I giovani e la rete: le abitudini, le precauzioni, le paure e le regole dei genitori:
Il video sembra indicare un uso consapevole e misurato del web da parte dei ragazzi ed una giusta attenzione da parte delle famiglie. Ma é veramente così?
Nel riprendere le nostre argomentazioni sulla comunità di pratica, vi riporto i miei contributi alla discussione lanciata su ibridamenti da Giuliana Guazzaronie passo voi il testimone: qual è il vostro parere sull’argomento?
Nel corso del seminario sono stati approfonditi in modo particolare i ruoli che l’e-Tutor tenderà ad assumere in scenari educativi orientati al social networking e alla personalizzazione degli ambienti e delle strategie di apprendimento.
Segnalo alla lista il V Convegno di Forumlive (www.forumlive. net ), ormai
arrivato alla quinta edizione. L’evento si svolgerà il 23
luglio presso la sede dell’Ansas (ex-Indire) a Firenze e con la
partecipazione di un suo rappresentante.
La partecipazione al convegno, che sarà occasione di confronto e di
arricchimento professionale,
ma anche di momenti sereni da condividere alla scoperta delle bellezze della
Toscana (è infatti previsto nei giorni successivi anche un itinerario
turistico!), è libera.
Troverete ulteriori informazioni nelle brochures scaricabili in http://www.forumliv e.net/FIRENZE/ FL2009est. pdf e in http://www.forumliv e.net/FIRENZE/ FL2009int. pdf . Leggi il seguito di questo post »
A quasi due mesi dal primo anniversario della data d’inizio del blog dei tutor on line qualificati, onde incentivare le riflessioni sul nostro lavoro e sui programmi futuri del gruppo, apriamo la pagina “Blog, blogosfera e socialnetwork“, con l’invito a lasciare link, suggerimenti, consigli, notizie sull’argomento.
Cominciamo subito con un articolo linkato da Robi:
Yoani Sanchez rappresenta in pieno la mia idea di blog sociale e quindi di blogger inpegnato in azione sociale di cui ho parlato in alcuni interventi. Yoani Sanchez è una blogger cubana famosa per la sua attività e inserita per questa dal Time nella Top 100 delle persone più influenti del mondo.
Il suo blog desdecuba rappresenta e descrive la vita a Cuba per come è realmente. Per questa sua attività di reporter interna Yoani non risulta “simpatica” al governo cubano che non le permette di uscire da Cuba se non con i post del suo blog.
Di recente l’attività di blogger di Yoani ha dato via alla pubblicazione di un libro “Cuba Libre” edito da Rizzoli che dal 15 aprile sarà presente nelle librerie italiane. Un libro da leggere per capire la vera Cuba e l’essenza del popolo cubano. Cuba non è infatti il villaggio turistico dove vanno gli Occidentali, esiste ancora la possibilità di muoversi come viaggiatori anzichè come branchi di turisti.
E’ uscito di recente, edito da Il Pensiero scientifico un libro che tratta il tema del rapporto del Web 2.0 con la medicina, tematica a cui avevo dedicato un intervento tempo fà. Come è già stato messo in evidenza in precedenti interventi il fenomeno delle web communities si sta diffondendo sempre più in tutto il mondo, Italia compresa. Si mette in evidenza che “questo modo di comunicare e relazionare con altri non poteva non avere ricadute sui pazienti e in genere in ambito sanitario. Una ricerca statunitense ha evidenziato che i social media (blog, social network, Wikipedia) risultano essere, tra gli strumenti di internet, quelli più usati dai cittadini per reperire informazioni sanitarie; al tempo stesso nascono associazioni di auto-mutuo-aiuto di pazienti e di familiari che si dotano di questi mezzi per comunicare e anche le aziende farmaceutiche hanno capito che non possono tralasciare questo settore di mercato.
Quali sono i vantaggi e quali i pericoli di questa comunicazione on line inerente la salute?
Un vantaggio è rappresentato dalla capacità del Web 2.0 di mettere in contatto/relazione pazienti lontani geograficamente ma che vivono la stessa situazione di malattia, permettendo loro di scambiarsi opinioni, raccontare la propria storia e in genere confrontarsi su atteggiamenti e percorsi terapeutici. Dei blog DiabetesMine e CarePages consentono a pazienti diabetici/ oncologici e a quelli che soffrono di malattie croniche di andare oltre l’aspetto del ricovero ospedaliero. Un altro vantaggio si ha per quei pazienti che soffrono di malattie rare o sconosciute e per le quali esistono poche possibilità terapeutiche. Un esempio ne è il social network Patient-sLikeMe che negli Stati Uniti ospita diverse comunità di pazienti che soffrono di malattie neurologiche particolarmente invalidanti. Le associazioni di pazienti hanno infine trovato nei social network un modello proficuo di collaborazione tra i propri iscritti; un esempio è Inspi-re.com.
Il servizio sanitario inglese ha creato un apposito portale attraverso il quale ogni cittadino britannico può esprimere giudizi sugli ospedali dove è stato curato, giudizi che poi sono resi accessibili a tutti.
Dopo aver visto i vantaggi, individuiamo ora i possibili pericoli del Doctor Web 2.0. Un pericolo è l’affidabilità dei contenuti trovati nella Rete e la riservatezza dei dati personali che non è sempre ben garantita.
In Italia infine ho trovato un interessante sito MyOpenCare che è pensato nel senso di venire incontro al crescente bisogno di partecipazione dei cittadini al tema della propria salute, in fondo il medico si pensa il depositario di un sapere scientifico e vede il paziente come un “beota” da guidare.
Nessuno mi farà passare di testa l’idea che se leggo oggi è perché da piccolo, prima durante e dopo la scuola, usavo fumetti e libri illustrati: lì sono diventato lettore. Nessuno mi farà passare di testa l’idea che se uno vuole capire che cosa è il web oggi, lo deve ‘abitare’, il web, esattamente come il giornaletto faceva abitare la scrittura. Quale occasione migliore per comprendere la rete (e per farsi rete) che essere amici attivi di e in facebook? Lì le più eterogenee delle teorie accademiche (il web 2.0, le identità multiple, il multitasking, il grande fratello, l’intelligenza connettiva, il privato pubblico) trovano attuazione e composizione. In questo sta la ‘funzione pedagogica’ di facebook, nel permettere a ciascuno, indipendentemente dal suo livello di consapevolezza, di farsi cittadino del web.