Tutor online qualificati

Il blog del gruppo Tutor Online Qualificati

La scienza nelle scuole – indagine Berlinguer

Posted by Melba su 5 agosto 2008

La notizia è di qualche mese fa.
Il Gruppo di Lavoro Interministeriale per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica ha reso noti i risultati della prima indagine italiana sui laboratori scientifici nelle scuole.
Se mai ci fosse stato qualche dubbio, il quadro che ne è risultato è deludente e non in linea con il resto d’Europa.
Il campione è costituito da 1400 scuole di 11.000, dalle elementari alle medie superiori, nelle quali si è indagato sulla presenza di spazi dedicati alle attività di laboratorio, sulle attrezzature disponibili, sulla frequenza e la tipologia d’uso dei laboratori.

Secondo il gruppo di lavoro diretto da Luigi Berlinguer “la didattica di laboratorio ha una presenza marginale nella didattica delle scienze a tutti i livelli scolastici”, solo il 42% dei docenti di discipline scientifiche è in grado di utilizzare i calcolatori esistenti e meno della metà conduce i ragazzi in laboratorio. Le scuole presentano carenze nelle attrezzature, per lo più obsolete o non funzionanti, nella formazione dei docenti alla didattica sperimentale e nella presenza di veri e propri laboratori con la situazione peggiore nelle scuole primarie (27% hanno uno spazio dedicato ai laboratori).
La maggior parte dei docenti di scienze delle primarie utilizza un approccio di insegnamento “frontale”, con l’insegnante che effettua l’esperimento dalla cattedra senza far partecipare gli studenti (73%), oppure spiegando l’esperimento che poi l’alunno svolge (63%), mentre solo il 36% dei docenti utilizza frequentemente la pratica di lasciare che sia lo studente a decidere come organizzare l’esperimento per risolvere un problema.
Per quello che riguarda le uscite esterne, il 17% degli studenti viene portato in un museo, in un centro di ricerca o scientifico per effettuare esperimenti. In genere si vanno a fare ‘visite’ fuori dalle scuole, o al massimo si portano gli studenti ad ‘assistere’ agli esperimenti rendendo la scienza noiosa.

Questo studio rappresenta il punto di partenza per portare più scienza nelle scuole. E’ necessario che siano gli insegnanti i primi a cambiare in modo che siano formati per la didattica sperimentale e che utilizzino di prassi le valutazioni specifiche sulle attività di laboratorio come fanno, per esempio, gli istituti tecnici.

Riferimenti:
http://www.pubblica.istruzione.it/argomenti/gst/comunicato_cnr_230408.shtml
– “Mani troppo pulite” di Lucia Orlando – Sapere n.4 agosto 2008

Annunci

5 Risposte to “La scienza nelle scuole – indagine Berlinguer”

  1. romaguido said

    Dici bene, Barbara,
    il Prof. Berlinguer da tempo si batte perchè la scuola venga adeguatamente riformata dalla base. Per far questo è indispensabile cambiare la mentalità di molti insegnanti ma anche dar loro i mezzi che possano rendere più proficuo il processo di apprendimento.
    Non mi dilungo in questa sede sulle periperzie che i docenti innovatori si trovano oggi a dover fare tanto nelle scuole quanto nelle università; mi limito invece riportare il pensiero espresso da Berlinguer in un suo articolo dello scorso anno (Luigi Berlinguer, Scuola senz’arte. Ma di parte, Manifesto 07/07/07):

    “Dewey, Bruner, Gardner, e tanti altri, i cognitivisti, le neuroscienze hanno dimostrato in mille modi che il processo di apprendimento richiede il concorso dell’intelligenza razionale e di quella emotiva, che pensiero riflessivo e creatività vanno di pari passo, che occorre costante interazione tra sapere e fare. Da noi i tardo gentiliani, forse inconsapevolmente, continuano a predicare la contrapposizione fra segmenti e bastoncini, si esercitano nel dividere l’emisfero celebrale sinistro da quello destro. Descrivono visioni apocalittiche di nuove generazioni ignoranti, violente, distratte, svogliate, rivelando in tal modo di non sapere nulla delle profonde novità presenti nella cultura giovanile attuale, dei nuovi interessi, delle abilità cognitive moderne, del loro pensiero spaziale espresso in segni e immagini, peraltro a noi ignoto, dei codici linguistici non verbali (i numeri, le note, le immagini), di cui esse sentono bisogno per interpretare e cogliere la complessità delle nuove conoscenze…
    …Il mondo, oggi, il globo vero e proprio entra nelle nostre vecchie aule, fra i banchi antichi. Esso sconvolge e cambia così la comunità educante. Esige più creatività, tracciati meno rigidi e convenzionali: cioè libertà, libertà vera di essere se stessi. Parla più lingue insieme. E’ fatto di volti con tanti colori, naviga in internet e può dialogare, persino studiare con amici lontani, non solo con il compagno di banco. Abbiamo dato spazio a tutto questo con l’autonomia scolastica, apprestato la cornice istituzionale della creatività, della libertà di apprendere nelle differenze, della fine della gerarchia fra i saperi. E si è persino avuto paura che essa contaminasse, lasciasse soli gli insegnanti. Ma è l’autonomia che apre la scuola non più solo alla trasmissione dall’alto, ma alla ricerca didattica, a diffondere ma anche a creare sapere, a modellare la scuola sugli alunni e non viceversa, che vuol dire che l’insegnamento può non venire solo dall’alto, ma può e deve adattarsi ai diversi…
    …So bene che questa è una scuola ben più difficile di quella basata sulle lezioni frontali e sull’insegnamento deduttivistico e solo gnoseologico. Ma si può considerare compito facile fare apprendere tutti, e tanto, e bene? Conciliare equità socio-culturale e qualità? Un tempo si sarebbe detto: ma questa è un’utopia. Si, è un’utopia, di quelle che si possono realizzare però, di quelle che talvolta i rivoluzionari si sono impegnati a realizzare.”

  2. romaguido said

    Belle le beute con le soluzioni colorate! E che ordine!
    Complimenti, Barbara! E’ il tuo laboratorio?

  3. Melba said

    Neanche vagamente 😦
    Nel mio ci trovi tante belle piastre petri e provette colorate, ma non è così ordinato e spazioso! Quello in foto è un laboratorio di chimica generale ed inorganica dell’università di Vilnius in Lituania. Si sono sistemati bene pure loro direi.

  4. romaguido said

    Si, bello e spazioso, ma sicuramente poco praticato o nuovo di zecca: troppo ordinato, troppo “colorato”! Ma c’è una terza ipotesi: che abbiano fatto ordine per ovvi motivi scenografici. Sei del mio stesso avviso?

  5. Melba said

    Mi sa che è nuovo, mancano i materiali di consumo. Escludendo le cinque beute colorate non c’è altro sulle mensole…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: