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L’aumento dei prezzi del carburante fa salire il numero di iscritti ai programmi online

Posted by Giuliana Guazzaroni su 2 agosto 2008

Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto della mia vita io posso.

Io posso decidere, momento dopo momento, di scegliere.

Io posso in ogni singolo istante cambiare il corso della mia vita.

Io posso fare questo invece che quello.

Io posso decidere di risparmiare energia.

Io posso decidere di vivere con consapevolezza.

Io posso lasciare a casa la macchina.

Io posso andare a piedi.

Io posso prendere i mezzi pubblici.

Io posso controllare i miei consumi.

Io posso studiare online.

Io posso optare per una videoconferenza.

Io posso lavorare da qualsiasi postazione Internet.

Io posso fare tanto per il mio microcosmo domestico

Io posso influenzare i miei vicini

Io posso…

Questa serie di possibilità ipotizzate sono un brainstorming risultato da alcune letture e riflessioni che ho fatto oggi per Serendipity partendo dal mio Twitter:

Il primo articolo letto è: “Students Refuse to Commute – Soaring Gas Prices Increase Enrollments in Online Degree Programs!”

Il secondo: “Consumare è risparmiare” pubblicato a pag. 6 su Nòva del 31/07/2008.

Ma anche qua e là sfogliando i quotidiani e leggendo qualche post.

A causa dell’aumento dei prezzi del carburante, un maggior numero di studenti e studentesse hanno deciso di frequentare l’università attraverso programmi in e-learning. Almeno questo è quanto sta accadendo in America.

Studiare in un college tradizionale sta diventando sempre più costoso: il prezzo della benzina aumenta giorno dopo giorno, i mercati sono in crisi e l’online education diventa più appetibile per gli studenti di tutto il globo.

Quelli che desiderano migliorare il proprio portfolio di competenze e conoscenze, quelli che non possono smettere di lavorare o quelli che non possono trasferirsi all’estero per studiare stanno guardando all’apprendimento online per migliorare le proprie prospettive di carriera.

La “liquidità” della formazione in rete attrae allievi e allieve di ogni età, professione e classe sociale.

L’e-learning non richiede frequenti spostamenti.

L’e-learning permette di risparmiare costosi carburanti.

L’e-learning è energia pulita per l’ambiente.

L’e-learning da a tutti la possibilità di seguire ottimi percorsi di studio.

L’e-learning supera le barriere spazio-temporali.

Secondo una ricerca il 79% degli studenti e delle studentesse risiedono fuori dai college, sono proprio questi che vogliono risparmiare sui costi dell’essere pendolari e hanno deciso di iscriversi ai programmi online. Dr.Kenneth Hartman, academic director of Drexel University Online ha detto: “If gas prices continue their meteoric rise and people face through-the-roof heating costs this fall and winter, the already explosive growth in online learning could get another big boost.”

Negli ultimi anni, il numero degli iscritti ai corsi online è andato sempre crescendo, tuttavia è stato il recente aumento del prezzo dei carburanti a far ampliare notevolmente la richiesta di corsi e-learning. Con tutta probabilità anche in Italia il numero degli iscritti ai programmi in rete è destinato a salire.

Lo scrittore e divulgatore scientifico Roberto vacca in “Consumare è risparmiare” scrive: “Oggi, poi, abbiamo Internet: possiamo avere rapporti umani frequenti, riservati, rinfrescanti e sarebbe bene spostarsi meno e ricorrere al telelavoro.”

Internet fa risparmiare, permette di costruire reti interpersonali utili per il lavoratore della conoscenza, per lo studente, per la studentessa, per il pensionato e per tutti.

Ma l’Internet, come ho letto oggi in Ibrid@menti, fa anche paura e ci si chiede il perché. Luca De Biase, in Economia della Felicità (pag. 65), scrive:

Il caos creativo attivato dall’eccezionale successo della rete è tale che ogni contenuto vi trova la sua strada. Ed è anche chiaro che non si può pensare di dare ad ogni singolo navigatore il compito di conoscere bene tutte le possibili strade che la sua attenzione può prendere online per scegliere in modo consapevole. Molta scelta, molta libertà ma anche molta angoscia. Sui contenuti si ama fidarsi di qualcuno. Questo è il punto di partenza della ricerca dell’armonia tra l’orizzontale e il verticale

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3 Risposte to “L’aumento dei prezzi del carburante fa salire il numero di iscritti ai programmi online”

  1. romaguido said

    Interessantissimo il tuo articolo Giuliana, voglio prenderne per spunto per ribadire quanto segue:
    certo, il web è democratico, economico, immediato e offre mille possibilità a chiunque voglia apprendere, confrontarsi, comunicare.
    Il rovescio della medaglia è rappresentato per molti dai pericoli che possono annidarsi nella rete e dal fatto che molti, spesso a torto, provando ancora paura e diffidenza per questo mezzo, dimenticano che si tratta appunto solo e soltanto di un mezzo e che perciò gki effetti negativi che talvolta si registrano sono, in realtà, esclusiva conseguenza di un pessimo uso dello stesso.
    Ancora una volta, quindi, ci sembra utile ricordare che il mezzo (internet, il cinema, la TV, ecc.) non può che essere assolutamente neutro; è l’uomo in carne ed ossa, invece, che usandolo in maniera sublime o abietta può sortirne i risultati più disparati.
    “Molta scelta, molta libertà ma anche molta angoscia. Sui contenuti si ama fidarsi di qualcuno”. E chi, se non il tutor on line, conscio delle enormi potenzialità della rete, si adopera incessantemente per offrire una guida ed un valido supporto a chiunque voglia utilizzarla al fine della propria crescita personale e professionale?

  2. tutoronlinequalificati said

    Io invece comincio a essere pessimista sullo stato attuale dell’e-learning in Italia. Ho cercato di sperimentare molti corsi in rete e trovo che principi come quello dell’apprendimento collaborativo e della didattica costruttivista rimangono chiacchiere vuote con cui riempire dei libri da far studiare a dei poveri studenti.
    I docenti universitari che si occupano di e-learning sono quasi sempre dei reciclati e non mi dicono niente.

  3. romaguido said

    Ti dò ragione, Luca,la didattica costruttivista è purtroppo ancora un’utopia un po’ in tutti gli ambienti di apprendimento, sia on line che in presenza; lo si può dedurre dai tanti articoli di Berlinguer, Maragliano, Calvani & C., i quali, oltre a mettere in evidenza problemi dovuti al digital divide ed al gap generazionale, evidenziano la difficoltà e la ritrosia dei più ad abbandonare i vecchi schemi per sperimentare nuovi metodi sicuramente più efficaci.
    Detto questo, non dobbiamo sottovalutare i vantaggi che i corsi on line possono comunque offrire rispetto ai corsi in presenza; Giuliana li ha ben evidenziati nel suo articolo e credo che possiamo ritenerli tutti validi, sia che si parli di e-learning, sia che si parli di e-teaching.

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