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Corsi di recupero e dintorni

Posted by romaguido su 27 agosto 2008

Considerata l’ancora amara attualità dei corsi di recupero e le reiterate polemiche su riforme e metodi d’insegnamento, mi pare utile riportare alcuni stralci di un articolo * di qualche tempo fa volto a dimostrare come quella che viene spesso condiderata una gravosa incombenza burocratica possa invece diventare una preziosa risorsa ai fini del miglioramento del processo di apprendimento, laddove riesca ad applicare i principi tanto decantati eppure tanto spesso disattesi dell’apprendimento collaborativo.

Quello che segue, l’abstract, riassume il mio pensiero sull’argomento, che è del resto dettato dalle teorie ancora oggi più accreditate.

Che ne pensate?

“Ormai consolidati nella prassi didattica, gli IDEI (interventi didattici ed educativi integrativi), che hanno visto negli anni realizzazioni talvolta fantasiose e poco aderenti ai loro principi ispiratori, vengono tuttora considerati da alcuni una zavorra burocratica necessaria a tutelare l’istituzione scolastica da eventuali contestazioni. Si tratta invece di una preziosa occasione per sperimentare metodi innovativi, alla luce delle più recenti teorie pedagogiche sull’efficacia dell’apprendimento unitario.

Dopo aver passato in rassegna luci e ombre della legge 352/95, si prendono in considerazione i “bisogni educativi speciali”, che, presenti in misura maggiore di quanto non si pensi, soprattutto in alcune realtà scolastiche, suggeriscono interventi di “speciale normalità” da destinare all’intero gruppo-classe, inteso come “comunità di pratica”, che attraverso l’apprendimento collaborativo supportato dalle tecnologie informatiche, potrà recuperare conoscenze e acquisire competenze altrimenti inaccessibili. L’intervento permetterà ad ognuno di prodursi in performance che, valutate “autenticamente”, contribuiranno alla valorizzazione delle differenze individuali e accresceranno nei giovani il senso di autoefficacia.

Le stesse performance, laddove oggetto di confronto col territorio, potranno rappresentare una operazione culturale capace di arricchire tanto i protagonisti/animatori dell’iniziativa, quanto i suoi destinatari, permettendo una maggiore e più coerente conoscenza reciproca, sviluppando e potenziando nei ragazzi la consapevolezza delle proprie abilità e, di conseguenza il loro senso di autostima.”*

*da Rosamaria Guido, IDEI: un’occasione di “speciale normalità” per la valorizzazione delle differenze. Considerazioni, esperienze, proposte., in Antonella Valenti, Personalizzazione dei percorsi formativi: analisi pedagogica, educativa e didattica , LUCIANO EDITORE, Napoli, 2007

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2 Risposte to “Corsi di recupero e dintorni”

  1. Melba said

    Hai scelto un argomentuccio niente male Rosamaria. Mi sa che ci si potrebbe scrivere un libro…
    Sapete mica come funzionano questi IDEI all’estero? cioè, come lo hanno risolto il problema gli altri, se lo hanno risolto..?
    e cosa pensate delle modifiche alla scuola appena approvate?

  2. romaguido said

    Ciao Barbara,
    purtroppo le notizie da alcuni paesi che in genere stimiamo non sono affatto incoraggianti. Pensa che nel nord Europa (laddove tu vogli approfondire ti darò maggiori dettagli) esistono ancora quelle che noi chiamavamo le classi “differenziali”, ossia le classi dove vengono concentrati alunni con problemi. Niente di più disastroso dal punto di vista dell’apprendimento (altro che cooperative learning!).
    In merito alle nuove disposizioni, resta sempre valido quanto già evidenziato in alcuni miei commenti su questo blog: tutte le modifiche e le innovazioni potrebbero essere valide se la loro applicazione, partendo realmente dalla centralità dell’alunno, mettesse in pratica le teorie pedagogiche ritenute universalmente le più efficaci (quelle cui accenno nel presente pezzo).
    Un’ultima nota mi pare doverosa: nessuna riforma potrà mai annullare la libertà d’insegnamento; quindi, sebbene la cosa diventi spesso ardua per motivi logistici, nulla vieta a ciascun insegnate di programmare gli interventi secondo criteri capaci di assicurare una maggiore razionalità ed efficacia. I brani che leggete qui, per esempio, traggono spunto proprio da lavori che vado sperimentando nelle mie classi sin dal 1997.

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