Sono passati esattamente vent’anni da quando Tim Berners-Leeqqqqqqqqqaaaaaaa, ricercatore del Cern, pubblicò la prima pagina web della storia.
Per celebrare l’avvenimento, si è tenuta oggi, proprio al CERN di Ginevra, trasmessa in diretta stream, una manifestazione che ha visto lo stesso Tim Berners-Lee rispondere alle domande degli internauti sulla rete e sulle sue diverse implicazioni.
Ma qual è stata la rivoluzione che internet ha portato nella comunicazione, nell’informazione, nell’economia? Stefano Quintarelli ce lo spiega nel video seguente:
Mentre nell’infografica sottostante possiamo seguirne le tappe più salienti:
[Source: OnlineMBA.com]
Nell’epoca dell’ homo videns, sempre collegato e in lotta col tempo, quale migliore scelta, per parlare della rete, dei suoi numeri, dei suoi luoghi, se non una simpatica infografica animata?
Da Techmexun articolo che mostra come le TIC possano risolvere l’impasse in cui alcune università sembrano versare.
Passando il rassegna le pecche dell’attuale situazione scolastica, ma anche sociale, in cui versa la formazione italiana, dopo aver ricordato le parole di Tullio De Mauro e della dirigente veneta che denuncia la grave ignoranza delle giovani generazioni in fatto di lingua italiana, la sottoscritta passa a considerare la formazione universitaria, dove sembra che il diavolo non sia così nero come si suole dipingerlo. Non é raro infatti rilevarvi buone pratiche degne di essere applicate con entusiasmo perché efficienti ed efficaci.
I giovani e la rete: le abitudini, le precauzioni, le paure e le regole dei genitori:
Il video sembra indicare un uso consapevole e misurato del web da parte dei ragazzi ed una giusta attenzione da parte delle famiglie. Ma é veramente così?
Ricordo ancora mio primo ingresso “attivo” nella blogosfera (prima mi ero limitata a leggere, senza lasciare traccia di me) e ricordo il panico che mi prese non appena mi resi conto che tutti avrebbero letto quello che avevo scritto: mi ero sentita nuda.
Da allora ho preso a chiedere, parlare, relazionarmi, ho conosciuto un sacco di gente interessante con cui scambiare opinioni, da cui imparare, con cui chiacchierare del più e del meno.
Capisco che si possa provare un po’ di imbarazzo all’inizio, e perciò comprendo, almeno in parte, chi preferisce non buttarsi nella mischia; ma mi sembra inevitabile che dopo qualche mese di frequentazione, si decida di diventare, a tutti gli effetti , cittadini della rete, facendo sentire la propria voce e le proprie opinioni, dando il proprio contributo alla collettività.
Qualcuno potrà pensare che si debbano avere grandi idee, profondi ideali, conoscenze enciclopediche per partecipare attivamente, ma in realtà non è così; proprio come in una vera e propria città, si potranno occupare gli ambienti più adatti e parlare del più e del meno a seconda del momento, dello stato d’animo, degli argomenti da proporre o proposti da altri. Niente di più semplice, lineare, naturale. E nessuno ci chiederà di essere perfetti, o, meglio, ci sarà anche chi ci confuterà, aggredirà, bistratterà (magari senza aver compreso neppure in superficie il nostro pensiero), ma questo è nelle regole del gioco, così come nella vita reale.
Intanto l’asincronicità permette di riprendere comunque il discorso, di spiegarsi, di chiarirsi, sempre che ci sia la buona fede e la volontà di comprendere, di collaborare, di conoscere.
La rete, infatti, ha il potere di amplificare, in maniera direi esponenziale, tutto ciò che di buono o di cattivo siamo riusciti a trarre dalla nostra esperienza e ce lo offre, lo propone al mondo, senza mezzi termini o alcuna pretesa.
La rete è libera, trasparente, liquida, fattiva, collaborativa, immediata ed è in questo modo che va abitata, senza reticenze, sotterfugi, ipocrisie, risparmio di tempo o di energie.
Gianluigi Cogo e Carlo Infante, nei due video che qui vi propongo, delineano in maniera efficace e sintetica le caratteristiche peculiari che questo ambiente dovrebbe presentare ai fini di una matura, consapevole, proficua cittadinanza digitale: la partecipazione, l’impegno, la libertà, la gratuità, in una parola, la democrazia.
Gianluigi Cogo sulla “Demotopia”: “Partecipazione, impegno e democrazia. L’esigenza di mettersi in gioco”:
Carlo Infante sulle interrelazioni e il capitale digitale:
Grazie alla segnalazione di Nicola Schirru Carrus, ho scoperto un video, che trovo particolarmente interessante; lo condivido, riportando dal sito di Claudio Messora qualche brano che mi sembra offra ottimi spunti di riflessione sul potere dela rete come luogo deputato a garantire il pieno diritto all’informazione:
Sono decisamente a favore del dissenso espresso in maniera civile ma decisa, laddove il sopruso, la sopraffazione, la prepotenza, l’arroganza lo rendano necessario ed in genere accetto di buon grado gli inviti che mi permettano di palesare idee in cui credo. Tuttavia sullo sciopero indetto per oggi da alcuni esponenti della blogosfera contro il decreto sulle intercettazioni ho nutrito qualche perplessità sin dal momento in cui ne ho avuto notizia e, finalmente, oggi ho deciso di non aderire all’appello di tacere. Leggi il seguito di questo post »
Proprio in questi giorni, abbiamo avviato, sulla valenza formativa di immagini e oggetti multimediali, la discussione in cui Arthur evidenzia come queste forme di espressione possano dare ricadute positive sulla sfera dell’affettività. Non posso non essere d’accordo su questa tesi, che, laddove applicata ai giochi didattici, diventa un utile mezzo per imparare divertendosi.
Detto questo c’è da evidenziare che, se è vero quanto finora affermato, è purtroppo terribilmente vero anche il contrario. Leggi il seguito di questo post »