog audio pubblicati attraverso il Podcasting. La peculiarità di questo tipo di blog è la possibilità di scaricare automaticamente sia sul proprio computer che sui lettori mp3 portatili come l’iPod gli aggiornamenti attraverso i feed RSS con gli audio incapsulati.
  • nanopublishing – blog monotematico, dal contenuto leggero e scritto a più mani.
  • moblog – blog che si appoggia alla tecnologia “mobile”, ovvero dei telefoni cellulari. I contenuti sono spesso immagini (inviate via MMS) o video (in alcuni casi registrati direttamente in video chiamata).
  • multiblogging – Si tratta della possibilità di gestire più blog con uno script solo, spesso supportano la multiutenza.
  • blognovel o blog novel o blog fiction – un romanzo o un racconto suddiviso in brevi tranches che si sviluppa su un blog e che è quindi rivolto ad un pubblico. Il più delle volte i commenti di altri bloggers e/o visitatori possono essere utili indicazioni per l’autore nello sviluppo della storia.
  • lit-blog o blog letterario – Si tratta di un blog, personale o collettivo, nel quale vengono pubblicati articoli di natura letteraria (recensioni, brevi saggi critici, poesia, interviste, ecc.).”

In base a questa classificazione che, sia pure ufficiosa, è tuttavia da considerarsi valida almeno nelle sue linee generali, il nostro blog potrebbe essere una via di mezzo tra il blog collettivo ed il blog tematico.

Chi può essere ammesso a scrivere in un blog così concepito?

In una comunità di pratica tutti i membri, nessuno escluso, dovrebbero essere abilitati a contribuire alla crescita del gruppo, quindi ognuno di noi dovrebbe avere la possibilità di dire la sua in merito agli argomenti d’elezione della comunità stessa. Ma la cosa non è esente da problemi organizzativi.

Sicuramente, per un più lineare svolgimento dei lavori, è bene che solo pochi, ai quali si darà l’onore/onere di una maggiore responsabilità, siano gli amministratori/autori del blog: saranno questi a fare da tramite tra gli iscritti/lettori ed il web, onde garantire una linea editoriale il più possibile coerente con i principi basilari della comunità.

Tutti gli altri iscritti, pur godendo del diritto/dovere di parola, potranno contribuire secondo le tendenze e le capacità personali, postando articoli da sottoporre all’approvazione degli amministratori/autori e commentando, di volta in volta, i post che riterranno più interessanti.

Mi pare giusto sottolineare che tuttavia questa possibilità deve essere considerata una opportunità, non certamente un obbligo, visto che non tutti hanno la pur auspicabile propensione a rendere manifesta la propria opinione, e che, tra l’altro, ognuno di noi ha tempi di risposta differenti a seconda delle situazioni contingenti.

Considerato, infine, che il nostro gruppo è ancora neonato come comunità di pratica, sarebbe opportuno che, almeno per il momento, considerassimo l’opportunità di stabilire un periodo, per così dire, di acclimatazione/osservazione, dopo il quale prendere a ragion veduta le decisioni del caso.

Questa è la mia opinione in merito al quesito posto da Barbara; e voi che ne pensate? Quali sono le vostre proposte al riguardo? Nel ricordarvi che solo dalla molteplicità dei pareri potrà nascere una azione davvero efficace e condivisa, mi aspetto di leggervi al più presto.

Rosamaria

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12 Risposte to “La comunità di pratica e il blog”

  1. romaguido said

    P.S. L’immagine prescelta mi ha riportato alla mente la simpatica discussione in cui molti di noi hanno parlato nel gruppo della loro zona d’origine o dei loro progetti per le vacanze. Che ne direbbero i nuovi iscritti di riprenderla, perchè possiamo conoscerli meglio e localizzarli geograficamente?

    Anthans, Bibasiss, giulita, Roberta e Tiziana (ne ho forse dimenticato qualcuno?) aspettiamo di leggervi presto nel gruppo!

  2. Giorgia C said

    Concordo con quanto detto sopra da Rosamaria e, per rispondere al messaggio precedente di Barbara, vorrei anche io citare le parole di Wikipedia:

    ” Le comunità di pratica e di apprendimento sono gruppi sociali che hanno come obiettivo finale il generare conoscenza organizzata e di qualità cui ogni individuo può avere libero accesso.”

    Il blog sicuramente permette il libero accesso alla conoscenza da parte di ogni individuo, facente parte o meno del gruppo. Mettiamo a disposizione di chiunque le nostre conoscenze ed esperienze.

    “In queste comunità gli individui mirano a un apprendimento continuo e hanno consapevolezza delle proprie conoscenze. Non esistono differenze di tipo gerarchico: tutti hanno uguale importanza perché il lavoro di ciascuno è di beneficio all’intera comunità.”

    Su questo sono d’accordo: ognuno di noi è portatore di cultura, esperienza, conoscenza; questo ci permette di arricchirci giorno per giorno di ciò che gli altri possono trasmetterci. Il singolo porta nella comunità ciò che sa e lo condivide, aprendosi al dialogo e alla collaborazione.

    “La finalità è il miglioramento collettivo. Chi entra in questo tipo di organizzazione mira a un modello di condivisione; non esistono spazi privati o individuali, in quanto tutti condividono tutto. Chi ha conoscenza e la tiene per sé è come se non l’avesse. Le comunità di pratica tendono all’eccellenza, a prendere ciò che di meglio produce ognuno dei collaboratori. Questo metodo costruttivista punta ad una conoscenza che si costruisce insieme e rappresenta un modo di vivere, lavorare e studiare.”

    Quindi, per dare una mia opinione, credo che il gruppo che lavora nel blog possa comportarsi come una comunità di pratica, nella misura in cui ogni elemento partecipa (come e quando può) a questa crescita di conoscenza ed esperienza. Certo è, come sostiene anche Rosamaria, che devono esistere delle gerarchie organizzative, necessarie alla vita stessa del blog. Questo non vuol dire che la gerarchia stabilisca la nostra importanza nel gruppo, ma solo il ruolo che possiamo rivestire per far crescere il nostro progetto.
    Fino ad ora, del gruppo originario di yahoo, solo pochissimi di noi stanno partecipando in modo attivo al blog, per nostra scelta naturalmente. Chi visita il blog solo come lettore non può essere criticato, perchè ognuno ha modi e tempi diversi, però non assume un ruolo di responsabilità nella vita del blog. Naturalmente tutti noi ci auguriamo che la partecipazione al blog possa aumentare sempre di più, in modo da avere maggiori possibilità di condivisione e di esperienza.
    Anch’io credo che si debba dare al blog e al gruppo un pò di tempo per ingranare, come abbiamo già detto il periodo estivo sicuramente ha portato molti a non avere il desiderio di contribuire! Adesso però arriva l’autunno, cominciano i primi freddi e, da queste parti, anche le prime nebbioline…motivo in più per accendere il computer e interagire con il blog!

  3. Melba said

    Giorgia scrive:
    “Il blog sicuramente permette il libero accesso alla conoscenza da parte di ogni individuo, facente parte o meno del gruppo. Mettiamo a disposizione di chiunque le nostre conoscenze ed esperienze.”

    Converrai che se bastasse questo anche un libro si potrebbe definire comunità di pratica. E’ scritto da qualcuno e messo a disposizione di tutti.

    “Le comunità di pratica e di apprendimento sono gruppi sociali che hanno come obiettivo finale il generare conoscenza organizzata e di qualità cui ogni individuo può avere libero accesso.”

    L’obiettivo: generare conoscenza organizzata.
    Ciò vuol dire che ogni individuo del gruppo contribuisce in qualche modo ad aumentare le conoscenze di tutti apportando le proprie esperienze o i propri punti di vista. Senza una gerarchia, tutti sono sullo stesso piano come già detto da Giorgia.
    Nel blog invece l’articolo è scritto da un solo autore e solo l’autore ha diritto di modificarlo. L’obiettivo è raggiunto quando l’articolo viene pubblicato. I commenti sono a posteriori, non modificano la sostanza dell’articolo e le opinioni dell’autore.

    Il blog potrebbe contenere quella conoscenza che si è acquisita nella comunità di pratica rappresentata dal gruppo Yahoo. Esserne un prodotto.

    P.S.
    Riguardo il riferimento ai nick di Rosamaria, effettivamente hai ragione. Andrebbero usati i nomi nel blog. E’ l’abitudine. Uso sempre lo stesso nick da anni e riconosco molta gente che vedo in giro per il web dal soprannome, se scrivessero il nome non saprei chi sono.
    Ma non prenderlo come un trinceramento. I nick hanno sempre un significato, mostrano una parte della nostra personalità che con il semplice nome non si vedrebbe. Magari potrebbe essere un argomento da trattare più approfonditamente: la psicologia del nick e dell’avatar 🙂

  4. romaguido said

    Quanto ai nick, Barbara, mi riferivo espressamente al gruppo, non al blog, in cui ogni iscritto si presenta ufficialmente nella pagina “CHI SIAMO” indicando chiaramente almeno il proprio nome.
    Anche a me piace molto il tuo nick (che ricorda una dolce prelibatezza); non condivido, invece, la scelta di alcuni di presentarsi al gruppo con pseudonimi, la cui natura “di fantasia” non venga chiaramente evidenziata nella firma conclusiva del messaggio.

  5. Melba said

    Invece sarebbe più consono qui che nel gruppo yahoo.
    Il mio nick non ha niente a che vedere con cose commestibili. E’ solo l’intersezione fra nome e cognome. Non ho molta fantasia..
    In passato usavo un nick che non ti sarebbe piaciuto: xyz
    Aveva mooolti significati ed era il mio preferito 😛

  6. romaguido said

    Certo Melba, ho capito l’origine del tuo nick nella nostra prima chat di gruppo, quando Luca ha usato il tuo cognome (che non conoscevo ancora) per rivolgersi a te.
    Ma ognuno fa le associazioni che gli permettono di ricordare meglio e, vista la mia proverbiale golosità, mi è venuto spontaneo legare il tuo nick a qualcosa di dolce; non avercela con me per questo, te ne prego!
    P.S. xyz non richiamerà ghiottonerie, ma non è vero che non mi piaccia: lo dimostra chiaramente il mio nick sul gruppo, ancora più astruso e difficile da ricordare; meno male che in genere firmo sempre i miei post!

  7. Luca said

    Bene………… invece che dei commenti avete scritto delle vere e proprie tesi di laurea.
    Io penso che dobbiamo essere + pragmatici. Forse il luogo adatto alla discussione sarebbe stato il gruoppo per dare la possibilità a tutti di prendervi parte. Qua siamo i soliti e solo quelli.
    Cmq la domanda che ci dobbiamo porre è: cosa vogliamo fare? Il punto di vista di Barbara l’ho capito, ora secondo me dovremmo vedere un blog analogo al nostro e capire le sue modalità di funzionamento. Certo se vogliamo porci come blog di chiacchiere, di articoli, un blog puramente giornalistico è una scelta che va fatta e condivisa.

  8. Giorgia C said

    Luca,in fondo il post di Rosamaria era nella categoria “Riflessioni”…la riflessione stimola il dialogo e il confronto, anche se a volte un pò logorroico!
    Vogliamo essere più pragmatici della serie “bando alle ciance”? Bene, mi piace l’idea, ma per me è ancora tutto nuovo e non so da dove partire. Proposte concrete?
    Credo che il nostro blog possa essere entrambe le cose! Mi piace l’aspetto giornalistico, se si ha qualcosa da dire, e mi piace l’azione concreta, se ci sono idee.
    A questo punto mi viene da dire: caro gruppo, perchè limitarsi a leggere e partecipare nel gruppo yahoo quando si può fare la stessa cosa anche nel blog ?(l’area riflessioni secondo me ha questo scopo) Qualcuno mi sa spiegare la differenza? Io ad esempio trovo un pò “scomodo” dover guardare da entrambe le parti, preferirei trovare tutto sul blog.
    Però forse c’è qualcosa che mi sfugge, qualcosa di pratico che non vedo.

  9. Melba said

    Ma Luca, qui possono partecipare tutti, anche i non iscritti al gruppo.
    Sei proprio incontentabile! ;-D
    Però se preferisci facciamo copia incolla, vero Giorgia e Rosamaria? E comunque non hai ancora scritto il tuo punto di vista.

    Vedi? Giorgia è venuta al punto. Ancora non siamo molto convinti che si possa fare del tutto a meno della comunità yahoo. Riflessioni ok, ma non si può raggiungere lo stesso livello di ‘fancazzeggio’ che ci può essere in un gruppo. La comunità yahoo nel blog vorrebbe essere un sostituto del forum.

  10. Luca said

    Barbara mi trovo d’accordo con te su questo ultimo punto. Una copia nel blog del gruppo non serve a niente. Vediamo perciò di procedere con un taglio giornalistico e al tempo stesso di costruire una identità che caratterizzi il nostro blog.

  11. Melba said

    beh magari ‘taglio giornalistico’ lo eviterei come termine..: http://www.webnews.it/news/leggi/9032/condannato-perche-il-suo-blog-era-un-giornale/

    Diciamo che andiamo avanti e vediamo che succede.

  12. Luca said

    Ok, togliamo il taglio giornalistico.
    Diciamo un blog di approfondimento di tematiche connesse all’e-learning.

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