Il web raccontato ad un neofita (2): Le aberrazioni
Pubblicato da romaguido su 19 agosto 2011
Una parodia della più famosa canzone di Steve Wonder per rappresentare situazioni in cui non è difficile imbattersi, in ogni ambiente, in ogni ora della giornata
(Grazie a Tony Siino
)
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Questo post è stato pubblicato il 19 agosto 2011 a 14:13 ed è archiviato in Facebook, Il Web sociale, Nuove Tecnologie, Riflessioni, Società, Strumenti Web 2.0. Contrassegnato da tag: Elliott Yamin, I Just Texted to Say I Love You, Tony Siino. Puoi seguire tutte le risposte a questo articolo attraverso il RSS 2.0 feed. Puoi lascia una risposta, oppure trackback dal tuo sito.





Vince detto
Interessante il tema:
visto con tenerezza, (il video) mi verrebbe da usare il termine inglese “imprinting” come le anatre in volo che seguono l’uomo sul deltaplano, oppure i delfini che affiancano il natante in navigazione.
Visto come costume, la parola che mi viene è “incoscienza”
Quando si raggiungono certi stati significa che si è “web-tomizzati”, la cosa è seria
quando ad esserne interessati sono gli adolescenti.
La genesi del problema va ricercata in primo luogo nell’ambito della famiglia, non fa sicuramente bene lasciare per ore e ore i bambini soli davanti alla TV, il PC, I-PAD, per molti genitori tutto è concesso purchè non rompano.
Poi i bambini vanno a scuola e la maestra si sente di segnalare ai genitori i segni di qualche disagio, le risposte possono essere del tipo:
provi lei a lavorare otto ore e poi occuparsi della casa,….. come se i figli fossero della maestra.
Per gli adulti la cosa è leggermente diversa, la parola che vedrei è “paranoia”
In questi casi il prezzo che si paga è davvero alto, nelle relazioni le domande cominciano a superare abbondantemente le risposte e quelle poche che si danno sono il più delle volte raggiranti.
may God bless us!
romaguido detto